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Confartigianato: 'Aiutare concretamente le piccole imprese'

Simone Clementi 2' di lettura 14/05/2011 -

Ogni mese fallisce una azienda, è l’onda lunga della crisi su Fabriano. In soli quattro mesi, dall’inizio del 2011 a oggi, secondo i dati elaborati da Confartigianato, sono sette le aziende che hanno dichiarato fallimento.



“Tutte” evidenzia, Simone Clementi, segretario della locale Confartigianato “nella città di Fabriano. L’indotto fabrianese schiacciato dalle incertezze di un territorio che non ha più una distinta vocazione produttiva – e incalza – ecco perchè continuano a chiudere le imprese, preda dell ’ombra lunga della crisi che ancora intacca la solidità della struttura produttiva del fabrianese e non si ferma la scia di attività che chiudono bottega. Il polo produttivo del distretto – aggiunge – soffre, e al momento presente non vi sono segnali di una inversione di tendenza. L’eredità del 2010 pesa ancora. In quell’anno dichiararono il fallimento 29 imprese, di cui 23 solo nel Comune di Fabriano, le altre tra Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Serra De’ Conti. Se il ritmo delle chiusure ha forse subito una leggera flessione, tuttavia non si arresta. Tra i settori più in difficoltà meccanica e costruzioni. L’indotto fabrianese – insiste Clementi - è schiacciato dalle incertezze di un territorio che non ha più una marcata vocazione produttiva. Dopo la fine del colosso Merloni ancora non è chiara la futura evoluzione del marchio Ardo che per anni ha svolto la funzione di traino dell’intero sistema economico.

Soffre di questa insicurezza tutta la microimprenditorialità sorta in funzione dell’asset produttivo Merloni. La difficoltà primaria incontrata dalle aziende è la mancanza di liquidità. Costretti a far fronte con regolarità ai pagamenti, gli imprenditori si scontrano ogni giorno con debitori restii a pagare il dovuto per il lavoro svolto con il risultato che le commesse rimangono inevase, le casse dell’azienda si svuotano, non si riesce a far più fronte alle spese”. Per questo, ribadisce la Confartigianato “è necessario quanto prima che il territorio si scrolli di dosso questa situazione di incertezza; che vengano messe in campo forme concrete di aiuto per le piccole imprese in difficoltà. Al tempo stesso si chiede agli Istituti di Credito del territorio di valutare le condizioni di accesso al credito non su dati esclusivamente numerici, ma considerando tutto il bagaglio di esperienze, volontà, potenzialità produttive che una piccola impresa ha, anche se nel momento contingente può ritrovarsi priva di risorse e strumenti. Infine – termina - continuano anche ad agire i Confidi artigiani tra cui quello della Confartigianato, la Cooperativa Rabini, che offre garanzie e facilita alle imprese l’accesso al credito”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2011 alle 17:04 sul giornale del 16 maggio 2011 - 800 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, fabriano, impresa, Daniele Gattucci

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