Sanremo: tutti contro Cally. Il rapper: ''Arte è libertà''

2' di lettura 20/01/2020 - Il passo indietro non sarà la Rai a farlo: Junior Cally resterà tra i 24 Campioni in gara al Festival di Sanremo, sarà presente all'Ariston il 4 febbraio.

Polemiche per la partecipazione del rapper Junior Cally a Sanremo. Ma lui respinge l'accusa di scrivere testi sessisti e populisti. ''E' evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c'entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un' ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano''. Il presidente della Rai Marcello Foa esprime "forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani". E chiede che Amadeus sappia ''riportare il festival nella sua giusta dimensione''. Attacca Junior Cally anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ma il suo intervento ottiene l'effetto di moltiplicare le polemiche. "Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana", protesta su Twitter l'ex ministro attirandosi, a stretto giro, un mare di repliche. Dal Pd arrivano quelle di Matteo Orfini, Valeria Valente e Alessia Morani. "Io invece - scrive quest'ultima - fossi in te #Salvini mi vergognerei perché hai detto che gli insulti alle donne vanno bene se fatti in casa. Che pena, mamma mia". Si associa quindi il viceministro per gli Affari regionali Stefano Buffagni (M5s): "Quindi insultare, sequestrare, violentare, stuprare, usare le donne come oggetti, per te va bene ma basta farlo con discrezione dentro casa? Vergogna!".






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2020 alle 16:22 sul giornale del 21 gennaio 2020 - 814 letture

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