Punto nascita ancora a rischio: un incontro con i candidati sindaco

3' di lettura 12/05/2017 - Ancora nel mirino il reparto di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale “E. Profili”.

Nonostante l’apparente calma derivata dall’AFOI che, ricordiamo, concede al reparto fabrianese due anni di tempo per raggiungere la quota minima dei 500 parti che ne garantirebbero la sopravvivenza, è in atto una vergognosa politica di smantellamento del reparto. Ricordiamo il sottorganico, che porta il personale ospedaliero, in questo come in altri reparti, a lavorare con turni di lavoro assurdi e alla carenza di alcuni servizi, come la parto-analgesia per assenza del medico anestesista o del parto in acqua per l’impossibilità di utilizzare la stanza preposta. A queste condizioni, già precarie e precedentemente denunciate dal coordinamento, si va ad aggiungere il possibile spostamento degli ambulatori di pediatria e ginecologia, che saranno inseriti all’interno dei rispettivi reparti per far posto ad altre attività ambulatoriali prima ubicate nell’ala inagibile della struttura, nello specifico la terapia del dolore. Innanzitutto riteniamo inaccettabile una decisione di questo genere per motivazioni medico-sanitarie.

E’ impensabile che all’interno di un reparto in cui si trovano i posti di degenza ci sia il continuo via vai delle attività ambulatoriali. Inoltre questa decisione implicherebbe una riduzione dei posti letto del reparto di ginecologia, determinandone un ulteriore impoverimento. Chiediamo a gran voce chiarezza riguardo questa decisione, di cui il coordinamento è a conoscenza poiché dalla sua costituzione raccoglie costantemente pareri, preoccupazioni e lamentele dei pazienti dell’ospedale Profili. Chiediamo che, se veritiera, questa scelta non venga confermata e portata avanti, nel rispetto dell’accordo che mantiene in vita il punto nascita del nostro Ospedale. Chiediamo alla dirigenza medico-ospedaliera di avere delle delucidazioni, perché è impensabile deridere in questo modo i cittadini. Non chiudere nell’immediato un reparto per poi sottrargli giorno dopo giorno dei pezzi importanti equivale a determinarne la chiusura, contro cui continuiamo ad opporci. Il sisma che ha colpito la nostra città non può essere un pretesto, per la politica regionale, per portare avanti la propria azione di impoverimento del nostro entroterra. Come ci era stato assicurato dal dottor Alessandro Marini, Direttore Generale ASUR in un incontro con la presenza del Direttore Sanitario Nadia Storti, l’Ospedale di Fabriano sarebbe rimasto un punto di riferimento nell’entroterra e non avrebbe perso pezzi.

Ora, alla luce di queste decisioni e di tanti altri cambiamenti avvenuti all’interno della struttura ospedaliera, tra cui la presenza di una sola ambulanza per le emergenze, ci chiediamo se quanto da loro detto sia vero. Per parlare del futuro del punto nascita e dell’Ospedale intero invitiamo quindi la cittadinanza all’incontro di martedì 23 maggio, alle ore 21 presso i locali de La Rosa Nera. Abbiamo invitato i candidati a Sindaco della Città di Fabriano a confrontarsi su questo tema, nella speranza che, chiunque in futuro assolverà a questo incarico, porti avanti la battaglia intrapresa dal coordinamento per difendere il diritto alla salute contro una politica regionale palesemente disinteressata al nostro territorio. Nel frattempo a Fabriano si nasce ancora, e questo è merito solo del personale che, sopra le forze, continua a svolgere questo lavoro con professionalità e dedizione.


da Coordinamento cittadino punto nascita
Fabriano
 





Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2017 alle 16:16 sul giornale del 13 maggio 2017 - 373 letture

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