Club delle Libertà: 'Guadagno per l'azienda o cassa integrazione'

4' di lettura 26/04/2011 -

Se ogni epoca può essere riconosciuta con un eponimo, questa che stiamo vivendo ora si può ben chiamare l'Epoca della Cassa Integrazione Guadagni.



Quanti milioni di ore di lavoro, e quanti miliardi di euro sono stati necessari per creare questa definizione? Forse è meglio non saperlo se non vogliamo dormire sonni agitati. Chi ci ha amministrato per tanti anni, sia a livello nazionale e più ancora a livello locale, non ha saputo prevedere quello che stava accadendo in tutto il mondo. Con la globalizzazione abbiamo aperto il mercato, ma non abbiamo globalizzate le regole , e questo ha creato i presupposti per la fuga del lavoro presso quelle nazioni che non tenendo in alcuna considerazione i lavoratori, possono risparmiare. Quale è stato il grande errore, l'Europa non è mai stata unita, almeno non politicamente, abbiamo fatta l'Europa unita delle banche e protetti solo gli interessi di queste che nazionalità non hanno, e questo lo stiamo vedendo in questi giorni con l'immigrazione clandestina. Cosa si poteva fare per fare fronte a questa sventura: io di politica ci capisco poco, ma credo che un'Europa politicamente unita poteva impedire che prodotti fatti con lo sfruttamento esagerato degli operai, e con specifiche non adatte al nostro stile di vita, non sarebbero dovute entrare nel nostro mercato, una specie di piccola autarchia, non protezionismo , comunque l'Europa è talmente grande e variegata sia nel clima che nella disposizione geografica che poteva essere mercato di se stessa.

I nostri imprenditori che sanno trarre profitto anche dalle pietre, vanno in estasi quando sentono parlare di cassa integrazione, figuriamoci se non sappiano approfittare di questa opportunità. Tanto più quando, oltre che imprenditori si occupano anche di politica, che più di ogni altra cosa permette loro di approfittarne con accordi che spesso saltano gli steccati che la politica pone fra destra e sinistra. Basta promettere ulteriori 2 anni di C. I., e le amministrative ultime vanno alle sinistre che altrimenti avrebbero giustamente perso. Noi ci domandiamo perché gli utili di fine anno vengano capitalizzati dalle imprese che si sono avvalse dell'istituto della C. I., non dovrebbero questi essere reinvestiti per creare o quanto meno consolidare posti di lavoro in Italia, e non investiti all'estero come fanno alcune aziende locali. Altrimenti, le nostre risorse serviranno a rendere ancora più precaria una situazione che è già di per se stessa drammatica.

Questi signori portano via non solo il lavoro, che qui è nato e qui dovrebbe restare, ma portano via capitali e tecnologie che sono frutto del sudore e dell'intelligenza dei nostri padri ed anche nostro. Quando senatori di destra, inopinatamente nominati, si accordano con deputati o deputate, inopinatamente nominate a sinistra, di sicuro non cercano la felicità degli operai di una parte o dell'altra, ma tant'è, entrambi sono imprenditori che fanno politica, la loro. A Fabriano spetta il primato del voto di scambio, di sicuro (voto = posto di lavoro), oh more, oh tempora! Direbbe un antico latino, ed allora cambia tutto, oggi c'è la C. I. di scambio. Le imprese fanno lavorare i dipendenti allo spasimo, turni di lavoro pesantissimi e straordinari, il tutto attraverso le agenzie di lavoro interinale, e guai a chi alza la testa, non lavorerà più e quando i magazzini sono pieni, via con la Cassa Integrazione, poi a fine anno le imprese gongolano e gli operai un po' meno.

Ma non tutte le imprese riescono in questo, molte, specie le più piccole, per molto tempo non hanno potuto accedere a questo istituto, ed a causa dei mancati pagamenti dei più grandi, sono state costrette a chiudere. Noi pensiamo che tutto questo non è bene, che tutto questo vada rivisto in tempo, perché la china che stiamo scendendo si fa sempre più ripida e risalire sarà difficile e doloroso. Da una posizione di preminenza che occupavamo con troppa disinvoltura aspettando le vacche grasse, senza renderci conto che quelle erano fin troppo grasse, stiamo ora precipitando in un baratro e chissà quando riusciremo a risalire per accontentarci anche di qualche merlo, magro e spelacchiato.

Norberto Censi

Club della Libertà Fabriano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2011 alle 17:21 sul giornale del 27 aprile 2011 - 894 letture

In questo articolo si parla di economia, politica, fabriano, crisi economica, Club della Libertà

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