Consiglio Comunale aperto tra assenze e proteste

3' di lettura 20/10/2012 - Si è svolto questa mattina, sabato 20 ottobre, presso l'Oratorio della Carità il Consiglio Comunale aperto organizzato dall'amministrazione. Significativa la fila di sedie vuote lasciate dai vertici delle imprese invitate che non si sono presentati all'appuntamento. A metà mattinata una rapida incursione dei ragazzi del C.S.A. Fabbri.

Le imprese invitate erano le sette principali industrie del territorio: Indesit, Ariston, J&P Industries, Faber, Elica, Tecnowind e Cartiere Miliani. Gli imprenditori hanno deciso però di non prendere parte al Consiglio, comunicando tutti anticipatamente questa volontà e sottolineando la loro disponibilità verso i cittadini nelle 'sedi idonee'. "Questo tessuto imprenditoriale ha voluto rimarcare la sua autonomia segnando una linea di demarcazione tra i ruoli all'interno del processo di cambiamento che stiamo vivendo", questo il parere del sindaco Sagramola in apertura dell'incontro che continua "non dobbiamo però fare la predica a chi non c'è ma lavorare con chi c'è". L'assessore Galli, rimarcando questa assenza, ha specificato che le industrie erano state invitate a rappresentare il loro rapporto con il territorio per conoscere andamenti in campo occupazionale.

Inevitabilmente questa mancanza ha influenzato gli interventi successivi. Rossi (Sel): "Queste sedie vuote segnano la fine di un modello di sviluppo. Per 50 anni il nostro territorio è stato modellato dalla grande impresa trasformando Fabriano in un quartiere dormitorio. Il non partecipare al consiglio Comunale aperto è stato uno sgarbo istituzionale verso l'amministrazione". Secondo Romagnoli (Movimento 5 Stelle): "Le aziende non hanno capito l'intento dell'incontro" mentre Arcioni prosegue: "Gli invitati che mancano qui, a fine mese percepiscono un lauto stipendio e non conoscono le ricadute umane della crisi". Secondo D'Innocenzo (Pdl) invece il consiglio Comunale aperto così organizzato sarebbe potuto sembrare "un processo agli imprenditori", mentre "l'amministrazione dovrebbe dimostrare il cambiamento con i fatti". Urbani (Pdl) infine si schiera a difesa della buona imprenditoria fabrianese dicendosi offeso dallo striscione esibito dai ragazzi del C.S.A. Fabbri: "Io nel ruolo di imprenditore prasassita non mi ritrovo".

Il consigliere fa riferimento all'episodio avvenuto nel corso della mattinata durante il Consiglio, quando alcuni rappresentanti del centro sociale autogestito Fabbri sono arrivati all'Oratorio della Carità esibendo uno striscione con scritto "Politici servi, imprenditori parassiti delocalizzatevi voi". Uno dei ragazzi ha raggiunto il podio prendendo la parola al posto di un consigliere iniziando un dibattito con il sindaco che gli invitava a rispettare l'ordine degli interventi. Il Consiglio Comunale infatti non prevedeva, fino a questa mattina, la possibilità di intervento da parte dei cittadini, limite che però era stato poi rimosso. Probabilmente scopo del C.S.A. Fabbri era rimarcare la mancata convocazione da parte dell'amministrazione delle parti sociali così come delle associazioni di categoria. A causa di questo fuori programma dai toni accesi la seduta è stata momentaneamente sospesa per poi riprendere in seguito all'uscita dei ragazzi dalla sala e continuare secondo l'ordine del giorno.


di Raffaela Cesaretti e Andrea Ugolini
 raffaela@viverefabriano.it
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Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2012 alle 17:23 sul giornale del 22 ottobre 2012 - 1381 letture

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