Arte e comune, lo spazio e il tempo di Ri.p.arte

3' di lettura 02/06/2011 -

...Arte e "comune" sono paradigmi di uno stesso sentire perché la loro intersezione può essere facilmente descritta da una relazione biunivoca: arte come comune e il comune nell'arte. Il primo termine della relazione nasce dalla nostra consapevolezza che il patrimonio artistico è in sé fondamentalmente comune in quanto è bene collettivo, da preservare e tutelare, che vive e si manifesta all'osservatore a prescindere da qualunque concetto di proprietà, sia pubblica che privata. Il senso del bello corre attraverso le ere, plasmando e mutando se stesso ed entrando nelle soggettività che lo declinano e gli danno forma.



Questa molteplicità, ricchezza ed eterogeneità di forme prodotte, diviene immediatamente “bene comune” solo se scissa dal concetto di lucro, di appartenenza e di proprietà oltre che dalla narcisistica autocontemplazione. La libera fruizione dell'arte permette di scambiare, rielaborare in autonomia, creare e condividere il senso del bello, fare nostro - in modo empatico e non canonico - il lungo cammino di liberazione artistica dell'animo umano. Il secondo termine della relazione è invece inerente all'atto creativo. La produzione immateriale è per sua natura illimitata, vive in un inframezzo tra il sogno e la realtà, non è mediata nella sua creazione ma immediata ed autonoma. Il libero flusso della creatività rompe tutte le barriere e gli steccati, come una tempesta di sabbia non conosce limiti o confini ma soprattutto ci permette di sperimentare un atto liberatorio, un caos che spezza le catene delle convenzioni.

Il "comune" nell'arte è riscontrabile non esclusivamente nelle varie declinazioni delle forme prodotte, ma soprattutto negli atti generatori a monte, che ci parlano di indipendenza e autonomia. Questi lampi di energia non servono esclusivamente al diletto e al piacere ma ciò a cui daranno vita sarà una vera e propria modifica dell'esistente, un atto rivoluzionario. Da queste considerazioni nasce e si sviluppa l'edizione di quest'anno del R.I.P.Arte festival. Il nostro territorio è stato per molto tempo caratterizzato da spazi di vita recintati: la compressione della socialità e della libera cultura, a favore della dilatazione dei tempi di lavoro e di fabbrica, non ha permesso la creazione di momenti di confronto e di produzione artistica, e per noi, innanzitutto, R.I.P.Arte ha uno scopo di ribellione. Riteniamo infatti che il fare artistico non debba essere mutuato né dai potenti né dai presunti mecenati, come quasi sempre avviene a Fabriano. Il terreno su cui vogliamo impostare la nostra ribellione, il nostro urlo dal sottosuolo, è “il comune”.

Lo spazio e il tempo di R.I.P.Arte sono quindi liberati e deistituzionalizzati, sono a disposizione di tutti ma non sono di nessuno perché fuori della logica della proprietà e di qualunque copyright. L'Arte è un atto di ribellione che ci deve narrare di sogni,di indipendenza,di libertà e di autonomia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-06-2011 alle 16:48 sul giornale del 03 giugno 2011 - 754 letture

In questo articolo si parla di arte, attualità, fabriano, C.s.a. Fabbri

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