Ecomuseo del paesaggio, indagine sulla vita dei borghi

3' di lettura 24/03/2015 - Si è conclusa la prima fase dell’iniziativa sviluppata nell’ambito del progetto di promozione turistica Tur 2, guidato dall’Unione Montana dell’Esino Frasassi.

Il paesaggio e la qualità del territorio rivestono un ruolo centrale per gli abitanti dei borghi, e proprio su questi fattori sembra depositarsi la speranza di un futuro migliore e di uno sviluppo diverso, possibile risposta alla crisi del manifatturiero. È la sintesi dell’indagine condotta su quattro Comuni campione (Mergo, Montecarotto, Serra San Quirico e Staffolo) da Ecomuseo del Paesaggio, iniziativa sviluppata nell’ambito del progetto di promozione turistica Tur 2. Il progetto Tur 2, guidato dall’Unione Montana dell’Esino Frasassi e cofinanziato dal Gal Colli Esini S. Vicino, sta infatti realizzando sul territorio una serie di attività che mirano a promuovere l’identità locale e che si tradurranno tra maggio e giugno in un ricco calendario di eventi, il “Festival del Paesaggio”.

L’Ecomuseo si ispira ad un concetto innovativo di museo, che non punta alla conservazione ed esposizione di oggetti, ma ad individuare e valorizzare, attraverso diverse attività ed iniziative, lo spirito di una comunità, la memoria collettiva di un luogo. In questo senso l’iniziativa Ecomuseo del Paesaggio, coordinata da Giorgio Mangani, ha avviato nel novembre 2014 un’azione di ascolto del territorio rivolta a sondare il rapporto della gente con il proprio paesaggio, con raccolta di informazioni tramite incontri, focus group e diffusione di cartoline-questionario. Ne è scaturito uno spaccato interessante sulla vita dei borghi: “Da questa indagine emerge che il paesaggio è un tratto distintivo del territorio – commenta Giorgio Mangani –, fonte di benessere sia per la qualità della vita degli abitanti che dei turisti. Come rileva il sociologo Marco Giovagnoli, che svolge per l’Unione Montana questa parte dell’indagine, il periodo di industrializzazione di questi territori non ha cancellato le tracce di ruralità e di attaccamento al paesaggio, che continua ad esercitare una consistente funzione simbolica”.

Dall’indagine emergono anche diverse criticità: “Le persone intervistate lamentano la progressiva perdita di centralità dei borghi, connessa alla scomparsa di servizi e abitanti – prosegue Mangani –; allo stesso tempo, però, si registra nel mondo giovanile un interesse significativo a continuare a vivere in questi luoghi”. Questa fase di ascolto ha fatto emergere ulteriori aspetti, tra i quali: la presenza costante di stranieri “entusiasti” che hanno scelto di vivere nelle Marche e che apprezzano la qualità dei luoghi a volte più dei residenti; la diffusa disponibilità all’accoglienza degli stranieri e degli immigrati; un crescente pessimismo sulle sorti dell’occupazione nell’industria, con la chiara consapevolezza della necessità di lavorare insieme, a rete, per un diverso modello di sviluppo. Il dati raccolti verranno tradotti in mostre e spettacoli in programma tra maggio e giugno nell’ambito del Festival del paesaggio. A questo scopo è stato lanciato un bando internazionale per artisti, disponibile sul sito www.ecomuseodelpaesaggio.it .








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2015 alle 11:56 sul giornale del 31 marzo 2015 - 418 letture

In questo articolo si parla di attualità

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/ag08





logoEV