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Il parco agrometeorologico intitolato ad Andrea Baroni

4' di lettura 13/11/2015 - Ad un anno esatto dalla morte, Fabriano ha reso omaggio ad uno dei suoi figli più noti: Andrea Baroni, volto notissimo per oltre venti anni della Rai per la rubrica “Che tempo fa”.

Questo grazie alla sinergia fra Amministrazione comunale, Istituto Tecnico Agrario “Vivarelli” e Circolo della Stampa, che ha consentito di intitolare il complesso di strumenti che compongono il Parco Agrometeorologico dell’ITA, al generale Baroni.

Nato a Fabriano nella zona dei vicoli Marimengo, nel quartiere Borgo, il giorno di S. Valentino del 1917. Ben presto si era trasferito a Roma ma aveva mantenuto i collegamenti con la sua città natale non solo per la presenza di parenti, tanto che quattro anni fa quando la giornalista Annalisa Venditti scrisse la sua biografia intitolata “Il cavaliere delle rose e delle nuvole” volle che il volume, che ripercorre la sua vita, fosse presentato nell’Oratorio della Carità.

Nel 1973 Baroni ancora ufficiale dell’Aeronautica unitamente ad Edmondo Bernacca (ambedue erano allora colonnelli) era entrato in RAI per condurre la rubrica che ha dato il via a quel movimento di interesse, sempre più vasto, che si basa sulle previsioni meteorologiche. Successivamente il colonnello di origine fabrianese ha tenuto rubriche anche su quotidiani prestigiosi quali la Repubblica e la Stampa. Va sottolineato che il Parco agrometeorologico del “Vivarelli” fornisce, quotidianamente dati su tutto ciò che riguarda il meteo dell’entroterra marchigiano. E’ una struttura tra le più antiche del settore poiché risale agli anni di costituzione della scuola alla fine del 1.800.

Alla manifestazione oltre al dirigente Oliviero Strona, al responsabile del Parco, Francesco Sbaffi, al presidente del Circolo della Stampa, Luciano Gambucci, all’autrice della biografia Annalisa Venditti, hanno partecipato anche i figli Gianni, Annarita e Maria.

La celebrazione è iniziata alle ore 10.30 nella Sala Ubaldi, dove gli studenti della scuola hanno potuto vivere una pagina di storia del loro Istituto, aperta dal preside Strona, che ha ringraziato il Circolo della Stampa per aver creato questo appuntamento trasformandolo da un momento di lutto in uno di saluto e ricordo riservato ad un pioniere delle previsioni, insieme al suo collega colonello Bernacca.
Il professor Sbaffi, coadiuvato dagli studenti delle terze classi Michele Ferrato e Lorenzo Bugari, ha prima spiegato l’importanza degli elementi del clima in relazione all’agricoltura, poi come è strutturato il servizio di Agrometeorologia gestito dall’Assam che oltre al notiziario va a favorire la lotta integrata in base alle normative europee e nazionali. Sbaffi, infine, è entrato nel merito di questa unità operativa, attiva dal 1892, anno di fondazione dell’Itas e portata avanti sino ad i nostri giorni da operatori e tecnici che ne hanno tramandato l’attività. Il 1988 con l’acquisto dello strumento Mtx, nel 2013 grazie ad una donazione della Carifac e nel 2014 con l’ulteriore elargizione dell’Associazione dell’Istituto Agrario (presente il presidente Gianni Pesciarelli) gli ulteriori adeguamenti e riorganizzazioni della centralina ne hanno rafforzato la capacità di monitorizzazione, elaborazione e archivio di moltissimi parametri giornalieri raccolti nell’arco di un mese in uno specifico bollettino.

Oggi, la sofisticata strumentazione, che sforna dati quotidianamente (dal 1988 fino al 2013 inserita nella rete nazionale di rilevamento delle piogge acide e attiva anche nei periodi bellici) costituisce un preciso e puntuale diario delle condizioni climatiche della città che vanno dal 1921 ai nostri giorni, fornendo medie medie storiche importanti sia nei riguardi della piovosità, ad esempio, come per il resto degli altri parametri utili a scoprire le vocazioni agricole del territorio. Infine, la giornalista e biografa di Andrea Baroni, con le conclusioni affidate ad una delle figlie del colonnello, ha arricchito questo momento citando la sua triste esperienza nei lager tedeschi, la determinazione nel formulare un modo di comunicare le previsioni nel giro di pochi minuti, facendosi capire anche dai non addetti ai lavori ed il suo attaccamento a Fabriano. In definitiva, non è stato soltanto “un personaggio televisivo, un veicolo di positività, una persona speciale dalla carriera esaltante ma anche un uomo legato alla sue radici (lo zio Ugo è stato preside dell’Istituto Agrario) e la famiglia: un professionista di talento e vero maestro di vita”. Al termine di questa Cerimonia è stata scoperta la targa che gli intitola il Parco Agrometeorologico.


   

da Circolo Marche Press






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2015 alle 19:57 sul giornale del 14 novembre 2015 - 787 letture

In questo articolo si parla di attualità, fabriano, Circolo Marche Press

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