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Restaurato l'organo callido

3' di lettura 02/02/2011 -

La festa dei SS. Biagio e Romualdo che all’inizio di ogni mese di febbraio caratterizza i giorni 3 (festa di S.Biagio) e 7 (festa di S.Romualdo) quest’anno sarà arricchita dal ritorno al suono del restaurato organo Callido che la chiesa conserva dalla fine del 1791.



ll restauro dell’organo , in un certo senso, segna il ritorno completo della chiesa alla sua veste pre terremoto, veste ancor più arricchita dai restauri ai dipinti e al ritorno delle pareti ai colori tipici dell’architettura tardo barocca i cui interni della chiesa si ispirano. La parrocchia dei SS. Biagio e Romualdo per il periodo 3/7 febbraio organizza concerti, conferenze, celebrazioni religiose per dare all’avvenimento il risalto che merita. Il programma prevede per le ore 18.15 di giovedì 3 febbraio una benedizione del restaurato organo da parte del vescovo Giancarlo Vecerrica che celebrerà una Messa. Lo strumento, per la circostanza, sarà suonato dall’organista Mirella Dirminti. Sabato 5, alle ore 17.00, si terrà una conferenza sulla storia ed il restauro del Callido dell’organaro Michel Formentelli e del prof. Mauro Ferrante, ispettore presso la soprintendenza di Urbino per la conservazione e la tutela degli organi storici nelle Marche.

Farà seguito un concerto inaugurale di Maurizio Maffezzoli. Domenica 6, a partire dalle ore 21, si terrà la tradizionale processione dalla cripta che conserva il corpo di S. Romualdo fino alla chiesa Il sindaco, Roberto Sorci, ed il vescovo, Giancarlo Vecerrica, ripeteranno nella cripta che custodisce il corpo di San Romualdo un antichissimo gesto che prevede l’apertura della teca in cui si trova un busto argenteo del grande riformatore dell’ordine benedettino e fondatore dei camaldolesi.

L’antichissima tradizione denominata “Venuta di San Romualdo” vuole che sindaco e vescovo inseriscano contemporaneamente nella teca due chiavi custodite presso il comune e il monastero dei camaldolesi e contemporaneamente aprano alla visione dei fedeli il busto che poi, in processione, viene portato nella soprastante chiesa dei SS Biagio e Romualdo, Dopo il rito che si ripete da oltre quattrocento anni, sarà cantato il solenne Te Deum a cui farà seguito una esibizione del gruppo Verba Manent con musica medioevale e lettura di brani benedettino-romualdini. Lunedì 7 febbraio, infine, alle ore 18.15 il vescovo Vecerrica celebrerà una messa in onore di San Romualdo. L’organista sarà Mario Solinas. Il restauro dell’organo e le manifestazioni sono possibili grazie al determinante contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana.

L’organo della chiesa dei SS Biagio e Romualdo venne realizzato dal “veneziano” Gaetano Callido, famoso organaro del suo tempo, nel 1791. Era nato ad Este dove probabilmente aveva appreso i primi rudimenti dal celebre organaro di origine dalmata Pietro Nacchini. La sua mole di lavoro è stata impressionante visto che ha costruito circa dieci strumenti l’anno. In poco più di quaranta anni realizzò ben 430 organi, alcuni dei quali nelle Marche. La sua arte venne riconosciuta anche dalle autorità della Repubblica Veneta che addirittura lo esentarono dai dazi di transito e stradali per il trasporto dei suoi organi al di fuori dei confini. Le iniziali del suo nome venivano marchiate a fuoco su tutti i manufatti come è rilevabile anche sull’organo della chiesa dei SS Biagio e Romualdo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2011 alle 11:51 sul giornale del 03 febbraio 2011 - 1851 letture

In questo articolo si parla di attualità, fabriano, Comune di Fabriano

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