Ferie in arrivo, ma…dopo?

chiuso 2' di lettura 08/08/2009 - Davvero sospirate arrivano le ferie del 2009 perché giungono dopo mesi molto difficili. Purtroppo chi, come la Cna, rappresenta il mondo produttivo sa perfettamente che la pausa estiva non può essere vissuta con la tranquillità che dovrebbe caratterizzarla.

Il nostro territorio vive, al di là delle considerazioni più generali sugli eventuali spiragli positivi, un momento delicatissimo che proseguirà per tutto l’autunno.


La Cna ha rimarcato più volte che è necessario agire subito, immediatamente, altrimenti non saremo in grado di invertire le tendenze e la situazione non farà che aggravarsi. Eppure non arrivano risposte adeguate.


Ora, l’accordo raggiunto dalle organizzazioni dell’artigianato con l’Abi e il Ministero dell’economia per la sospensione dei debiti delle pmi verso il mondo creditizio, così come l’accordo raggiunto dalle stesse organizzazioni con Unicredit per aiutare le imprese ad uscire dalla crisi, offrono spiragli di speranza per la ripresa di settembre.


Ma in ogni caso la situazione è critica. Basta pensare che con il Decreto anticrisi il Governo e la sua maggioranza hanno praticamente messo in piedi il teatro dei burattini! Hanno approvato cose discutibili con voti di maggioranza per poi procedere con altri provvedimenti che modificano la fiducia appena richiesta.


Le nostre imprese non riescono a capire tutto ciò, mentre capiscono assai bene e subiscono gli effetti negativi derivanti dagli atteggiamenti delle banche, dai costi dell’energia, dallo scandalo dei costi del carburante…per non parlare di tutta la partita fiscale, del fatto che non si interviene sugli studi di settore, che si fanno i condoni per i capitali illegalmente esportati.


Ma non era questo il Governo che si caratterizzava per la riduzione della tasse e per il sostegno alle imprese e alle partite Iva? Non si può andare avanti così, serve un atto di responsabilità, serve chiedere uno sforzo a chi può dare, serve aiutare chi può superare la crisi.


Come Associazione Cna, rivolgiamo un forte richiamo al sistema bancario: diamo risorse e non esageriamo coi costi; e ai vari livelli di governo (a chi opera,imprese e lavoratori): spendiamo bene le poche risorse ed eliminiamo i balzelli inutili e le troppe tasse.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2009 alle 17:58 sul giornale del 10 agosto 2009 - 977 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, chiuso


L\'articolo tralascia, colpevolmente, un aspetto fondamentale dell\'attuale crisi economica: il ruolo, colposo e talvolta doloso, degli imprenditori locali.<br />
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E\' ormai evidente che molti di loro stanno usando l\'alibi della crisi economica per procedere a ristrutturazioni aziendali (leggi licenziamenti) e, contestualmente, a delocalizzazioni all\'estero.<br />
Nè d\'altra parte si ha notizia di nessuno, tra i soliti noti, che sia caduto in rovina o abbia precipitosamente dovuto vendere l\'ultimo modello di Porsche Cayenne o Ferrari...<br />
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Naturalmente, oltre ai lavoratori, a pagare un prezzo alto sono anche gli artigiani, soprattutto quelli che sono in tutto o in parte contoterzisti, ma allora domando:<br />
In consiglio regionale è stata depositata una proposta di legge, fresca fresca, di Rifondazione e PdCI che impegna la Regione Marche a sostenere attivamente (leggi finanziamenti e burocrazia) la trasformazione delle imprse chiuse \"con la scusa della crisi\" in cooperative di produzione gestite direttamente dai lavoratori che già ci operavano: perchè la Cna, intanto, non sostiene questa iniziativa?<br />
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Sicuramente, i suoi aderenti avrebbero solo da guadagnarne e continuerebbero a beneficiare di commesse conto terzi...altro che banche e rubinetti!

Vi rimando al mio commento all\'articolo di Quercetti, l\'assessore provinciale al lavoro.<br />
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Siete stati per anni conniventi con la politica che non voleva e sapeva vedere la realtà. Ora purtroppo, le conseguenze, come sempre, le pagano i più deboli! <br />
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Direi che un po\' di vergogna da parte vostra dovrebbe trasparire.

Spiacente, ma io sono da anni connivente col lavoro e lo studio, e dalla politica e il cosiddetto potere non ho avuto mai neanche una briciola.<br />
Dunque, eventualmente, vergognati te.<br />
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Fra l\'altro, questa è la situazione del 99% per cento degli iscritti che conosco e per quanto riguarda gli altri, ciè i dirigenti, a volte ci si acchiappa alre no, ma non mi risultano certo comportamenti nefasti.<br />
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La verità è che il bipolarismo è stato inculcato a forza i questo paese e con questo stato di cose, volenti o nolenti, bisogna fare i conti.

Cioè? Non ho capito... Certo che i comportamenti non sono stati nefasti. Ma averli avallati, certamente sì che è stato nefasto. Per gli iscritti e per i lavoratori.