Multiservizi aumenta i costi in bolletta per l'acqua mentre l'AATO ritira la sua proposta: Petrolati si dimette

rubinetto acqua 1' di lettura 07/10/2014 - L'Assemblea dei soci dell' AATO n.2 del 29 settembre, segna la fine della mia esperienza nel Consiglio di amministrazione di questo Organismo, sono amareggiato per quanto accaduto durante la seduta, commenta Petrolati Mariano, dopo mesi di incontri, avevamo una nostra proposta di adeguamento del canone di deposito che non preveda aumenti per i cittadini della nostra Provincia, invece inspiegabilmente la proposta approvata dal Consiglio di Amministrazione e' stata ritirata dal Presidente, facendo propria la proposta del Comune di Senigallia, che pur limitando il deposito a 2 mensilita' rispetto alle 3 richieste da Multiservizi spa, aumenta comunque le bollette per un introito complessivo di circa 4 mil di euro.

Questa vicenda ha indotto Mariano Petrolati a prendere una sofferta, ma quanto mai necessaria decisione, che lo porta a dire “ rassegno le mie dimissioni da componente del consiglio di Amministrazione dell' AATO n. 2 considerando che la proposta del Consiglio doveva essere mantenuta ed eventualmente modificata o adeguata dall' Assemblea, cosi come deciso nella seduta del CDA stesso, mentre la Presidenza ha deciso autonomamente durante l'Assemblea stessa, il ritiro della proposta affermando testualmente – la proposta dell' AATO non esiste piu' -.

Da qui nasce la mia decisione, visto che i fatti hanno dimostrato la manifesta inutilita' dell'organismo al quale da oltre 5 anni partecipo con costanza e impegno”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2014 alle 16:23 sul giornale del 08 ottobre 2014 - 1116 letture

In questo articolo si parla di politica, acqua, rubinetto, Mariano Petrolati, Aato n.2

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Ma non si sono ancora stancati di succhiare sangue alle famiglie? Che vergogna. E bravo Petrolati!
P.S. Chi è il Presidente?

Vorrei ritrovare i post e i commenti di quei sarnagiotti imbevuti di cultura sinistrorsa deviata che hanno votato il referendum per l'acqua pubblica, solo pubblica, santissimamente pubblica (pensando che "pubblica" significasse "gratuita")

Il Comune di Senigallia colpisce ancora...qualche milione qua e qualche milione là e il giochetto e fatto...

Dopo la beffa del referendum sull'acqua pubblica abbiamo assistito solo ad aumenti e ora se ne deliberano degli altri. Una vera vergogna poi apprendere che gli aumenti arrivano da una proposta del nostro comune. Questa amministrazione non solo si è dimostrata incapace di rilanciare una città ma l'ha soffocata con il continuo amento della tassazione diretta e indiretta anziché fare una seria politica di revisione della spesa. E' ora di cambiare. Le elezioni sono vicine e vorrei vedere chi avrà il coraggio di votare ancora una volta questa sinistra che pensa solo a se stessa e non al bene dei propri concittadini.

i cittadini attenti possono imparare da ciò che accade. ultimamente gli stupidi che si lasciano abbagliare dalle manifestazioni pubblicitarie di intenti sono in drastico calo. a buon intenditor poche parole..
bravo Petrolati non ti conosco ma ti appoggio: finalmente una persona coerente!
silvana corinaldesi

Se corrisponde a vero quanto scritto, condivido la posizione del sig. Petrolati, e di contro mi spiace per la sua drastica scelta perche' elimina una voce "alternativa" da dentro la AATO 2.

claudia pallotta

08 ottobre, 17:21
Melgaco,
ho del tempo da perdere e lo userò per risponderti brevemente.
I sarnagiotti che hanno votato si al referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico (me compresa)sapevano benissimo che pubblico non voleva dire gratuito. Pubblico significava un servizio FUORI DALLE RENDITE DEL MERCATO.
Con la vittoria referendaria si sarebbe dovuta attuare appunto una ribubblicizzazione del servizio (come in parte è successo a Napoli)ed invece i nostri amministratori hanno mantenuto la Multiservizi Spa che, pur essendo a capitale pubblico, è pur sempre una società per azioni e quindi fa profitto, con tutto ciò che questo comporta in termini di prezzi del servizio.
I nostri amministratori, in prima linea all'epoca, che facevano di tutto pur di apparire pubblicamente e farsi vedere venendo a far presenza ai banchetti,quando è stato il momento di mettere in pratica tutto quanto stabilito dalla vittoria referendaria, hanno fanno incontri con i comitati, promesso, stretto mani e sfoderato tutto il repertorio del "buon amministratore"per poi lasciare tutto come era prima.
Ecco come stanno le cose.
E sarnagiotto sari te.
Claudiabalena

All'epoca del referendum la propaganda non era esattamente quella descritta da Claudiabalena.
Nessuno ha mai specificato che l'acqua è e sarebbe rimasta pubblica, ma era in gioco solo il servizio........ E il servizio costa, specialmente se fatto da un "pubblico" amante di carrozzoni dove piazzare trombati e familiari, amici di amici e scagnozzi vari.
Se i costi maggiori fossero causati dal "profitto" di multiservizi, allora dovremmo parlare di riduzioni, visto che non mi sembra che la stessa goda di immensa salute. Il problema è che multiservizi ha bisogno di soldi, sia per investimenti che per far fronte alle troppe spese, essendo essa stessa un carrozzone.
E se non ci pensano gli utenti dovrebbero pensarci i comuni, logico che è più semplice aumentare le tariffe che stornare risorse dai bilanci......
Magari sarnagiotti non sarete stati, ma un piccolo esamuccio di coscienza non farebbe male.
Comunque, l'acqua è pubblica (se paghi la bolletta, altrimenti torna ad essere privata)......
Bella consolazione!!

claudia pallotta

09 ottobre, 22:29
Mi sa che ti dovresti informare meglio. Hai fatto molta confusione.rnrnL'acqua dovrebbe essere un bene pubblico e gestito al di fuori di una logica di profitto ma in Italia, nonostante il referendum, la gestione del servizio continua ad essere privata ed assolutamente dentro le leggi del mercato.rnrnSebbene da noi ci sia la Multiservizi Spa a capitale pubblico, il servizio continua ad essere privato poichè una Spa, essendo una società per azioni, ha nella sua ragione d'essere appunto il PROFITTO.rnrnQuesto è quello che sarebbe dovuto essere abolito con il referendum (ed anche il 7% di remunerazione del capitale) ma solo nel nostro paese un referendum stravinto non viene applicato.rnrnTutto è rimasto nello status quo iniziale, complice anche una normativa viziata da mille cavilli per cui tutto è rientrato nella stessa forma iniziale seppur con nomi e diciture diverse.rnrnLa volontà delle varie amministrazioni sul territorio nazionale di rendere effettivo l'esito del referendum non c'è stata, Multiservizi compresa. Troppi sono gli interessi per mantenere il servizio "privato".rnrnThat's Italia, mio caro. Io ci ho creduto. Ma mi sbagliavo.rnrnclaudiabalena

Sarò poco informato, ma una cosa l'ho capita.
Non è un problema il servizio o i suoi costi, o la spesa per i cittadini.
La cosa da combattere è il profitto. Se poi i cittadini, per caso dovessero avere un beneficio dal profitto di qualche privato (che potrebbe anche far funzionare quel che nel pubblico non funziona), meglio evitarlo. Dio ce ne scampi!




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