Genga: Terme di San Vittore, crescono pesenze e qualità

Francesco La Barbera 6' di lettura 14/09/2009 - Genga: Le Terme di San Vittore crescono in termini quantitativi, ossia di presenze, ma di pari passo avanzano anche gli aspetti qualitativi e per Genga, le Grotte di Frasassi e l’intero hinterland questi elementi, da anni, si sono trasformati in un vantaggio competitivo di primo piano.

Discorso valido anche per la Regione Marche, che annovera l’impianto di San Vittore tra i maggiori operatori del sistema termale diffuso sul territorio che è infatti il centro termale regionale con il maggior fatturato.

Del resto la terra marchigiana, costellata di rocche, castelli, antiche chiese e città d’arte, dal Montefeltro al Piceno, è anche segnata da numerosi corsi d’acqua che provocano talvolta cascate e rapide. L’acqua, pura e limpida, o anche fangosa, bollente, ricca di preziose sostanze minerali, è la vera protagonista anche nel sottosuolo e per questo l’attività termale, definita anche la “Civiltà dell’acqua”, ha riconquistato un posto importante nella medicina moderna. Il perché è semplice da spiegare, le terme si sono rilevate preziose in un settore decisivo per la tutela della salute: la prevenzione.

Ambito entro cui è stata abbandonata definitivamente l’utilizzazione empirica delle sorgenti con l’aggiunta che la medicina attuale è in grado di ampliare i benefici con nuove tecniche e strumenti. Da questa nuova logica scientifica le Terme Spa di San Vittore, hanno ricevuto un impulso rilevante, ampliando le opportunità offerte non solo in termini socio-sanitari ma anche di tipo turistico.

Infatti, con l’estate alle spalle, il luogo di cura a pochi centinaia di metri dalle Grotte di Frasassi, assume un aspetto più tranquillo, la vita procede secondo ritmi naturali ma gli affollamenti all’impianto termale continuano.

Non caso, a maggio, quindi ad inizio della stagione, il trend delle Terme di San Vittore di Genga, che anche nei periodi più appannati (parlo di due tre anni orsono) non ha mai subito crolli verticali, ha subito iniziato la sua corsa verso l’alto come verificato esaminando l’andamento della Spa, insieme all’esperto quanto qualificato presidente Francesco La Barbera.

Quest’ultimo prima dirigente della Regione Marche nel settore Commercio sino al 1985, anno in cui è passato alla guida delle Terme San Vittore, compiendo il grande salto dall’amministrazione pubblica a quella privata con pieno successo, basta dire, e questo è solo un esempio, che La Barbera da quando ho preso le redini dello stabilimento termale di San Vittore, che come gli alberghi si inquadra in categorie, lo ha portato dalla 4° alla 2° categoria.

Ma torniamo a noi. Alle Terme, incontro tanti ragazzi e ragazze, moltissime persone di mezza età e anche parecchi “nonnini” che arrivano da tutta la regione: diverse le coppie attempate, con tanto di nipotino a bordo, che vengono da fuori le Marche: Umbria e Lazio.
Mi presento a questa varia umanità e chiedo: cosa si attende dalle cure termali?
Provo a riassumere i pareri raccolti: ci sia aspetta una risposta alla domanda di salute che viene dall’uomo moderno esposto alle ben note condizioni di vita, ambiente, stress e alimentazione.
Insisto, perché si va alle terme? “Anche per fare un chek-up”, oppure? “Per disintossicarsi e combattere lo stress”. In altre parole è in corso un’evoluzione del modo di vivere, dei gusti, del proprio aspetto e ambiente in cui viviamo, si cerca la qualità della vita”.

Il presidente La Barbera, al riguardo mi risponde “in quest’ultimo periodo il concetto di bellezza si è avvicinato a quello di salute. Ritengo che non sia solo un fatto di costume e lo dimostra la scienza stessa come la chirurgia estetica, la fisioterapia, dietologia e uso dei massaggi. Si può quindi dire che edemi, atrofismi muscolari, cellulite sono tanto inestetismi quanto malattie da curare”.
La Barbera, i dati sono sempre estremamente esemplificativi, che cosa dicono?

