Movimento 5 Stelle Fabriano, biogas: 'Che avremo fatto di male per meritarci tutto questo?'

Biogas 3' di lettura 21/11/2013 - Il deputato Patrizia Terzoni e i consiglieri comunali di Fabriano Sergio Romagnoli e Joselito Arcioni danno inizio ad una campagna sugli effetti della centrale biogas, dell'industria insalubre RIR e del cementificio trasformato in inceneritore nel territorio matelicese.

“Che avremo fatto di male per meritarci tutto questo?”. E’ l’esclamazione che potrebbe oggi salire in coro dai cittadini matelicesi e da tutti coloro che abitano l’entroterra maceratese. Nemmeno la mente di Belfagor poteva elaborare un tale piano di distruzione di un territorio come quello che la Regione sembra aver deciso di calare nel triangolo Matelica-Castelraimondo-San Severino.

Un fazzoletto di territorio di pochi chilometri quadrati nel quale rischiano di vedersi concentrate una centrale biogas, una industria insalubre RIR e un cementificio trasformato in inceneritore. La centrale biogas già operativa ha iniziato a inondare i terreni agricoli con il digestato, ricco di nitrati che rischiano di inquinare le falde acquifere ed è già stata protagonista di probabili sversamenti diretti nel fiume Esino, sui quali si sta indagando. Per non parlare dei danni arrecati alle attività delle aziende agricole a vocazione zootecnica che vedono i terreni, destinati prima alla produzione di alimento animale, passare alla produzione di colture dedicate a servizio della centrale. Per quanto riguarda l’insediamento dell’industria insalubre tutto sembra tacere. Ma sappiamo che è solo per fini elettorali…meglio non parlarne in questi mesi che anticipano le elezioni amministrative, soprattutto visto che l’ideatore e promotore è uno dei possibili candidati sindaco.

Passato maggio torneranno alla carica, fanno sempre così, a Fabriano ne sappiamo qualcosa con la questione Indesit: elezioni fatte, nuovo piano industriale lacrime e sangue da tempo pronto nel cassetto ufficializzato. La trasformazione del cementificio in inceneritore, dove bruciare tutti i rifiuti regionali e non solo, che passa per un potenziamento dei forni e quindi della quantità di materiale in grado di bruciare completa il quadro. Matelica, una città che pochi anni fa sembrava instradata verso un progetto che poteva portarla a diventare un polo di attrazione turistica nazionale e internazionale grazie alle ricchezze paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche rischia ora di diventare la “Terra dei fuochi” delle Marche.

Tutto questo si sta muovendo nel silenzio assordante e sull’humus della politica locale e regionale fatto di opposizione inesistente, di “OBBEDISCO!” che dai territori vengono rivolti a ogni ordine in arrivo da Ancona. Ora la nostra attenzione è puntata su Matelica, una città dove negli ultimi anni si è praticamente sperimentata la strategia del Partito Unico e dove per il futuro si prefigura la riproposizione del modello di berlusconiana memoria dove l’imprenditoria si mescola con la politica, una politica fatta con i soldi, una cascata di soldi. I cittadini non hanno fatto niente di male ma prossimamente toccherà a loro decidere quale futuro consegnare alla propria terra e ai propri figli. Noi ci siamo e siamo pronti a far fronte comune e a fare la nostra parte. Ora un’alternativa c’è, basta coglierla.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-11-2013 alle 15:31 sul giornale del 22 novembre 2013 - 1381 letture

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