“A spasso con lo smartphone. Tecnologia e sviluppo infantile”: il punto con l'esperta

2' di lettura 19/11/2019 - L’incontro con la dott.ssa Marta Brunetti, Psicologa e Psicoterapeuta non è casuale. Diversi i lettori di Vivere Fabriano che, come genitori e anche nonni, si dicono preoccupati per l'uso crescente dei telefonini fra bambini e adolescenti.

“Non siamo su Marte, ma sulla terra. Non si tratta di un cane al guinzaglio ma di un telefonino che assorbe completamente le energie mentali e sociali quando viene utilizzato in maniera massiccia, incontrollata e soprattutto senza un significato specifico per il bambino.”- afferma la dottoressa Brunetti-

Possiamo dire che dare il telefono in mano al bambino che piange è pericoloso?
“Il pianto è il canale comunicativo privilegiato dei bambini piccoli, che se hanno fame piangono, ma non mangiano telefoni, se hanno sonno piangono, ma non dormono sul telefono, se hanno dolore piangono, ma il cellulare non è tachipirina, se si annoiano piangono, ma lo smartphone non è un gioco. Un contesto con questi messaggi poco decifrabili per un bambino, trasforma un dispositivo, altamente utile, in uno ostacolo per lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo.”

Uno ostacolo per la crescita?
“Il bambino abituato ad avere lo smartphone come risposta ai suoi bisogni, è normale che lo richieda sempre più spesso e di fronte alla negazione si disperi completamente. Infondo non ha mai compreso il vero senso di quell'oggetto, che è andato ad inserirsi nel suo mondo emotivo, come oggetto di consolazione. Stesso discorso vale per il tablet, che rischia di rimpiazzare l'amico immaginario. Inoltre gli schermi dei dispositivi mobili provocano una sovrastimolazione, producendo dopamina e adrenalina nel cervello, ancora in fase di sviluppo. Questo li rende molto coinvolgenti, ma asincroni con i bisogni fisiologici dell'età.”

Cosa possono fare gli adulti?
Dare il buon esempio, riducendo il tempo che passiamo davanti ai nostri figli con il cellulare in mano. Condividere l'esperienza, guardarlo assieme. Non lasciamo mai soli i bambini con un dispositivo. Dare un inizio ed una fine molto precisa e per un tempo breve, anticipandolo verbalmente al bambino. Non lasciare accesi i dispositivi o a portata di mano dei bambini. Scegliere video, app, giochi adeguati all'età del bambino. Evitare l'utilizzo dei dispositivi prima dei 2 anni. Offrire un contesto di significati chiari, dove lo smartphone o il tablet non sono dei “riempitori” di vuoti, di frustrazioni, di noia, di pianti ed insegnare ai bambini un utilizzo appropriato della tecnologia è promozione del benessere emotivo, sociale e psicofisico.”






Questa è un'intervista pubblicata il 19-11-2019 alle 19:20 sul giornale del 20 novembre 2019 - 321 letture

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