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'Mimosa d’Oro': successo per la cerimonia di consegna

6' di lettura 12/04/2010 - Con voce rotta dall’emozione ha esordito“il nostro Paese ha bisogno dell’apporto delle donne, in collaborazione con l’uomo a tutti i livelli dell’organizzazione sociale e delle istituzioni”. Frase interrotta da uno scrosciante applauso da parte del numeroso pubblico (tra cui il sindaco di Fabriano, Roberto Sorci, ed il vescovo della Diocesi di Fabriano, monsignor Giancarlo Vecerrica) che sabato 10 aprile alle ore 17,30 nella sala convegni dell’Università Politecnica delle Marche, ha seguito la cerimonia di consegna della 16ª edizione della “Mimosa d’Oro”.

Prestigioso riconoscimento assegnato ad una donna illustre in campo scientifico: la professoressa Luigia Carlucci Aiello, Titolare della Cattedra di Intelligenza Artificiale e direttore del Dipartimento di Informatica e Sistemistica Antonio Ruberti, Facoltà di Ingegneria, Sapienza Università di Roma. Donna di scienza nata a Cerreto d’Esi che dopo il conseguimento nel 1964 della maturità classica presso il Liceo Stelluti di Fabriano, si è formata alla Scuola Normale di Pisa, laureandosi in Matematica ed affermandosi successivamente nel campo dell’intelligenza artificiale, di cui è oggi una delle più insigni esperte anche a livello internazionale.


Ricchissima l’attività didattica negli atenei di Roma, Ancona e Pisa, così come quella di ricerca, innumerevoli i premi, riconoscimenti e la partecipazione a comitati scientifici e redazionali in Italia e nel mondo, oltre ad innumerevoli pubblicazioni. “Mi rallegro davvero per la partecipazione numerosa” ha commentato la presidente del Centro Italiano Femminile, Maria Luisa Di Blasi “che interpreto come segno di attenzione costante, di fedeltà e fiducia nell’azione del CIF di Fabriano. Soggetto presente e attivo che osserva, conosce, si interroga, progetta, si esprime e vuole incidere”. E qui è arrivata la recente presa di posizione sulla Scuola Materna C.I.F. di Serradica.


Ultima rimasta nelle frazioni, con 9 iscritti, che rischia di essere chiusa senza il contributo del Comune, talmente vitale da rappresentare il 50% del bilancio del plesso, che impiega due maestre, una cuoca in quanto la mensa è interna, ed alla quale fanno riferimento ben cinque frazioni della città: Campodonico, Belvedere, Serradica, Cacciano e Cancelli e per l’anno scolastico 2010/2011 altri 7 bambini hanno presentato domanda d’iscrizione. La Di Blasi ha anche evidenziato “la dimensione civica insita nella natura stessa del CIF che ha compiuto 65 anni di vita” e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano “ci ha destinato per l’occasione una Medaglia, quale premio di rappresentanza. Speriamo in nuove adesioni, per condividere insieme la sfida educativa di un umanesimo vero, dove lo sviluppo è vocazione. Anche per questo – ha concluso - la Mimosa d’Oro premia una vita, indica una storia, sintetizza il valore di un impegno. Quest’anno il riconoscimento va ad una concittadina che ha avuto il coraggio di investire nel proprio talento, di partire e seguire l’attrazione di un destino che l’avrebbe portata a livelli di eccellenza, indicazione di un compimento umano, fondato su un nucleo intimo di desiderio e volontà, dove la realizzazione personale coincide con il bene universale”.


“E’ un onore avere un riconoscimento così prestigioso” ha chiosato la Carlucci Aiello “da una organizzazione che ha al suo attivo tanti meriti, per una causa che mi sta molto a cuore: la promozione della donna nella società. Nemo profeta in patria, è una vecchia pillola di saggezza, e invece oggi è la mia patria che si ricorda di me. Anzi è la prima volta che ricevo un riconoscimento di carattere non strettamente scientifico in Italia e l’eco del premio attraverso la stampa è già rimbalzato a Roma ed è una gioia sentirmi dire da colleghi che questa gratificazione è un onore per me e per il Dipartimento che dirigo. Per altro - ha tenuto ad evidenziare - il riconoscimento mi viene consegnato in Università, sede quanto mai adatta, avendo praticamente da sempre lavorato in università e per l’università. Qui, stasera ci si aspetta una lezione che invece non farò, perchè ricevere questo onore solletica il tuo ego e ti porta a riflettere, ed è di me che voglio parlare.


Fabriano, per dirla con Leopardi, il “natio borgo selvaggio”, o “quei monti azzurri”, insomma ... le radici. Sempre e dovunque: marchigiana, anzi fabrianese, anzi cerretese. quindi dalle mie radici voglio partire, dedicando questo premio alla mia famiglia: ai Carlucci. Ai Carlucci di Cerreto, meglio, di Bargatano. Al nonno Onesto, che da umile contadino, ha inculcato nella famiglia l’importanza dello studio, del sapere e del servire gli altri, da cui ho imparato a lavorare sodo e a non abbassare mai la testa. I Carlucci di Bargatano erano tanti, ma è chiaro che fra tutti un posto d’onore è per mio padre Enrico, ferroviere, che con mia madre ha contribuito a regalarmi un’infanzia felice, e ad avviarmi per strade anche difficili e per loro sconosciute, sempre fiduciosi delle mie scelte. E un pensiero tutto particolare per lo zio Don Giuseppe, parroco di campagna dagli anni ’30 al dopoguerra, economo del seminario e della curia”. La “Mimosa d’oro” 2010 ha poi parlato della scuola dall’Azione Cattolica, della San Vincenzo de Paoli giovanile, della scuola di ricamo dalle suore di Santa Caterina.


“Considero – ha rilevato - il liceo il momento più formativo della mia vita, anche se dopo ho avuto occasioni non certo secondarie: la Scuola Normale prima e i miei lunghi soggiorni all’Università di Stanford in California dove ho trovato la mia strada di ricerca, mentre in Normale ho imparato la matematica – ancora – la matematica negli anni ’60 era troppo astratta per me, troppo burbakista, a salvarmi un’opportunità eccezionale: l’informatica. Negli ormai 40 anni di attività ho vissuto una rivoluzione: lo sviluppo di una scienza e tecnologia nuove, il cui impatto non ha pari nella storia dell’umanità, ossia il computer che “ragiona”, che dimostra teoremi. I miei primi lavori, negli anni ’70, riguardano proprio questo: individuare la logica giusta e scrivere gli algoritmi giusti per fare sì che un computer faccia deduzioni e dimostri teoremi.


Per farla corta l’Intelligenza Artificiale era più vicina alla mia ricerca di quanto pensassi E’ dalla metà degli anni ’90 che i due filoni di ricerca stanno trovando una riconciliazione con la robotica cognitiva, dove si sono sviluppate le mie ricerche più recenti. Tutto questo – ha concluso - è stato ed è molto divertente; talvolta è faticoso, soprattutto in un momento in cui il nostro paese sembra completamente distratto rispetto ai valori della scuola, del sapere e della ricerca. Ringrazio di nuovo il CIF, per la mimosa d’oro, e ringrazio tutti voi, di cuore, per l’onore che mi avete concesso ascoltandomi”.


   

da Daniele Gattucci







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2010 alle 19:20 sul giornale del 13 aprile 2010 - 1060 letture

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