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Lo stato di salute della popolazione di Fabriano attraverso le interviste dell'indagine PASSI

medico, salute 6' di lettura 07/05/2012 - Lo scorso 17 aprile si è svolto a Fabriano un incontro, aperto a tutta la cittadinanza, organizzato dalla 'Associazione per la Tutela del Diabetico' in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 2 Fabriano e con il patrocinio dei comuni dell’Ambito X, per presentare i risultati di un sistema di Sorveglianza denominato PASSI.

Il PASSI ha l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta (18-69 anni) italiana, attraverso la rilevazione delle sue abitudini e dei suoi stili di vita al fine di organizzare programmi d’intervento per modificare i comportamenti a rischio. Questo sistema di sorveglianza consiste in una raccolta continua e sistematica di dati, attraverso un’indagine telefonica ad un campione di persone rappresentativo della popolazione. L’elaborazione dei dati raccolti viene messa a disposizione di coloro che devono progettare, realizzare e valutare interventi in salute pubblica. La Conferenza ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso ed interessato; hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, medici, rappresentati e cittadini. Di seguito riassumiamo i dati più significativi dello Studio PASSI relativi alla popolazione fabrianese (residente nei comuni di Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato, Serra San Quirico).

Contesto demografico

Dalle interviste telefoniche effettuate a 243 cittadini della fascia d’età indicata, è emerso che nella ex Zona Territoriale 6 di Fabriano, circa il 6% degli intervistati ha cittadinanza straniera, il 63% ha un lavoro regolare, contro il 68% dell’Area Vasta 2 (provincia di Ancona) e il 45% ha difficoltà economiche.

Incidenti stradali e domestici

Per quanto riguarda gli incidenti stradali, prima causa di morte in Italia in soggetti sotto i 40 anni, gli intervistati hanno una percezione del rischio contrastante in quanto hanno riferito di utilizzare regolarmente i dispositivi di sicurezza (cinture, casco..) ma quasi il 15% ha dichiarato di aver guidato sotto l’effetto di alcol o di essere stato trasportato da un guidatore che aveva bevuto alcol precedentemente. Per gli incidenti domestici, invece, la percezione del rischio è molto bassa anche nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti persone potenzialmente a rischio, come anziani e bambini. D’altra parte, circa un terzo delle persone che ha ricevuto informazioni sulla prevenzione degli infortuni domestici, ha modificato i propri comportamenti o adottato qualche misura per rendere l’abitazione più sicura.

Abitudini al fumo di sigaretta

Lo studio PASSI ha, inoltre, confermato la tendenza al cambiamento delle abitudini al fumo di sigaretta nella popolazione: si assiste ad una diminuzione progressiva degli uomini fumatori e ad un preoccupante aumento di donne e di giovanissimi. Ad un terzo degli intervistati è stato chiesto da un operatore sanitario la loro abitudine al fumo e circa il 60% riferisce di aver ricevuto, da questi, consigli di smettere. Tra gli ex fumatori, la maggior parte ha dichiarato di aver smesso di fumare per conto proprio e solo il 2% ha riferito di aver fruito dei Servizi Sanitari. Questa situazione sottolinea la necessità di un ulteriore consolidamento del rapporto tra operatori sanitari e pazienti. L’esposizione al fumo passivo in abitazioni, luoghi pubblici e di lavoro rimane un aspetto rilevante da mantenere monitorato nel tempo.

Abitudini all’alcol

Per l’abitudine all’alcol, invece, è emerso come 1 intervistato su 5 abbia abitudini a rischio (consumo di più di 3 unità alcoliche al giorno per gli uomini e più di 2 per le donne). I maggiori bevitori sono gli uomini della fascia d’età più avanzata, con alto livello d’istruzione e senza difficoltà economiche. Tendono a bere alcol durante tutti i giorni della settimana. Il consumo di alcol più a rischio definito il binge drink (consumo di più di 6 bevande alcoliche in un'unica occasione) risulta, anche nella ex Zona Territoriale 6 , molto diffuso tra i giovani. Solo il 12,3% degli intervistati ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario si è informato sui comportamenti in relazione al consumo di alcol.

Alimentazione

Circa la metà degli intervistati è in eccesso ponderale (34% in sovrappeso e 12 % obesi) e questa tendenza si riscontra maggiormente negli uomini rispetto alle donne e in coloro che hanno un basso livello di istruzione. In un’alta percentuale dei casi vi è un’alterata percezione del proprio peso corporeo: molti dei soggetti in eccesso ponderale considerano giusto il proprio peso. Inoltre, nonostante la maggior parte degli intervistati ritenga di avere una alimentazione giusta per la propria salute, solo il 5% consuma 5 porzioni di frutta o verdura al giorno, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il 51% delle persone in eccesso ponderale ha riferito di aver ricevuto il consiglio di perdere peso da parte di un medico o di un altro operatore sanitario.

Attività fisica

Un intervistato su 4 è completamente sedentario e spesso tale stile di vita si associa ad altre condizioni di rischio: depressione, ipertensione, diabete ed obesità. Il 26% degli intervistati ha riferito che un medico o un altro operatore sanitario ha chiesto loro se svolgono attività fisica; il 24,6% ha riferito di aver ricevuto il consiglio di praticarla regolarmente.

Vaccinazioni

Dai dati relativi alle vaccinazioni è emerso che la maggior parte degli intervistati con patologie a rischio si è sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale. In relazione alla vaccinazione contro la rosolia circa il 37% delle donne in età fertile è a rischio di contrarla, nonostante esista un vaccino specifico per proteggere le donne da questa malattia molto pericolosa, specie se contratta in gravidanza.

Screening oncologici

Una presentazione specifica è stata dedicata all’attività di screening dei tumori femminili (cervice e mammella) e del colon-retto. L’invito a sottoporsi gratuitamente ai test di screening è stato inviato a tutta la popolazione target (donne tra i 50 e i 69 anni per la mammella, donne tra i 25 e i 64 anni per la cervice, uomini e donne tra i 50 e i 69 anni per il colon retto). L’adesione allo screening della cervice e del colon-retto risulta buona nonostante quest’ultimo sia stato avviato solo nel 2010, mentre la risposta delle donne invitate allo screening della mammella è ancora piuttosto bassa. Alla domanda specifica del questionario PASSI: “Quale è stato il motivo principale per cui non ha fatto (recentemente) la mammografia?”, il 56% delle donne ritiene di non averne bisogno o di non aver ricevuto consiglio di sottoporsi a tale esame. Queste risposte inducono ad attivare tempestivamente Campagne di Informazione e Comunicazione rivolte a tutta la popolazione per informare sull’importanza della diagnosi precoce dei tumori vista l’elevata frequenza di tali patologie.

In conclusione, dall’elaborazione dei dati, emerge la necessità di promuovere stili di vita salutari e di aumentare l’adesione ai programmi di screening oncologici al fine di prevenire importanti malattie croniche quali diabete, malattie cardiovascolari, tumori. La promozione e la consapevolezza di uno stile di vita corretto per la salute possono scaturire dall’implementazione di interventi che coinvolgano non solo la sanità ma anche la politica, il sociale… Fondamentale risulta anche il ruolo degli Operatori sanitari “schierati” in prima linea a confrontarsi direttamente con i propri assistiti.


   

da Asur Marche
Area vasta 2




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2012 alle 16:57 sul giornale del 08 maggio 2012 - 686 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, salute, asur marche, prevenzione, Area vasta 2

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