Illuminate di arancione le caserme che ospitano “Una stanza tutte per sé”, progetto Arma dei Carabinieri-Soroptimist

3' di lettura 25/11/2020 - In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, da oggi saranno illuminate di arancione le caserme dell’Arma dei Carabinieri che ospitano le 150 stanze del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione istituzionale tra l’Arma e il Soroptimist International d’Italia, l’associazione di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società.

“Una stanza tutta per sé” è un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato.

Per questo, il 25 novembre del 2019, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. Giovanni Nistri e la Presidente del Soroptimist Mariolina Coppola hanno sottoscritto un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, contenente le linee guida per l’arredamento delle stanze che deve tener conto della psicologia dei colori e delle immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva.

In ogni caserma, dove lo spazio lo ha consentito, è stato previsto un angolo per l’accoglienza o lo svago dei bambini che accompagnano la mamma, che potrebbero essere stati oggetto di violenza diretta o assistita.

L’invito a una maggiore sensibilizzazione verso la violenza di genere e l’attività dei club locali del Soroptimist hanno consentito al progetto di estendersi in poco tempo in moltissime caserme italiane, oggi illuminate simbolicamente di arancione secondo quanto previsto dalla campagna internazionale “Orange the World”, a cui anche Arma dei Carabinieri e Soroptimist hanno aderito.

Anche nella provincia di Perugia la tematica è particolarmente sentita e ciascun Carabiniere adotta le procedure dedicate e orientate a creare le condizioni favorevoli alla vittima, predisponendo un ambiente confortevole, osservando i cambi di umore e fornendo rassicurazioni. Fra queste, l’opportunità di ricorrere alla rete dei Centri Antiviolenza di Perugia, Foligno, Città di Castello e Spoleto, impegnati – 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno - ad assicurare alle donne vittima di qualsiasi forma di violenza o discriminazione il sostegno legale, sociale, alloggiativo e formativo.

Nel biennio 2019/2020 l’Arma perugina ha raccolto 660 denunce per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori o violenza sessuale – quasi una al giorno – e 616 sono stati gli interventi delle pattuglie dei Carabinieri, a seguito di una chiamata di soccorso fatta al 112 da una vittima, da un familiare o da un vicino di casa. In alcune aree, come Assisi e Foligno, il 2020 è stato caratterizzato da un aumento del 50% circa rispetto all’anno precedente. In provincia, presso la Compagnia Carabinieri di Foligno, è operativa anche una “stanza rosa” allestita nel 2017 proprio per far fronte alle esigenze di ascolto delle vittime di violenza di genere.

Tra gli interventi eclatanti e maggiormente significativi portati a compimento dai carabinieri ne figura uno avvenuto ad Assisi nel marzo dello scorso anno, quando un uomo è stato arrestato dopo aver ripetutamente colpito alla testa la propria anziana madre convivente per futili motivi, ricoverata poi in prognosi riservata e sottoposta ad un delicato intervento e salva grazie anche al tempestivo intervento degli uomini dell’Arma.








Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2020 alle 16:22 sul giornale del 26 novembre 2020 - 163 letture

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