Serra S. Quirico: Vittorio Sgarbi chiude la mostra su Pasqualino Rossi

2' di lettura 15/09/2009 - La mostra \"Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco\" ha chiuso i battenti con la visita di Vittorio Sgarbi.

Il critico d\'arte, accompagnato da Liana Lippi, ha visitato ieri sera la Chiesa di Santa Lucia e le 42 opere raccolte di Rossi e di suoi contemporanei, esposte nel Polo Museale di Santa Lucia a Serra San Quirico (An), esprimendo un giudizio positivo sull\'allestimento della mostra e sui quadri esposti. \"L\'unità della concezione del ciclo della Chiesa di Santa Lucia - ha commentato Sgarbi - rende la presenza di Pasqualino Rossi molto importante, è un capolavoro tale che era giusto occuparsi di questo pittore\".


Sgarbi ha ammirato anche le opere dei contemporanei di Pasqualino Rossi, come Giuseppe Maria Crespi, Antonio Amorosi, Pier Leone Ghezzi, e ha fatto i complimenti al sindaco di Serra San Quirico, Massimo Cantiani, per la bellezza del borgo dicendo di voler tornare presto per una visita più approfondita. Accompagnato anche dall\'assessore alla Cultura, Gianluca Simoncini, dall\'assessore al Turismo, Carlo Cocilova, e da Luigi Fulgi del Consorzio Marche Verdi, ha ammirato la Chiesa di San Filippo e le caratteristiche Copertelle di Serra.


Prima della visita di Sgarbi, la mostra di Pasqualino Rossi, che da marzo ha avuto 5.800 visitatori, è stata festeggiata, nel pomeriggio, con il concerto per coro e organo \"Sacro e profano in musica nel Seicento...e oltre\" in una stracolma Chiesa di Santa Lucia, eseguito dal Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti, diretto da Mirco Barani, e dall’organista Giovanna Franzoni del Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro.


Coprotagonista dell\'evento, cui hanno assistito anche i curatori della mostra Angelo Mazza e Anna Maria Ambrosini, il presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande, e gli assessori provinciali Carlo Pesaresi e Gianni Fiorentini, insieme al parroco don Michele Giorgi, è stato l\'organo Giuseppe Testa, uno dei più antichi delle Marche, costruito nel 1676 dall’organaro romano il cui nome è stato ritrovato inciso, in occasione del restauro effettuato nel 2007, sull’anima della canna centrale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2009 alle 17:40 sul giornale del 15 settembre 2009 - 2735 letture

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