Le raccomandazioni dei Vigili del fuoco per l’inverno e le festività più sicuri

vigili del fuoco 10' di lettura 14/12/2009 - L’arrivo dell’inverno ed il ritorno all’utilizzo degli impianti di riscaldamento offrono l’occasione per ritornare a sensibilizzare il cittadino riguardo la sicurezza degli impianti presenti negli ambienti di vita.

Siamo circondati da impianti tecnologici tanto utili e funzionali quanto insidiosi fino al punto di mettere in pericolo la nostra salute. Ogni giorno praticamente quasi tutte le abitazioni nel nostro Paese sono servite da un impianto a gas. Gli impianti di riscaldamento o più in generale gli apparecchi che utilizzano gas (metano o gpl che sia) presentano il rischio sempre incombente della inaspettata fuga che saturando gli ambienti e trovando la giusta sorgente d’innesco può determinare una esplosione con effetti letali e devastanti.



La raccomandazione è quella di chiudere sempre il rubinetto principale del gas quando ci si assenta per un lungo periodo... ma non basta! L’impianto a gas deve essere realizzato secondo quanto prescritto dalle norme di sicurezza e tali operazioni vanno affidate a persone qualificate che al termine dell’installazione devono rilasciare la famosa dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008 che a marzo del 2008 ha sostituito la legge 46/90. La dichiarazione attesterà la regolarità e il sicuro funzionamento dell’impianto. Non bisogna dimenticare che anche il migliore impianto può diventare pericoloso se nel tempo non viene adeguatamente mantenuto o addirittura maldestramente manomesso. Il gas viene principalmente utilizzato in cucina dove gli apparecchi di cottura possono essere origine di incendio.



Particolare attenzione deve essere posta alle padelle con olio bollente che, se la fiamma è troppo alta, potrebbe incendiarne i vapori; analoga cura va posta agli strofinacci che non devono essere posti vicino alle fiamme. È pertanto indispensabile, al fine di spegnere immediatamente ogni principio di tale tipo di incendio, tenere a portata di mano un coperchio per l’eventuale soffocamento delle fiamme. L’altra raccomandazione è di accertare prima di uscire di casa di aver spento i fornelli. L’assenza di manutenzione o addirittura la manomissione sono solo alcune delle cause di funzionamento anomalo degli impianti a gas che potrebbero produrre il famigerato ossido di carbonio (CO) che si sviluppa nel caso di una combustione carente di aria.



L’ossido di carbonio è inodore, incolore e tossico e gli effetti sulle persone sono mal di testa, vertigini, disorientamento, nausea e affaticamento che spesso sono attribuiti alla stanchezza, ad una digestione lenta o a sindrome influenzale. Le persone più deboli come bambini, anziani, cardiopatici e i soggetti affetti da malattie polmonari sono i primi a subirne gli effetti. È un gas subdolo, che provoca una debilitazione delle persone in modo incosciente. Inoltre, a determinate concentrazioni è infiammabile e addirittura esplosivo. Il CO si può generare non solo da apparecchi a gas ma anche da barbecue, caminetti, bracieri a legna o carbone ed è presente nei gas di scarico degli autoveicoli. La prima attenzione che si deve avere è quella di non chiudere le aperture di ventilazione realizzate negli ambienti.



Tali aperture hanno la specifica funzione di consentire l’accesso dell’aria per una corretta combustione. Nel caso in cui si sospetti l’intossicazione da ossido di carbonio oltre che attivare il soccorso sanitario è importantissimo ventilare subito gli ambienti con aria fresca. Anche l’impianto elettrico presenta insidie da non sottovalutare. Ogni anno migliaia di persone muoiono o rimangono infortunate da incidenti dovuti all’energia elettrica. Realizzare ed utilizzare gli impianti secondo la regola dell’arte è la prima cosa da fare per prevenire incidenti. Anche per gli impianti elettrici vige il citato DM 81/2008 che come già detto obbliga la regolare esecuzione e manutenzione a cura di personale qualificato. Molti incidenti avvengono perché le apparecchiature elettriche sono usate impropriamente.



