‘La leggerezza’: seminario intensivo di recitazione con Luigi Moretti‏‎

3' di lettura 27/01/2015 - L’Associazione Bagatto Percorsi Creativi A.P.S., in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Uisp e con il patrocinio del Comune di Fabriano, per il progetto 'CANONI IN-VERSI - Scuola di Teatro' presenta il seminario intensivo di recitazione 'La leggerezza', con Luigi Moretti.‏

Luigi Moretti

Si diploma alla Scuola di recitazione del Teatro Sperimentale di Ancona diretta da A. Fazi nel 1980 e prosegue la sua formazione con studi privati di recitazione con Renzo Giovampietro. Ha partecipato a stage e laboratori di formazione con Giles Smith, Paola Galassi , Valerio Binasco e Giampiero Solari. La sua attività si articola in tutti i settori del Teatro, come attore (diretto da Chèrif, Solari, Paolucci, Scaparro, Marinella Anaclerio e molti altri), regista e come docente di recitazione e spazia fra Teatro, Cinema, Tv e Radio. Nel Teatro Stabile delle Marche è a fianco di Paolo Bonacelli, Piera degli Esposti, Giorgio Panariello e oltre che docente di dizione e recitazione, ha ricoperto il ruolo di responsabile artistico della Scuola di Avviamento al Teatro nel 2009. Numerose le collaborazioni artistiche con la Fabrica Teatro e Rosetta Martellini. Partecipa al film “La stanza del figlio” di Nanni Moretti e a numerose fiction televisive, fra le quali "Carabinieri 6" regia di S. Martino, "Colpi di sole" sit-com, "Caterina e le sue figlie 3" regia di Benvenuti, Mosca, Inturri. "Il peccato e la vergogna" regia di Inturri e Parisi e "I 57 giorni di Borsellino" regia di A. Negrin.

Presentazione

"Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio" è un libro basato su di una serie di lezioni scritte da Italo Calvino nel 1985 per un ciclo di sei lezioni all'Università di Harvard previsto per l'autunno di quell'anno, ma mai tenutosi a causa della sua morte.

Nella prima lezione l’autore dopo avere stabilito il valore della Leggerezza in antitesi con la pesantezza ne mette in evidenza il legame servendosi di citazioni e di richiami ad opere letterarie.

“La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e del linguaggio."

Su quest’ultima citazione di Calvino è incentrato il lavoro del workshop, soffermandoci però solamente sulle citazioni dell’autore da Giacomo Leopardi. Leopardi, nel suo ininterrotto ragionamento sull'insostenibile peso del vivere, dà alla felicità irraggiungibile immagini di leggerezza: gli uccelli, una voce femminile che canta da una finestra, la trasparenza dell'aria, e soprattutto la luna. La luna, appena s'affaccia nei versi dei poeti, ha avuto sempre il potere di comunicare una sensazione di levità, di sospensione, di silenzioso e calmo incantesimo. Perché il miracolo di Leopardi è stato di togliere al linguaggio ogni peso fino a farlo assomigliare alla luce lunare. Le numerose apparizioni della luna nelle sue poesie occupano pochi versi ma bastano a illuminare tutto il componimento di quella luce o a proiettarvi l'ombra della sua assenza.

Iscrizioni entro il 17 febbraio al 331.9139393 o scrivendo a teatrodicomunita@virgilio.it








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2015 alle 00:11 sul giornale del 09 febbraio 2015 - 1089 letture

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