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Referendum per taglio all'indennità parlamentare: scadenza vicina ma ancora molte perplessità

Elezioni 2' di lettura 26/07/2012 - I moduli con le firme raccolte dovranno essere spediti a Roma entro il 31 luglio. Nei comuni di Fabriano, Sassoferrato, Genga, Serra San Quirico, Cerreto D'Esi, Mergo e Rosora i consensi raccolti sono circa 1.000 in totale. Ora però resta da capire se il referendum sarà valido.

La proposta referendaria promossa e portata avanti da Unione Popolare andrebbe a modificare l'art. 2 della legge 1261 del 1965 che determina l'indennità spettante ai membri del Parlamento. Quello che con il referendum si propone di tagliare quindi è la diaria ovvero il rimborso delle spese di soggiorno a Roma dei parlamentari che ammonterebbe a circa 3500 euro al mese per ogni singolo rappresentante del Parlamento. Probabilmente il comitato promotore non ha proposto l'abrogazione dell'intera indennità per non incorrere nel rischio di incostituzionalità del referendum in quanto la corresponsione dell'indennità parlamentare è stabilita dall'art. 96 della costituzione.

Il referendum era partito in sordina e molti comuni italiani, tra cui Fabriano, denunciavano il fatto di non aver ricevuto i moduli per la raccolta delle firme. Gli altri comuni limitrofi, pur avendo i moduli, alla metà di luglio non raggiungevano in totale le 30 firme. Ora la situazione sembra però migliorata e infatti nei sette comuni presi come riferimento, Fabriano, Sassoferrato, Genga, Serra San Quirico, Cerreto D'Esi, Mergo e Rosora, le firme raccolte ammontano a 1.000 circa. Mancano pochi giorni alla chiusura della raccolta delle firme poichè i moduli dovranno essere spediti a Roma entro il 31 luglio.

Lo sforzo per raccogliere le adesioni però potrebbe risultare alla fine inutile e potrebbe essere messa in dubbio la validità delle firme. Questo perchè in base alla legge 352 del 1970 non si possono depositare richieste referendarie 12 mesi prima e 6 mesi dopo le elezioni e, visto che nel 2013 finirà l'attuale legislatura e si andrà a votare, nel 2012 non è possibile presentare una proposta di referendum. Il partito promotore Unione Popolare avrebbe risposto a questi dubbi dicendo che la proposta referendaria è stata presentata il 19 aprile 2012 cioè a distanza di un anno esatto da quelle che saranno le elezioni 2013. Il problema però rimane in quanto la legge intenderebbe per deposito della proposta referendaria non solo la pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale ma anche il deposito delle firme. Infine sembrerebbe che nemmeno depositare le firme direttamente nel 2013 sia risolutivo poichè non si riuscirebbe ad aggirare la legge che fissa in tre mesi il tempo per raccogliere i consensi: se infatti la proposta è stata presentata ad aprile 2012 scadrebbe ad agosto e a gennaio 2013 le firme sarebbero inutilizzabili.






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2012 alle 15:40 sul giornale del 27 luglio 2012 - 740 letture

In questo articolo si parla di attualità, elezioni, fabriano, vivere fabriano, Raffaela Cesaretti

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