Serra San Quirico: arrestato il pirata della strada che ha ucciso Giancarlo Bordi

auto pirata che ha investito e ucciso Giancarlo Bordi 3' di lettura 07/02/2010 - E’ una donna di 49 anni (M.F.) residente nel Maceratese la responsabile del tragico investimento di venerdì sera a Serra San Quirico stazione in cui ha perso la vita il 72enne Giancarlo Bordi. I carabinieri della Compagnia di Fabriano coordinati dal comandante Benedetto Iurlaro, dopo accurate indagini sono riusciti a individuarla e arrestarla.

Si è conclusa la caccia al pirata della strada che nella tarda serata di venerdì ha travolto e ucciso il pensionato Giancarlo Bordi, che stava attraversando la vecchia strada statale 76. Ha illustrato i dettagli delle indagini che hanno portato al suo arresto, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Fabriano capitano Benedetto Iurlaro nel corso di una conferenza stampa.


“Sabato in tarda serata – spiega l’ufficiale – è stato individuato il conducente dell’autovettura che il 5 febbraio scorso ha investito e ucciso il 72enne Giancarlo Bordi, in località Serra San Quirico Stazione. Subito dopo l’investimento, l’auto pirata - della quale si conoscevano pochi dati (colore e modello, oltre ai primi numeri della targa) - si è data alla fuga, omettendo di prestare il dovuto soccorso. Il pedone, a seguito del violento impatto, ha riportato gravissime lesioni che gli sono state fatali”.


Giancarlo Bordi, trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale al Viale della Vittoria di Jesi è morto appena arrivato al nosocomio. Inutile ogni tentativo di salvarlo. E mentre la salma era stata trasportata al vicino obitorio per essere sottoposta a esame autoptico, scattava la caccia al pirata della strada. “Sin dalle prime battute, le indagini si sono rivelate non facili - spiega ancora il comandante - dal momento che gli elementi in nostro possesso erano veramente scarni. Tuttavia, attraverso un lavoro certosino fatto dalla Stazione Carabinieri di Serra San Quirico e dal Nucleo radiomobile di Fabriano (ai reparti sono stati assegnati 5 militari che hanno costituito una task-force dedicata alla singola indagine), si è riusciti a dare un volto al colpevole”.


Tra le migliaia di auto del modello corrispondente a quello ricercato (una Citroen Saxo di colore scuro) e le decine di elenchi dei proprietari nelle province marchigiane, i militari sono arrivati a quella ‘giusta’ per caratteristiche. Ma l’auto non si trova. Così come la proprietaria, allontanatasi dal suo naturale domicilio. “I nostri militari hanno scoperto che la donna si trovava in un casolare nelle campagne maceratesi - conclude il capitano Iurlaro - di proprietà di un familiare. Ci siamo recati lì per verificare e dell’auto, stranamente nessuna traccia. Attraverso un piccolo lucernaio del casolare, i militari si sono accorti dell’autovettura con il parabrezza sfondato e molti danni alla parte anteriore”.


Di fronte all’evidenza, la donna - residente nel maceratese ma che lavora in Vallesina - non ha potuto far altro che ammettere di aver avuto un incidente, ma ha cercato di giustificarsi affermando di non essersi accorta di aver investito una persona, ma piuttosto aver urtato un sasso. Le sono stati contestati l’omicidio colposo, la fuga dopo l’incidente e l’omissione di soccorso. E’ stata arrestata e trattenuta in una località protetta, a disposizione della dottoressa Irene Bilotta, Sostituto Procuratore di Ancona.








Questo è un articolo pubblicato il 07-02-2010 alle 19:05 sul giornale del 08 febbraio 2010 - 2345 letture

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