Nomine direttori RAI: Tar Lazio, "Devono essere tracciabili e motivate". Soddisfazione dell'Associazione Stampa Romana

2' di lettura 23/11/2020 - La RAI - sottolinea un comunicato dell'Associazione Stampa Romana - è tenuta alla trasparenza dei propri atti e al rispetto delle normative vigenti, incluse le scelte dei direttori su promozioni e carriere. È questo, in estrema sintesi, il contenuto della decisione assunta ultimamente dal Tar del Lazio (11977/2020).

Il ricorso, presentato dall’avvocato Iacovino, contesta le nomine effettuate dal direttore del tg1 Giuseppe Carboni.

In linea con quanto già deciso due anni fa in altro ricorso al TAR, presentato dal consigliere del direttivo di Stampa Romana Alessandro Gaeta, la magistratura amministrativa ha ritenuto applicabile all’azienda di servizio pubblico le regole che disciplinano la Pubblica amministrazione: a partire dalla legge sulla trasparenza 241/1990 e dalle norme che consentono l’accesso civico agli atti che preordinano le decisioni dei dirigenti, in questo caso un direttore del servizio pubblico. Non conosciamo ancora le motivazioni complete della sentenza, ma osserviamo che il TAR del Lazio evidentemente ha ritenuto ormai superata la "vexata quaestio" (discussa per decenni) della non assimilabilità della RAI a un organo della Puibblica amministrazione: almeno sotto l'importante profilo dell'essenziale servizio pubblico che la RAI è incaricata di svolgere.

Il principio confermato - sottolinea sempre ASR nel comunicato - ribadisce l’estrema delicatezza nell’esercizio dei ruoli apicali all’interno della RAI, esercitabile solo con un percorso tracciabile nell' assunzione delle decisioni sulle redazioni.

Il ricorso è stato presentato contemporaneamente a buone pratiche sindacali messe in campo allora dal Cdr del tg1 (che era appena entrato in carica, e lo è tuttora) proprio per ottenere la massima trasparenza nelle scelte che guidano la testata principale della RAI. Il Cdr - a seguito di un intenso dibattito interno su un pacchetto di nomine - intervenne con chiarezza, contestando al direttore come non ci fu corretta comunicazione al sindacato interno della testata sui criteri di nomina.

Stampa Romana ritiene che "anche questa decisione segnali la strada di un corretto riequilibrio nei rapporti tra i poteri del direttore e quelli del Comitato di redazione, bilanciamento ancor più necessario in RAI per il ruolo delicato e pubblico che riveste nel panorama dell’informazione nazionale".


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2020 alle 09:21 sul giornale del 24 novembre 2020 - 320 letture

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