Lavoro nero: assume extracomunitario senza permesso di soggiorno, denunciato un allevatore

2' di lettura 14/08/2014 - Nel mirino del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato un allevatore denunciato per assunzione di un extracomunitario senza permesso di soggiorno, adibito a pastore in un’azienda agricola a Fabriano. L'uomo, Z.K 44enne macedone e residente a Fabriano, rischia una sanzione penale da sei mesi a tre anni di reclusione, oltre ad una multa di 5.000,00 euro.

Nei giorni scorsi il personale del Comando Stazione Forestale di Genga Frasassi e gli Ispettori del Lavoro della Direzione Territoriale del Lavoro di Ancona hanno denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo dorico l'allevatore per aver occupato presso il suo allevamento ovi-caprino un cittadino extracomunitario senza il prescritto permesso di soggiorno.

A seguito di una precedente segnalazione, la Direzione Territoriale del Lavoro di Ancona ha richiesto l’intervento del personale del Comando Stazione forestale di Genga Frasassi. I Forestali, dopo un primo accesso presso l’ovile e sui pascoli dell’azienda agricola denunciata, durante il quale non sono state trovate persone, e dopo alcuni appostamenti per verificare la presenza del gregge dell’indagato nelle montagne del fabrianese, nel corso della successiva ispezione hanno accertato l’effettivo intervento di un pastore che governava le pecore in un pascolo in località Collegiglioni di Fabriano, a confine con la località Trinquelli di Genga.

Intento a pascolare le circa ottanta pecore di proprietà dell’indagato, un sessantenne albanese che ha esibito esclusivamente una carta d’identità straniera ed ha fatto intervenire prontamente il suo datore di lavoro, il quale si è giustificato affermando di aver chiesto una mano al pastore solo per tre o quattro giorni, per un compenso di circa 100 euro.

Accertata la irregolarità del rapporto di lavoro, gli ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro hanno subito disposto l’allontanamento del pastore dal posto di lavoro irregolare e, insieme agli Agenti del Corpo forestale dello Stato, lo hanno accompagnato presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fabriano, dove è risultato, attraverso il controllo del passaporto e di un biglietto navale, che il cittadino albanese era entrato regolarmente in Italia nel mese di giugno ma, non avendo un regolare permesso di soggiorno per lavoro subordinato, non avrebbe potuto svolgere alcuna attività alle dipendenze dell’indagato.

Secondo un decreto legislativo del 1998, l’indagato ora rischia una sanzione penale da sei mesi a tre anni di reclusione, oltre ad una multa di 5.000,00 euro ed altre sanzioni amministrative che la Direzione Territoriale del Lavoro di Ancona si riserva di accertare.








Questo è un articolo pubblicato il 14-08-2014 alle 14:33 sul giornale del 16 agosto 2014 - 1115 letture

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