Pasqua, Vescovo: abbiamo sperimentato che Dio abita tra gli uomini

Vangelo 6' di lettura 17/04/2011 -

Di seguito il messaggio del Vescovo a tutti i fabrianesi per la Pasqua.



1 - La Pasqua ci è necessaria.

Non è vero che il male vince.

Oggi, come sempre, il male c’è, ed è grande. C’è nella natura e nella realtà umana, c’è soprattutto nel cuore degli uomini. Il maledetto mal di vivere si espande, generando rassegnazione, passività e indifferenza. E la vita diventa sempre più inattiva. Dentro questa onda di disumanità imponente c’è l’azione di Dio, che non è mai inattivo: «Il Padre mio opera sempre e anch’io opero» (Gv 5, 17).

Dio, «operaio», ha collocato dentro il mondo in subbuglio la presenza del suo Figlio Gesù, il quale coinvolgendosi pienamente con il dramma umano, con la sua morte e risurrezione, ha dimostrato che si può risorgere. Come? Aggrappandosi a Lui, che è il Risorto.

La Pasqua risveglia il filo che collega l’uomo a Dio, il suo senso religioso, e lo rende sempre operativo e coinvolgente.



2 - Questa Chiesa ci è necessaria.

La Chiesa, con il Papa, guida questa operazione pasquale. Ci fa vedere come è ragionevole, logico, esaltante seguire Gesù Risorto, che ri-anima il cuore umano; lo con-duce alla risurrezione, alla vittoria sul male.

Cosa c’è di più ragionevole che seguire Chi è risorto!

La certezza pasquale che vince il male, attraverso la convinta fedeltà a Cristo, ci è te-stimoniata abbondantemente anche oggi. Ecco alcuni esempi: la prossima beatificazione di Giovanni Paolo II è una circostanza «pasquale» che ci ripresenta un uomo che ha vissuto sulla sua pelle ed ha proclamato a tutti l’attrattiva di Gesù risorto e ci ha esortati così: «Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo!».

Un altro esempio attuale poi mi ha con-quistato in questa Pasqua. Tra i tanti martiri cristiani di questo anno, il due marzo scorso, è stato ucciso Shahbaz Bhatti, Ministro Pakistano, di anni 42, perché cercava di modificare la legge sulla blasfemia. Egli aveva scritto: «Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora - in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan - Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.

Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri».

3 - Dov’è Gesù risorto?

Domanda sempre più insistente oggi.

I giovani della nostra Diocesi, in vista della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, hanno preparato per questa Pasqua un Musical intitolato: «Dove sei?».

Il Congresso Eucaristico Nazionale di An-cona (3-11 settembre 2011) ha questo titolo: «Signore, da chi andremo?» (Gv 6, 68).

Il grande Papa che abbiamo risponde alle nostre giuste domande pasquali così:

«Le mani benedicenti di Cristo sono come un tetto che ci protegge. Ma sono al contempo un gesto di apertura che squarcia il mondo affinché il cielo penetri in esso e possa diventarvi una presenza... E’ questa la ragione permanente della gioia cristiana» (J. Ratzinger, Benedetto XVI, «Gesù di Nazaret» II volume, 2011).

«Un’antica leggenda sulle origini del cristianesimo in Russia narra che al principe Vladimiro di Kiev, che era alla ricerca della vera religione per il suo popolo, si erano presentati l’uno dopo l’altro i rappresentanti dell’islam provenienti dalla Bulgaria, i rappresentanti del giudaismo e gli inviati del Papa provenienti dalla Germania, che gli proponevano ciascuno la loro fede come quella giusta e la migliore di tutte. Il principe sarebbe però rimasto insoddisfatto di tutte queste proposte. La decisione sarebbe invece maturata quando i suoi inviati ritornarono da una solenne liturgia, alla quale avevano preso parte nella chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Pieni di entusiasmo essi avrebbero riferito al principe: ‘E giungemmo presso i Greci e siamo stati condotti laddove essi celebrano la liturgia per il loro Dio... Non sappiamo se siamo stati in cielo o sulla terra... abbiamo sperimentato che là Dio abita fra gli uomini...’. Ciò che li colpì fu il mistero come tale, che proprio andando al di là della discussione fece brillare alla ragione la potenza della verità» (Card. J. Ratzinger, al Congresso Eucaristico Nazionale di Bologna, 1997).

Dai due brani comprendiamo questo l’even-to eucaristico, che ogni giorno si manifesta nella S. Messa, è l’esplosione della Pasqua, è la presenza attraente di Gesù Risorto, è il luogo dove «Dio abita tra gli uomini».

E’ proprio vero che chi è fedele a ricevere l’Eucaristia sta sicuro nella vita: «Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla» (Gv 15, 5).

4 - Carissimi amici della mia cara, piccola e bella Diocesi di Fabriano-Matelica, vi presento questi appunti pasquali da svolgere personalmente, nella vostra fami-glia, tra di voi al lavoro, a scuola, nel tempo libero. E, come sempre, attendo le vostre risposte. Sappiate che siete attesi.

La Pasqua è la possibilità per partire, e ri-cominciare quell’esperienza cristiana, che sembra si sia fermata. Chiedete ai vostri sacerdoti e ai laici impegnati di poterla rifare.

E’ l’amore a noi stessi che ci mobilita a tenere vive le domande forti della vita, a desiderare di vincere «tutti i mali», a fare l’esperienza cristiana vera, gioiosa ed entusiasmante.

Sapete quanto come Chiesa diocesana abbia-mo cercato di condividere le vostre sofferenze per le varie crisi, soprattutto per la crisi del lavoro. In questa Pasqua vi dico: imprenditori, lavoratori, artigiani, commercianti, impiegati, giovani e adulti, nuovi poveri, non vi abban-doneremo mai, vi stimoleremo sempre, non vi lasceremo mai tranquilli, fino a quando non si creerà la civiltà dell’amore nella solidarietà e nella fraternità. Non vi illudiamo, ma vi proponiamo una vita cristiana attiva e operosa camminando con Gesù Risorto che riceviamo tutte le Domeniche nell’Eucaristia, dove Gesù ci induce a riempire un cesto, il «cesto della carità», che vi viene presentato nelle parrocchie.

Giovani! Gesù ha bisogno di tutti voi per riportare il cielo sulla terra, ad alcuni poi chiede di presentarsi per una vocazione alta, quella di diventare i sacerdoti di Gesù, per servire tutti. Chi risponderà? (cfr. il nuovo libro della Diocesi in merito alle risposte dei giovani al Vescovo sulla figura del prete).

Questa è la mia Pasqua 2011 e questi sono i miei auguri di Buona e Santa Pasqua, che rivolgo sinceramente a tutti!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2011 alle 17:00 sul giornale del 18 aprile 2011 - 1009 letture

In questo articolo si parla di attualità, Daniele Gattucci

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