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CNA: occorre un piano di lavoro che aiuti l'edilizia locale a ripartire

cantiere 3' di lettura 09/04/2010 - “Nonostante il piano casa ed altre misure il comparto dell’edilizia non riesce a ripartire”. 

E’ netta e chiara l’affermazione del presidente e del segretario della Cna di Fabriano, Marco Topparelli e Mirco Gaggiotti che aggiungono subito “Chiediamo alle istituzioni di attivare un pacchetto d’interventi per questo comparto che più di altri fatica a riprendersi, considerato che abbiamo già registrato per il 2009 una forte contrazione del settore, sia su Fabriano sia a livello provinciale. Il 2010 si annuncia altrettanto difficile”.


I vertici della Cna ne spiegano il perché. “I vari provvedimenti, piano casa e incentivi per le ristrutturazioni, non stanno producendo gli effetti sperati. Le grandi opere che interessano il territorio non hanno mai coinvolto se non marginalmente le ditte del luogo, molti spinti dalla mancanza di lavoro si sono avventurati in Abruzzo trovando spesso grosse difficoltà e tanti sono rimasti delusi rispetto alle troppe aspettative create dalla ricostruzione post terremoto”. Come Associazione sindacale quindi, si fa carico di mandare alle Istituzioni una richiesta ben precisa “un piano di lavoro che coinvolga le ditte della nostra realtà, che nonostante la crisi riescono a fronte di grandi sacrifici ad andare avanti. Il tempo stringe – soggiungono i nostri interlocutori - e non possiamo più attendere. Per questo fin da subito occorre indicare un pacchetto d’interventi concreti che coinvolga il comparto edile: opere d’interesse strategico ad esempio la rete viaria, riqualificazione del tessuto urbano, politica di valorizzazione degli edifici del centro storico”.


Ma Gaggiotti e Topparelli spostano la loro analisi e conseguenti aspettative anche su un altro elemento interessante che potrebbe dar ossigeno al settore, le fonti rinnovabili. “In quest’ambito l’impresa edile potrebbe svolgere un ruolo importante in sinergia con altri settori. Pertanto, ci aspettiamo che vengano stanziati fondi e risorse adeguate per costruire una prospettiva di rilancio del territorio coinvolgendo le aziende edili”. In conclusione di esame dello stato delle cose la chiosa su “l’altro aspetto importante, che ha costituito un freno allo sviluppo, dovuto al ruolo di molti istituti finanziari che avendo ristretto fortemente il credito alle imprese ed ai cittadini non ha consentito al comparto di attutire gli effetti della crisi”. In definitiva “La Cna si aspetta misure concrete in favore dell’edilizia settore che in passato è stato tra i protagonisti della forte ascesa economica del nostro territorio”.


   

da CNA






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2010 alle 11:39 sul giornale del 10 aprile 2010 - 1011 letture

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