Il prezzo della crisi nel Fabrianese: 100 attività artigiane scomparse in un anno

Simone Clementi, segretario Confartigianato Fabriano 3' di lettura 12/02/2015 - Confartigianato, Clementi: 'Contro il declino servono interventi, risorse e un piano territoriale di sviluppo'.

L’artigianato fabrianese paga un prezzo salato alla crisi. 103 le imprese artigiane che hanno chiuso i battenti nel 2014 secondo i dati dell’ufficio studi di Confartigianato. 82 le aperture, con un saldo negativo: -21. Nel solo Comune di Fabriano sono state 57 le attività cessate. Non è facile lasciarsi alle spalle la crisi che in questo territorio si è abbattuta con tanta forza – dichiara Simone Clementi, Segretario Confartigianato Fabriano. – Il manifatturiero, le imprese di costruzioni, anche i servizi e il piccolo commercio sono in difficoltà. Stiamo monitorando la situazione e ribadiamo: non si esce dalla crisi senza liquidità e quanto più impedisce agli imprenditori il cammino verso la ripresa è proprio la scarsità di mezzi e risorse.

Anni di ristrettezze hanno assottigliato il patrimonio a disposizione della piccola imprenditoria locale che non ha esitato in molti casi a intaccare i propri patrimoni familiari e personali per far fronte alle necessità aziendali. La spinta a fare impresa nonostante tutto va avanti anche per cercare una prospettiva occupazionale (a tutto il 2014 a Fabriano hanno aperto 171 attività, tra artigiane e non, ma in 168 hanno cessato) ma spesso chiudono aziende con una storia imprenditoriale importante alle spalle e aprono attività con poche prospettive. In questa situazione di estrema difficoltà il credito bancario è in diminuzione e a tassi d’interesse insostenibili. Per chi lavora conto terzi recuperare i crediti è diventata una impresa: i pagamenti dovuti per lavori effettuati, se arrivano, arrivano con ritardi inaccettabili. Privi della necessaria liquidità le imprese non riescono a far fronte alle spese di gestione aziendale: le materie prime e gli strumenti costano, i prezzi aumentano. Le imposte sono alle stelle e da troppo tempo oltre il livello di guardia.

A osteggiare il cammino degli imprenditori ci si mette anche la burocrazia: una perdita totale di tempo e denaro per adempimenti farraginosi. Troppi ostacoli bloccano la forza delle imprese. Servono incentivi, interventi concreti, supporto all’innovazione, alleggerimento della pressione fiscale, pagamenti certi in tempi certi, investimenti sulla formazione e l’eliminazione degli adempimenti burocratici inutili. Le risorse – conclude il Segretario della Confartigianato di Fabriano Simone Clementi - vanno impiegate per strategie territoriali che promuovano le eccellenze artigiane del nostro territorio, così come la sua attrattività turistica, per puntare sulle migliori qualità che il Fabrianese sa esprimere e poter finalmente uscire a testa alta da questa crisi che dura da troppo tempo. In particolare è necessario che il sistema industriale e le istituzioni locali assegnino i lavori e le forniture alle imprese del territorio facendo un vero gioco di squadra per mantenere l’occupazione e creare occasioni di sviluppo. Fabriano, 11 febbraio 2015






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-02-2015 alle 11:23 sul giornale del 13 febbraio 2015 - 949 letture

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Bruno Spuri

13 febbraio, 09:36
Sembra che con questo articolo si sia scoperta l'acqua calda ! Nel nostro territorio come in Italia tutta se non si abbassano le tasse e la burocrazia tutta non fa' non 1 ma 10 passi indietro e le banche non danno prestiti ad interessi ragionevoli la crisi per gli artigiani i piccoli imprenditori e a chi vuole fare impresa sarà sempre più pesante ed irreversibile costringendo tutti alla chiusura della propria attività !! Non ci vuole uno scienziato per capire questo ma forse qui in Italia chi deve decidere porta la testa per dividere le orecchie!!