Maurizio Gasparri (senatore rieletto nel 2018): "Fare di Roma Capitale un ente con poteri speciali, e dei suoi Municipi una sorta di miniComuni"

4' di lettura 25/11/2020 - Con Maurizio Gasparri, romano, senatore rieletto nel 2018 nelle liste di Forza Italia, già ministro delle Comunicazioni (2001-2005) e Vicepresidente del Senato (2013-2018), attualmente Commissario responsabile del Coordinamento romano di Forza Italia, parliamo di problemi, aspettative dei cittadini e possibili soluzioni a Roma (dove, ricordiamo, nel 2021 si terranno le nuove elezioni comunali) e, specificamente, nel IV Municipio (dove ci troviamo durante l'intervista). Area estesa e densamente popolata, confinante col I Municipio (Centro storico) e gravitante soprattutto sulla Tiburtina, via di grande importanza per il traffico verso il sud-est del Lazio.

Senatore Gasparri, anzitutto come definirebbe oggi, in due parole, la situazione di Roma Capitale?

Roma - come tutti possono vedere - è in una situazione che non esito a definire di abbandono, specialmente dopo le cattive prove di due giunte comunali davvero inefficienti (Marino e Raggi). Ma i problemi dell' Urbe nascono da molte cause: tra cui, a volte anche la dispersione o, al contrario, l'intreccio di competenze (ad esempio, nell'essenziale gestione dell'edilizia popolare c'è anche la Regione, e questo non facilita le cose). Le emergenze sono tante: dall'edilizia popolare, appunto, ai rifiuti, con un 'AMA che da tempo è deficitaria.

Quali interventi ritiene piu' indifferibili per Roma?

Direi che sono essenziali, urgenti, un piano trasporti (ogni giorno vediamo lo stato del trasporto urbano nella capitale) e un piano rifiuti. Quella dei rifiuti è un'emergenza davwero grave: non è piu' tollerabile che dopo le note, tormentate vicende della discarica di Malagrotta, poi chiusa, oggi gran parte dei rifiuri di Roma (come a lungo è accaduto a Napoli, N.d.R.), per essere smaltiti, vengano portati altrove, addirittura all'estero.

Oltre a limiti e manchevolezze delle giunte comunali, e pastoie e grovigli burocratici, cos'altro ferrna oggi Roma, impedendole di diventare una vera metropoli, con un'amministrazione veramente efficiente?

Non dimentichiamo i limiti istituzionali e normativi dell'assetto di Roma Capitale. Roma Capitale - contrariamente a quanto farebbe pensare questo nome altisonante - oggi ha ancora gli stessi poteri di un piccolo Comune: cosa inconcepibile per la capitale del Paese, con milioni di abitanti. E' evidente che Roma deve avere anzitutto poteri normativi adeguati (che andrebbero potenziati rivedendo magari quellii della Regione), e capacità autorganizzative ed entrate finanziarie all'altezza della situazione.

Questo si può raggiungere modificando il Testo unico sulle autonomie locali del 2000 (già rivisto, tra l'altro, dalla legge 157 del 2019)?

Non solo: in realtà, una riforma del genere, di enorme importanza, va fatta, direi, anzitutto proprio a livello costituzionale. Sarebbe importante che la Costituzione, al Titolo V, fosse modificata inserendo delle esplicite norme su Roma Capitale, ente dotato di poteri speciali, adeguatamente superiori a quelli degli altri Comuni (e questo, anche per iniziare finalmente a realizzare quelle "Aree metropolitane" di cui, da decenni, si parla soltanto).

E come vede, invece, i poteri dei Municipi di Roma?

Diciamo che i Municipi stanno un po' meglio, con maggiori capacità di governo del territorio: ma non dimentichiamo che ognuno di essi, con una popolazione, in media, di 2-300.000 abitanti (questo dove ci troviamo ne ha un po' meno, circa 176.000), è grande all'incirca quanto un Conune di medie dimensioni. E' giusto, allora, potenziare anche i loro poteri: rendendoli in sostanza analoghi a quelli d'un Comune. Per inquadrare meglio l'argomento, pensiamo a quelli che sono i problemi appunto di questo IV Municipio di Roma, dagli interminabili lavori di ampliamento della Tiburtina al grave stato di degrado in cui versa, da anni, il cimitero monumentale del Verano; mentre sempre questo Municipio ospita un nodo di trasporti essenziale come la Stazione Tiburtina, che ricade, in parte, nel territorio anche di I e II Municipio.

Che difficoltà vede, per l'attuazione di riforme del genere?

Riforme di quest portata si possono iniziare a fare solo se i cittadini di Roma sceglieranno, sia al Comune che in Parlamento, partiti piu' seri di quelli che han governato sinora. Intanto, posso assicurare l'impegno degli eletti in Forza Italia: che già ha prodotto una serie di tavoli di discussione in cui stiamo cercando d'affrontare questi e altri problemi, insieme anche, per quanto possibile, ai rappresentanti delle altre forze politiche.


di Fabrizio Federici
redazione@vivereroma.org





Questa è un'intervista pubblicata il 25-11-2020 alle 10:45 sul giornale del 26 novembre 2020 - 324 letture

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