Ex Antonio Merloni, CNA: 'Giustizia e pari dignità per le aziende fornitrici'

CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa 2' di lettura 30/09/2013 - Pur consapevoli delle legittime e comprensibili rivendicazioni dei lavoratori della ex Antonio Merloni Spa rispetto alla revoca dell'atto di vendita di alcuni asset industriali al gruppo di Giovanni Porcarelli, effettuato dalla magistratura, riteniamo opportuno riflettere su un nodo fondamentale che pensiamo sia alla base del problema.

In sostanza ci chiediamo se l'amministrazione straordinaria si sia attenuta scrupolosamente ai dettami della legge Marzano valutando anche l'impatto economico e sociale che avrebbe avuto sul comprensorio di Fabriano. Di tutta questa vicenda quello che ci appare più assurdo è che mentre la legge Marzano è concepita dal legislatore come un procedimento di ristrutturazione industriale, finanziario e produttivo dell'azienda in via di fallimento, e quindi se ne debba tentare la ristrutturazione economico-finanziaria in modo da salvaguardare l'unità operativa dei complessi aziendali, tenuto conto degli interessi dei creditori, anche trasformando in accordo con questi, come si dice, il debito in equity, cioè in capitale di rischio, al contrario, si sia scelto di effettuare lo smembramento e la vendita piuttosto che tentare la riqualificazione industriale dell'intero gruppo.

Riteniamo che gli atti compiuti, in tutto o in parte, contraddicono lo spirito della legge e questi hanno avuto il difetto di non tutelare sufficientemente gli interessi dei fornitori-creditori, nella maggior parte piccole aziende, su cui grava ed è gravato, l'intero onere del fallimento della Antonio Merloni Spa (oltre 500 milioni di euro) impedendo a queste aziende un qualsiasi possibile rilancio economico e produttivo. Si è parlato in questi anni degli interessi delle banche e dei lavoratori, ma mai s'è tenuto conto di quelle piccole imprese e delle loro maestranze che hanno sopportato, incolpevoli, l'onere maggiore di tutta questa vicenda vedendosi trasformare i crediti in debiti e oltretutto, per di più, hanno dovuto sopportare l'onta di vedersi revocati i legittimi pagamenti che gli erano stati fatti. La CNA di Fabriano chiede giustizia e pari dignità per le aziende fornitrici della ex Antonio Merloni Spa auspicando anche l'intervento della magistratura, qualora se ne ravveda l'opportunità, per dirimere le responsabilità e valutare gli atti compiuti di tutta questa nebulosa vicenda che ha avuto effetti devastanti sull'intero tessuto economico e sociale fabrianese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-09-2013 alle 18:47 sul giornale del 01 ottobre 2013 - 952 letture

In questo articolo si parla di lavoro, artigianato, cna, fabriano

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