Mariani: dal Bil all\'Isew, come cambia la misurazione della qualità della vita

Marcello Mariani 3' di lettura 25/09/2009 - Intervento dell\'assessore all\'Ambiente della Provincia di Ancona Marcello Marianiin merito alla misurazione della qualità della vita.


I risultati della ricerca promossa da Il Sole 24 sul cosiddetto Bil (Benessere interno lordo), l\'indicatore che misura le reali condizioni di benessere della popolazione, hanno premiato le Marche e, soprattutto, hanno rappresentato un motivo di soddisfazione per i suoi amministratori perché, fotografando le buone performance del territorio in settori come le condizioni materiali di vita, la salute, l\'istruzione, i rapporti sociali e l\'ambiente, affermano che in questa regione i cittadini godono di un\'alta qualità della vita.


Il Bil, dunque, si presenta come un indicatore importante per verificare le reali condizioni di vita di un paese, una città o un territorio, perché grazie all\'innovativa adozione di parametri sociali, a differenza di quelli economici del più tradizionale Pil (Prodotto interno lordo), riesce, diciamo così, a misurare il livello di felicità di una singola comunità. Ciò risulta particolarmente prezioso per chi è chiamato ad amministrare i territori, considerato che questo strumento di analisi costituisce un valido rivelatore della bontà delle scelte operate nella fase della programmazione. Ma, come in ogni circostanza, si può sempre provare a fare di più. Ed è quello che, come Provincia di Ancona, stiamo cercando di fare attraverso la messa a punto dell\'Isew (Index of sustainable economic welfare), ovvero l\'Indice di benessere economico sostenibile, per il quale abbiamo avviato una proficua collaborazione con il professor Mauro Gallegati, già allievo del premio Nobel e padre del Bil Joseph Stigliz. Proprio un convegno in programma a fine anno presenterà questo nuovo progetto.


Ma di che cosa si tratta? L\'Isew può essere considerato un\'evoluzione più complessa dello stesso Bil, in quanto ai dati del Pil aggiunge la misurazione dei costi sociali e dei danni ambientali nel medio lungo termine. Più dettagliatamente, le componenti di cui l\'Isew tiene conto sono di natura economica (consumi privati, crescita del capitale netto, spesa per i beni durevoli), di natura ambientale (danni all\'ecosistema, perdita di zone umide e di terreni agricoli, esaurimento delle risorse non rinnovabili, costi dell\'inquinamento atmosferico, idrico e acustico) e di natura sociale (lavoro domestico, spesa pubblica per la rete stradale, la sanità e l\'assistenza, le spese difensive private per l\'educazione e la sanità, costi connessi a urbanizzazione, pendolarismo e incidenti stradali). La portata innovativa e le differenze con indicatori canonici come il Pil sono evidenti. Basti considerare che quest\'ultimo nella sua struttura non tiene conto di fattori esterni alla sfera economica, sia in negativo, come le disuguaglianze sociali, l\'inquinamento, la criminalità, che in positivo come la qualità della scuola pubblica, la cultura, i momenti ricreativi e di svago.


Superando questi limiti metodologici, attraverso l\'Isew otteniamo un approccio integrato che non tiene separate le sfere del sociale e dell\'economia e consente di rimediare alle incongruenze che derivano dalla commistione tra benessere e crescita economica i quali, invece, risultano essere concetti distinti. È una sfida che la Provincia di Ancona ha voluto raccogliere proprio perché i buoni risultati che premiano la nostra azione amministrativa, fungano da stimolo a migliorare l\'azione di governance di questo territorio attraverso un monitoraggio costante, serio e meticoloso delle nostre scelte.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2009 alle 14:47 sul giornale del 25 settembre 2009 - 976 letture

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