Ad esempio non si deve mai manipolare un’apparecchiatura elettrica con le mani bagnate, se si trova un cavo o una presa danneggiati non devono essere utilizzati ma vanno subito sostituiti. Particolare attenzione deve essere posta nell’uso di adattatori e multiprese, le cosiddette “ciabatte”, un eccessivo assorbimento elettrico può comportarne il riscaldamento e conseguente rischio d’incendio. Anche le normali prese richiedono attenzione all’uso, poiché un anormale scintillio durante il disinserimento delle spine richiede un controllo della loro integrità a cura di un elettricista esperto. Raccomandazioni devono essere fatte anche nell’uso degli scaldaletto elettrici. Ciò è ancora più importante in quanto sono quasi sempre usati da persone anziane che non prestano le dovute attenzioni al loro uso.



Oltre che usare scaldaletto sicuri è necessario attenersi alle istruzioni e, prima regola assoluta, è non addormentarsi con l’apparecchiatura accesa. Nel periodo natalizio il pericolo aumenta perché in casa vengono allestite le decorazioni utilizzando luci, cavi usurati ed altro materiale insicuro. È perciò molto importante prima del montaggio controllarne l’integrità, la presenza della conformità CE e del marchio di qualità. Si dovrà avere cura di installare all’esterno soltanto luci idonee per essere montate all’aperto. I consigli per un corretto uso dell’albero di Natale… Fino al momento del suo addobbo é bene conservare l’albero vegetale in un luogo fresco, possibilmente con il tronco posto in un secchio d\'acqua. Infilate il tronco in una base solida e stabile. Se in casa ci sono bambini piccoli é anche raccomandabile legare l’albero. Fate in modo che i piccoli non raggiungano e tirino le decorazioni che non devono pendere troppo in basso col conseguente pericolo di rovesciare l’albero di Natale. Non ponete l’albero di Natale troppo vicino a fonti di calore (termosifoni, stufe, etc.).



Un albero secco prende fuoco piú facilmente! Fate attenzione a che l’albero di Natale non ostruisca le possibili vie di fuga del vostro appartamento in caso di incendio, non ostruite quindi porte o finestre. Mantenete una distanza minima di 50 cm da altri oggetti combustibili quali tende, coperte, mobili. Tutt’intorno all’albero mantenete sempre uno spazio libero! Non utilizzate addobbi combustibili quali stoffa, carta, ovatta o altri. Evitate di decorare l’albero con candele accese. E’ vero, l’atmosfera natalizia ne risente, ma possiamo utilizzare in alternativa anche candele elettriche. Ponete attenzione in questo caso che il materiale elettrico sia di qualità!



Maggiore attenzione deve ovviamente essere dedicata all’addobbo degli alberi in stoffa o carta, che per comodità stanno invadendo le nostre case, ma che rappresentano un altissimo pericolo d’incendio. …e per le candele Se vi sono delle candele fate in modo che brucino sempre in posizione verticale e che sia mantenuta sempre un pò di distanza tra le candele e materiale combustibile Non lasciare mai le candele accese incustodite. Prima di lasciare una stanza spegnere sempre tutte le candele. Fate in modo che fiammiferi e accendini siano posti in luoghi sicuri dove i bambini non possano arrivare.



I botti di Capodanno: consigli per l\'uso


Come evitare di rischiare che avvengano principi di incendio a causa dell’uso dei fuochi d’artificio: Non lasciare mai sui balconi tende, teli di plastica, scope, contenitori di carta o plastica, tappeti, panni stesi, o qualsiasi materiale combustibile; togliere dai balconi e terrazzi tutti i materiali combustibili che potrebbe venire incendiati dal petardo di un vicino. Non indirizzare mai i fuochi verso balconi, finestre, bidoni dell’immondizia, auto, addobbi natalizi. Non collocare mai i fuochi d\'artificio nelle vicinanze di luoghi abitati o dove siano depositi di paglia, di grano, fienili, boschi e in generale materiale combustibile. In caso di vento evitare di sparare quelli a razzo e comunque non lanciarli mai controvento. Non accendere mai i fuochi dentro gli appartamenti e mai in prossimità di altre abitazioni o automobili, possibilmente non sui balconi. Non accendere gli articoli pirotecnici vicino alle case, alle persone e ai posti a rischio di incendio.



