Adolescenti crescono

4' di lettura 06/10/2010 -

L’associazione FIDAPA di Fabriano ha avviato un progetto specifico sul fenomeno del bullismo nel tentativo di approfondirne i meccanismi e con lo scopo finale di per poter offrire materiale interessante per eventuali interventi successivi degli enti competenti.



L’obiettivo principale che abbiamo posto alla base di questo progetto è stato di analizzare il fenomeno concretamente cercando soprattutto di capire come i ragazzi vivono e vedono questa devianza. Fondamentale è stata la collaborazione delle 3 scuole medie del Comune di Fabriano che ci hanno consentito di far lavorare gli studenti per raccogliere il materiale utile alla ricerca. La scelta delle scuole da coinvolgere è scaturita anche dalla consapevolezza che proprio in queste scuole il fenomeno si è reso più evidente soprattutto durante lo scorso anno scolastico anche se con qualche accenno negli anni immediatamente precedenti. Per una corretta osservazione del fenomeno sono state coinvolte anche 3 psicologhe di cui 2 libere professioniste direttamente operanti nel territorio e la terza che è la responsabile del Consultorio presso la ASL territoriale.

Il progetto ha visto come prima fase quella dell’elaborazione da parte dei ragazzi di elaborati attraverso i quali raccontare “il bullismo”. E’ stata data ai ragazzi la massima libertà di scelta per la forma espressiva da utilizzare ed infatti i ragazzi hanno utilizzato sia la forma scritta, con frasi, testi più elaborati, rime, sia il fumetto, sia il disegno. Per offrire un’ulteriore possibilità di espressione assolutamente anonima, in ciascuna classe sono state sistemate delle scatole bianche dove ciascuno studente ha avuto la possibilità di inserire ancora messaggi anonimi, frasi, richieste, denunce. Uno sforzo particolare è stato messo nel garantire comunque l’anonimato a ciascuno nel tentativo di ottenere da parte dei ragazzi la massima libertà di espressione.

L’unico raggruppamento che è stato fatto è stato successivamente alla realizzazione degli elaborati ed è effettuato per scuole di provenienza dislocate il punti diversi della città e con caratterizzazioni diverse per la tipologia di ragazzi che le frequentano e ciascuna psicologa ha esaminato gli elaborati suddivisi in 3 raggruppamenti, uno per ciascuna scuola media. Successivamente alla fase di osservazione degli elaborati le 3 psicologhe coinvolte nel progetto hanno riassunto l’attività da loro svolta in 3 singole relazioni che possono essere sintetizzate come segue: 1)Analisi del rapporto dei ragazzi con il fenomeno del bullismo cioè cosa pensano i ragazzi del bullismo. In questa relazione saranno esposte e analizzate le rappresentazioni che i ragazzi hanno del bullo e della vittima, con tutte le loro caratteristiche e le dinamiche relazionali (lotta di potere, affascinazione,…) che s’instaurano tra queste due figure e anche con gli “spettatori” del fenomeno. 2)Cosa pensano gli operatori del bullismo. In questa relazione il fenomeno del bullismo verrà letto come l’espressione di un disagio relazionale, che può nascere fin dalle prime fasi dello sviluppo e proseguire fino all’adolescenza, coinvolgendo famiglia, scuola e società. 3)Osservazione dei risultati e caratteristiche del fenomeno nelle tre scuole medie della città. In questa relazione vengono descritti i diversi stadi in cui si possono collocare le tre scuole: a partire dalla esplicita esplosione del fenomeno, fino ad arrivare all’assunzione di un atteggiamento omertoso che lo mantiene invece sommerso. Viene proposto un progetto d’intervento e di prevenzione che coinvolga il bullo, la famiglia, la scuola e i Servizi Sociali.

Alla Tavola Rotonda del 16 ottobre interverrà un sociologo con le 3 psicologhe, e saranno invitati a fare dei brevi interventi anche soggetti che in varie situazioni si trovano a stare in stretto contatto con i giovani compresi nella fascia di età analizzata e quindi l’allenatore di una squadra di calcio, un animatore del CAG (centro cittadino di aggregazione giovanile), un sacerdote che analizza da anni i fenomeni che riguardano i giovani, un’associazione denominata “genitori in crescita”, i dirigenti scolastici delle 3 scuole che hanno partecipato al progetto. Infine, mentre la Tavola Rotonda avrà come interlocutori gli adulti, intesi come genitori, insegnanti ed educatori in genere, per i ragazzi si è deciso di prevedere la realizzazione di uno “spettacolo” del quale ciascuna scuola progetterà e realizzerà una parte. Probabilmente una scuola utilizzerà la rappresentazione teatrale, un’altra un intrattenimento musicale e la terza un cortometraggio. La scelta è stata fatta dalle singole scuole in base agli approfondimenti laboratoriali e di cui ciascuna scuola già conosce le tecniche di realizzazione. La base per queste “realizzazioni” prenderà spunto dagli elaborati realizzati dai ragazzi in ciascuna scuola.








Questo è un articolo pubblicato il 06-10-2010 alle 16:02 sul giornale del 07 ottobre 2010 - 857 letture

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