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Gli spaventapasseri 'invadono' i Giardini del Poio

3' di lettura 27/06/2012 - Fino al 22 luglio Fabriano ospiterà nei giardini del Poio, quale evento conclusivo, i tantissimi spaventapasseri realizzati nelle quattordici località d'Italia aderenti a "Il Mese degli Spaventapasseri", iniziativa a cura di Giuseppe Salerno lanciata dall'associazione InArte. Inaugurazione il 29 giugno alle ore 18.

Una esposizione con cinquanta opere si svolse lo scorso anno a Fabriano prima di scendere a Roma, in Trastevere. Dal successo di questa iniziativa nasce "Il Mese degli Spaventapasseri", festa celebrata quest'anno in giugno in numerose località italiane che, intorno ad un simbolo rivisitato da tanti artisti, hanno voluto condividere un diffuso sentire in difesa del territorio e in favore di un più equilibrato rapporto tra ambiente naturale ed ambiente urbano. A Fabriano saranno esposte, insieme alle opere degli artisti di InArte, gli spaventapasseri realizzati dal Gruppo Scout Fabriano2, dagli studenti del Liceo Artistico "Mannucci" e dai bambini della scuola dell'infanzia "Malfaiera".

"Quando l'uomo mai distoglieva i piedi da terra e gli occhi dal cielo, quando lo sguardo andava oltre l'orizzonte dove tutto si ricongiunge, quando lo scorrere lento delle ore, dei giorni, delle stagioni segnava il tempo, quando i mondi dell'anima erano in sintonia con i ritmi dell'universo, quando la coscienza dell'appartenenza e della dipendenza governava il quotidiano, loro erano lì, piccola cosa, a difendere il lavoro d'ogni giorno per la sopravvivenza. Non certo per scongiurare i nubifragi, i terremoti e le catastrofi, ma per tenere lontani gli uccelli. Quegli stessi uccelli che nell'ambiente naturale, non condizionato dalla presenza umana, propagano il seme dando vita a vegetazioni "spontanee" i cui frutti, a disposizione di tutti, sono la ricchezza della terra. Ma l'uomo poi, sempre più chino a curare il "proprio" orticello, ha smesso, scacciati gli uccelli, di osservare le stelle, ha innalzato steccati ed ha preso, dimentico dall'antica coscienza e carico della presunzione di chi vuol sentirsi vicino al creatore, a edificare il suo mondo artificiale.

I crocevia dello scambio e dell'incontro sono divenuti rapidamente, nei secoli, tessuti urbani, megalopoli che, sottraendo la terra ai nostri piedi hanno lasciato che gli orizzonti scomparissero dietro le costruzioni. Lontane dagli ambienti naturali, le città hanno generato luoghi asettici e scandito ritmi incalzanti che, ignorando l'alternarsi del giorno e della notte, del caldo e del freddo, hanno compromesso il rapporto indissolubile tra l'uomo e il suo habitat determinando nel profondo di ogni anima un malessere esistenziale. La cultura fondata sulla massima specializzazione, insieme alla tendenza esasperata a frammentare, costringono tutto in recinti sempre più piccoli e tra loro privi di comunicazione. La città e la campagna, l'asfalto e la terra. Da tempo gli uomini, prigionieri delle proprie case, non coltivano più la terra mentre l'industria, delegata dalla collettività a governare le grandi serre, non si preoccupa più degli uccelli che, non più intimoriti dagli spaventapasseri, sono braccati dai cacciatori. E gli uccelli con i loro semi si inurbano. E mentre tra l'asfalto nascono ciuffi verdi di speranza, gli spaventapasseri tornano a reclamare la propria terra."


   

da InArte





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-06-2012 alle 17:15 sul giornale del 28 giugno 2012 - 1063 letture

In questo articolo si parla di cultura, InArte associazione

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