I fuochi d’artificio di libera vendita devono stare ad una certa lontananza dagli spettatori (se posizionati a terra a non meno di 15 metri, se con sistema a razzo a non meno di 30 m dalla zona di sparo), onde evitare possibili incidenti



Come conservarli:


Lontano da fonti di calore, fiamme libere, dall’umidità, lontano da sostanze infiammabili o da materiali combustibili In luoghi sicuri e asciutti conservare in armadi metallici possibilmente messi a terra elettricamente, in piccole quantità, mai dentro armadi di legno, mai dentro contenitori di plastica sia perché combustibili sia per il rischio di cariche elettrostatiche.



Evitare inoltre di ammassare tutti i fuochi in uno spazio ristretto, utilizzate sempre spazi ben areati e separati da dove sostano persone. Non tenere mai articoli pirotecnici in tasca o in borse, usare invece scatole di cartone o sacchetti. La distruzione dei fuochi a base di polvere nera, come i fuochi d’artificio, può avvenire per annegamento in acqua, così da sciogliere i sali costituenti la miscela pirotecnica, per un tempo sufficiente e comunque almeno un’ora per i fuochi di libera vendita, l’operazione è efficiente se gli involucri sono di carta o cartone, non è garantita se sono di plastica.



Come utilizzarli:


La prima raccomandazione e quella di non comprare prodotti senza etichetta con l\'autorizzazione del Ministero dell\'Interno.



I giochi pirotecnici di libera vendita possono essere acquistati da tutti coloro che hanno più di 14 anni nei negozi con licenza per la vendita di giocattoli. Accendere sempre un artifizio alla volta, avendo l’accortezza di tenere gli altri artifizi lontano e al riparo da eventuali scintille. Non avvicinare mai il viso all’artifizio pirotecnico. Accendere la miccia allungando il braccio, tenendo il petardo a distanza dal busto. Utilizzate i fuochi solo all\'aperto in luoghi lontani dalle abitazioni, non puntate mai un razzo, un fischio e botto contro finestre e balconi dei palazzi vicini, non usateli mai in casa. Non indirizzare mai i fuochi verso persone, abitazioni, balconi, autovetture, bidoni dell’immondizia. Non manipolare o accorpare i fuochi tra loro. Se trovate un botto inesploso, in strada oppure a casa, non toccatelo. Molti ferimenti avvengono il \"giorno dopo\" a causa dei botti inesplosi che si trovano per strada. Ricordatevi che un botto abbandonato o difettoso potrebbe esplodere da un momento all\'altro quindi non toccateli. Evitate di trasportare materiale pirotecnico in macchina; se proprio dovete, non caricatelo mai nell’abitacolo.



Chi accende i botti e i fuochi d’artificio clandestini sappia che il rischio di un malfunzionamento è sempre in agguato. L’utilizzo improprio può incendiare gli abiti che si indossano quando usate un fuoco d\'artificio. Mai mettere giacconi o maglioni di pile o fibra sintetica, e nemmeno indumenti acetati come tute sportive. Basta una scintilla per trasformare questi abiti in torce di fuoco. I fuochi pirotecnici che, una volta accesi, si spengono, non devono più essere toccati per almeno 30 minuti (eventualmente bagnarli con acqua prima di rimuoverli se non si è sicuri). Una volta finito di sparare i fuochi d’artificio occorre vigilare per qualche decina di minuti, per accertarsi che le scintille o le braci residue non abbiano innescato materiali combustibili.



In caso di mancato funzionamento o di funzionamento parziale non tentare di riaccendere l’artifizio. Non verificare la causa del mancato funzionamento portando il viso sopra l’oggetto e/o afferrandolo con le mani. Lasciarlo invece smorzare e attendere, indicativamente, non meno di 30 minuti prima della rimozione.


Queste ad altre informazioni sono disponibili anche sul sito www.vigilfuoco.it


da Comando Provinciale Vigili del fuoco - Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2009 alle 17:41 sul giornale del 15 dicembre 2009 - 959 letture

In questo articolo si parla di attualità, vigili del fuoco, pompieri, ancona, Comando Provinciale Vigili del fuoco





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