Il 'copia-incolla vincente' e il pensionamento del vecchio giornalismo

copia e incolla 4' di lettura 08/11/2011 -

Gibran Khalil, scrittore libanese del '900, parlando della storia dice: “La storia non si ripete, se non nella mente di chi non la conosce”. Quello che ci aspetta domani non sarà mai la vita di oggi né tanto meno quella che abbiamo vissuto ieri. Il mondo del giornalismo di pari passo sembra seguire questa strada.



Un percorso ricco di storie, idee e pensieri; una Storia con la “S” maiuscola, fucina di innovazioni e culla di straordinarie personalità. Una via in continua evoluzione che già oggi è qualcosa di diverso e domani cambierà di nuovo. Né giusto né sbagliato, solo un nuovo giornalismo.

Il Presidente storico dell'Ordine dei giornalisti delle Marche Gianni Rossetti in un editoriale dal titolo “Il giornalismo del copia e incolla”, pubblicato sul bimestrale dell'Odg “OgMarche” del mese di settembre, critica il nuovo mondo dell'informazione. Il decano del giornalismo marchigiano senza mezzi termini parla della quotidiana scadenza delle mondo delle news, con un poco velato rimpianto per gli anni oramai trascorsi. “Oggi si respira aria di rassegnazione; si discute poco; i giornalisti sono impietriti per ore e ore davanti a un monitor; il giornale è diventato un assemblaggio di cose, spesso buttate dentro alla rinfusa; i professionisti non scrivono più; fanno pagine, titoli, menabò, mille incombenze burocratiche (…). Quel che muore è il giornale nella forma che ha avuto negli ultimi decenni. Internet sta cambiando i connotati del mondo dell'informazione: non solo la sua incarnazione fisica (cioè la carta) ma anche il suo ruolo sociale, le professioni di riferimento, l'interazione con i lettori (…). I giornali sono investiti da una crisi senza precedenti, le copie vendute calano, la pubblicità crolla, un'intera generazione di giornalisti è mandata in pensione”.

Ebbene, signore e signori... benvenuti nel nuovo mondo dell'informazione!

Senza giudizio alcuno sull'evoluzione del mondo delle notizie (non sta a noi “contemporanei” etichettare come giusto o sbagliato l'attuale momento storico), con queste poche righe vogliamo porre l'accento del dibattito sul “cambiamento”. Oggi fare giornalismo non significa più soltanto saper scrivere, avere contatti, verificare le fonti. Fare giornalismo oggi è tanto altro.

La storia dell'informazione ci insegna da dove partire e l'evoluzione ci indica che strada stiamo intraprendendo.

La base del nuovo giornalismo è sempre la stessa: verità, onestà e trasparenza. La verifica delle fonti, i contatti per gli ultimi aggiornamenti, il corretto uso della lingua italiana sono capisaldi di quel giornalismo che vogliamo cambiare, che vogliamo migliorare. Ma è ora di fare un passo avanti. Ecco il pensionamento del vecchio giornalismo.

Fare i giornalisti oggi significa saper scrivere, saper fare fotografie, saper utilizzare una videocamera.
Fare i giornalisti oggi significa saper rintracciare le notizie nel mare caotico di internet, saperle filtrare e saperle verificare in pochi click.
Fare i giornalisti oggi significa conoscere la differenza fra un tablet ed uno smartphone, fra una piattaforma Wiki ed una di microblogging, fra un tweet ed un check-in su Foursquare.
Fare i giornalisti oggi significa confrontarsi senza aprire bocca, il “pensatoio” non è più solo chiuso fra le quattro mura di una redazione di un palazzo di una qualsiasi Via del Corso. Il “pensatoio” è anche e soprattutto il mondo intero tradotto e reinterpretato dal monitor di uno schermo.
Fare i giornalisti oggi non è “rimanere impietriti” davanti ad un computer ma è fare di quella apparente immobilità fisica una corsa sull'onda dell'ultimo aggiornamento.
Fare giornalismo è anche fare copia-incolla.

Si, può essere una bestemmia se detto in una “vecchia” redazione ma è certamente la realtà e nel nostro caso è una realtà vincente.

La storia di Edizioni Vivere parla chiaro: esiste un “copia e incolla” vincente. L'impostazione che abbiamo deciso di dare ai nostri 18 quotidiani online è forse unica nel suo genere e rappresenta uno straordinario esempio di “verità, onestà e trasparenza”. Noi non tocchiamo una virgola dei comunicati stampa che ci arrivano in redazione, li pubblichiamo e li firmiamo con il nome di chi ce li ha mandati. Copia e incolla. La verifica, l'operazione di filtraggio, il titolo, la discussione interna che si accende su un comunicato ci sono e sono il nostro pane quotidiano ma rimane comunque un copia e incolla. Una scelta, in controtendenza, ma vincente. E soprattutto veritiera. Veritiera rispetto al copia-incolla dei cartacei che spacciano per articoli i copia-incolla dei comunicati. E' vero. C'è un copia-incolla sano, veritiero, trasparente e genuino (il primo), ed uno falso, tendenzioso e deviante (il secondo).

Il giornalismo oggi è qualcosa di diverso da quello che era ieri e domani sarà diverso da quello di oggi. La storia ci illumina il cammino ma non possiamo fermarci a rimpiangere gli anni passati, chiudendo gli occhi su quello che oggi significa fare informazione. Il giornalista è colui che sa intuire e anticipare il cambiamento, evolvendo ed aggiornando le proprie conoscenze, competenze e professionalità.






Questo è un editoriale pubblicato il 08-11-2011 alle 13:04 sul giornale del 09 novembre 2011 - 688 letture

In questo articolo si parla di attualità, michele pinto, giulia mancinelli, riccardo silvi, giornalismo, editoriale, gianni rossetti, copia e incolla

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