Al via ai Laboratori della cittadinanza partecipata e condivisa

Gianni Fiorentini 2' di lettura 20/03/2012 - Educare alla convivenza civile, alla legalità, alla consapevolezza e al rispetto, ma soprattutto rafforzare il ruolo determinante della scuola come luogo privilegiato della formazione delle giovani generazioni.

Questi gli obiettivi del progetto “Laboratori della cittadinanza partecipata e condivisa” che, promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla Provincia di Ancona, coinvolgerà circa 200 studenti delle classi terze e quarte degli istituti professionali “Podesti” di Ancona e “Miliani” di Fabriano. Il target è rappresentato dai giovani immigrati di età compresa tra i 15 e i 19 anni, il cui numero è cresciuto notevolmente negli ultimi anni ad Ancona (oltre 500 unità) generando fenomeni di discriminazione, emarginazione e conflitto, particolarmente evidenti nelle scuole scelte per la sperimentazione del progetto. Inoltre, soprattutto per Fabriano, la crisi socioeconomica ha inflitto gravi perdite nel tessuto produttivo e industriale della città, incrementando i margini della povertà e del disagio sociale su tutto il territorio.

“Il progetto – spiega l’assessore provinciale alle Politiche sociali Gianni Fiorentini – è una risposta a quel tipo di disagio giovanile che spesso si manifesta anche attraverso gesti violenti o di intolleranza. Un disagio che non può essere combattuto solo con la repressione ma va compreso e affrontato con strumenti adeguati. È indispensabile agire nella crescita umana di ciascun individuo e nella costruzione di una vera comunità di giovani investendo sull’educazione alla convivenza civile e democratica. Nel nostro caso abbiamo scelto di sperimentare metodologie educative innovative in due realtà scolastiche più difficili, dove in particolare la rilevante presenza di giovani cittadini stranieri o italiani di seconda generazione crea più spesso che altrove problemi di discriminazione, emarginazione e conflitto”.

Tutte le attività educative formative in classe saranno realizzate dagli operatori del Centro servizi volontariato e saranno basate sulle tecniche del problem solving, del brainstorming, del role playing, dei giochi interattivi che favoriscono il confronto, la comunicazione, la conoscenza reciproca e la cooperazione. I percorsi formativi, inoltre, coinvolgeranno non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti, al fine di rendere produttive le ore svolte nel contesto di programmi disciplinari della scuola.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2012 alle 17:15 sul giornale del 21 marzo 2012 - 1427 letture

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