Vivere con gusto: vellutata di cicerchia...un sapore dimenticato

2' di lettura 13/11/2013 - La Cicerchia...un nome che a molti non dirà nulla...si tratta di un legume ben conosciuto dalle famiglie contadine di Marche e Abruzzo, ha sfamato la povera gente nell'immediato dopo guerra; veniva coltivata in terreni poveri e siccitosi ed era la protagonista assieme a ceci ,fagioli e roveja di calde e fumanti zuppe che riscaldavano i gelidi inverni...

Alcune notizie:

Il Lathyrus sativus è un legume, conosciuto come cicerchia, coltivato per il consumo umano in Asia, Africa e limitatamente anche in Europa ed in altre zone. Si tratta di una coltura di assicurazione poiché fornisce un buon raccolto in terreni aridi e siccitosi. È anche nota con i nomi di pisello d'erba, veccia indiana, pisello indiano, veccia bianca...

Presidio slow food:

Per fortuna ci sono persone che hanno deciso di investire tempo e denaro in questo prezioso legume, infatti ora è un presidio slow food e l'intenzione è quella di valorizzare il prodotto e di farlo conoscere soprattutto nelle Marche, dove un tempo veniva coltivato, per non dimenticare le proprie origini, le proprie radici. A Serra de' Conti, vicinissima a noi, il 22-23e 24 novembre si svolge la Festa della cicerchia.

In commercio la potete trovare intera, in questo caso seguite scrupolosamente le istruzioni sulla confezione per l'ammollo e risciacquo, oppure decorticata e spezzettata, e sarà più veloce fare un'ottima vellutata calda e fumante accompagnata da crostini di pane ed una spolverata di formaggio.

Vellutata di cicerchia

Ingredienti per 4 persone:

250 gr. di cicerchia decorticata e spezzettata
odori: carota ,cipolla, sedano....
100 gr. di panna crostini di pane parmigiano o pecorino....
sale e pepe q.b.

Procedimento:

Mettete in una pentola la cicerchia con gli odori e coprite con acqua. Lasciate sobbollire per circa 2 ore e comunque dipende da che tipo di cicerchia utilizzerete. Una volta cotta ne prelevate un mestolo e il resto lo frullate, ad esempio con un frullatore ad immersione, aggiungete il mestolo di cicerchia intera e la panna, lasciate riprendere il bollore.

Servite in cocottine, spolverate con pepe, formaggio e un filo d'olio, accompagnata da crostini di pane tostati.

Ecco fatto: un ingrediente semplice per una ricetta semplice ma vi assicuro dal gusto unico. Il sapore??? Non sa di ceci e neanche di fave...sa di cicerchia!!!! Se vi capiterà di trovarla vi consiglio di provarla soprattutto per il suo gusto e per dare valore al lavoro che alcuni produttori stanno facendo riportandola sulle nostre tavole!








Questo è un articolo pubblicato il 13-11-2013 alle 00:19 sul giornale del 16 novembre 2013 - 2114 letture

In questo articolo si parla di cultura, enogastronomia, fabriano, ricette, territorio, zuppa, vivere con gusto, cicerchia

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