“Prioritariamente un cenno particolare deve essere rivolto alla qualità dell’acqua termale che si utilizza a S. Vittore: si può tranquillamente affermare che è una delle migliori acque solfureo-salse a livello nazionale. Ora qualche riferimento quantitativo: l’utenza termale è di circa 10.000 persone l’anno che effettuano 25.000 cicli di cura, pari a 300.000 prestazioni termali garantite dall\'impiego di circa cinquanta unità lavorative. Le punte massime giornaliere di presenze dei pazienti – ci risponde ancora il presidente - sono pari a circa 1.100 nel reparto inalatorio e a 200 nel reparto fangoterapico e di estetica, con una utenza termale che per il 70 % fruisce delle prestazioni inalatorie, per il 20 % della fangoterapia e il restante 10 % di prestazioni di estetica termale e massaggi. Le donne nel passato erano in maggioranza rispetto agli uomini: 60% le prime, 40% gli altri. Negli ultimi tempi donne ed uomini quasi si equivalgono, quest’ultimi frequentano sempre più terme e centri benessere.”.
Esaminando invece l’utenza divisa per classi anagrafiche? “Età media 40 anni e rappresentano il 40% dell’utenza, i bambini fino a 10 anni rappresentano il 12 %, le persone fino a 20 anni l’8 %, oltre il restante 28 %”.
La maggior affluenza? “Nei mesi di agosto-settembre, come in tutte le Terme italiane”.

Grazie alla collaborazione del presidente, riusciamo ad addentrarci in questa complessa macchina della salute, cercando di conoscere quelli che potremo definire gli aspetti tecnici e per questo meno conosciuti. Iniziamo questo viaggio dal reparto inalatorio. “E’ stato rinnovato nel 2005 – ci spiega La Barbera - con la sostituzione di tutti gli apparecchi. Sono state introdotte nuove cure quali l’aerosol sonico e jonico, le docce nasali micronizzate con un numero di apparecchi inalatori superiore ai cento. Siamo intervenuti anche sul reparto pediatrico, dotato di circa 40 apparecchi, in cui sono praticate tutte le stesse cure degli adulti, ma in ambiente riservato all\'utenza specifica”.
Il manager delle Terme ci accompagna al Centro di sordità rinogena. “Dispone – ci informa - di 3 postazioni d’insufflatori, di una cabina silente e di un apparecchio impedenziometrico.”

Un vero e proprio labirinto fatto di luce morbide, di operatrici silenti e dinamiche è impegnata nelle “Dodici le cabine del reparto fangoterapico – ci dice il gentiluomo alla teste dell’impianto termale da anni - con vasca per bagni sulfurei e altrettanti camerini per la reazione, oltre a due tepidarium per donne e uomini”.
Infine, il reparto massaterapico, altra interessantissima rivelazione. “Disponiamo di 7 camerini per massaggi, tra cui i noti shatsu ed i riflessologici, con tanto di un\'attrezzata palestra”.

La professionalità di tutti gli operatori, la puntualità ed organizzazione garantita da un servizio di prenotazione ed accettazione, che in qualche momento della giornata richiede la presenza di quattro esperte operatrici, la costante opera ei pulizia e manutenzione dei vari reparti consente a questa macchina perfettamente rodata di dare risposte quotidiane a centinai di termandi, che considerano la struttura di Genga una delle punte di diamante della nostra regione.

E questo è certo, può dunque contribuire alla crescita e alla qualificazione turistica del territorio, integrandosi con le risorse naturali, storico-culturali e con la tradizione enogastronomica, dando vita ad un turismo della salute nel rispetto dell’ambiente e delle identità locali.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2009 alle 23:15 sul giornale del 14 settembre 2009 - 1950 letture

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