Giornata Diocesana del mondo del Lavoro, il messaggio di Mons. Francesco Massara. Il programma del 19 marzo

7' di lettura 17/02/2020 - Ogni volta che attraverso il territorio di questa Diocesi di Fabriano-Matelica, osservo con attenzione i campi coltivati, i vari stabilimenti industriali insediati nel territorio e la mente mi spinge sempre al testo delle Creazione offerto dal libro della Genesi: “e Dio creò l’uomo a sua immagine (Gn. 1,27), … e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse (Gn. 2,15).

Le parole del primo libro della Bibbia suscitano nel lettore uno stupore senza eguali e testimoniano che l’ingegno umano, il lavoro dei campi, l’abilità artigianale, la produttività industriale d’avanguardia appartengono al progetto di Dio sull’uomo. Occorre, però, che il lavoro sia secondo quella sorta di “piano regolatore” dell’Eden, continui cioè a rispettare la dignità dell’uomo e la custodia del dono del Creatore. Quando l’uomo, a motivo del peccato dei progenitori, smise di seguire l’amorevole comando di Dio, la Scrittura ci racconta che il lavoro divenne fatica e pena (cfr. Gn. 3,6-8) mantenendo però sempre inalterato il suo valore. Quando ho visitato Nazareth e la casa di Giuseppe - luogo dell’ordinaria vita della Sacra Famiglia - le guide hanno offerto una bella meditazione su Gesù che, fattosi simile all’uomo, era riconosciuto come il “figlio del carpentiere” (Mt. 13,55) ovvero carpentiere anche lui.

Gesù, assumendo la piena umanità, non si astiene dalla fatica del lavoro umano per sostenere la sua famiglia, anzi probabilmente s’ingegna per portare avanti la bottega paterna. Il lavoro diventa la risposta ad una chiamata di Dio, risposta alla vocazione della vita, dell’uomo in quanto figlio di Dio e dunque figlio della società. Dice un Documento del Concilio Vaticano II che “l’uomo, quando lavora, non trasforma soltanto le cose e la società, ma perfeziona sé stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facoltà, esce da sé e si supera” (GS 35).

Il lavoro rende l’uomo quel che deve essere, restituisce l’uomo a sé stesso. Inoltre, il lavoro accompagna la formazione del cristiano verso la realizzazione della propria vocazione nei vari stati di vita. Grazie al lavoro, infatti, l’uomo e la donna possono sentirsi incoraggiati a sposarsi, a realizzare e sostenere la propria famiglia. D’altra parte, posso testimoniare come l’esperienza lavorativa può suscitare vocazioni al sacerdozio; il giorno 1° Marzo 2003, papa Giovanni Paolo II, visitando il Seminario Romano raccontò a braccio: “....vorrei ancora ritornare al mio Seminario. Era un seminario "clandestino". Durante la guerra, con l’occupazione nazista della Polonia e di Cracovia, erano stati chiusi tutti i seminari. Il Cardinale Sapieha, il mio Vescovo di Cracovia, aveva organizzato un seminario "clandestino" e io appartenevo a quel "seminario" clandestino, si può dire "catacombale". La mia esperienza è soprattutto collegata a quel seminario. […]

Mai avrei potuto pensare in quei tempi in cui ero operaio che un giorno da Vescovo di Roma avrei parlato di quell’esperienza ai seminaristi romani. […] Quell’esperienza di operaio e nello stesso tempo di seminarista "clandestino" mi è rimasta per tutta la vita. In fabbrica durante il mio turno di otto ore, sia di giorno che di notte, portavo con me alcuni libri. I miei colleghi operai si sono meravigliati un po’, ma non scandalizzati. Anzi mi hanno detto: "Ti aiuteremo, puoi anche riposare e noi al tuo posto cercheremo di sorvegliare". E così ho potuto fare anche gli esami davanti ai miei professori”. Perché tutto questo possa compiersi è necessario nutrirsi di una spiritualità che aiuti i credenti a capire che il lavoro è, innanzitutto, cammino di santificazione, proprio come lo è stato per i grandi uomini e donne che hanno lavorato per la società, per Dio, per la Chiesa.

Vorrei che questo messaggio giungesse a tutti i giovani che, con fatica, riescono a scorgere la possibilità di un lavoro secondo le loro aspirazioni; possa giungere a coloro che, colpiti dalla grave crisi lavorativa, fanno ancora difficoltà a trovare un lavoro dignitoso per il loro futuro e quello della loro famiglia; vorrei che giungesse anche, come ringraziamento, a tutti gli imprenditori, piccoli e grandi che, con estremi sacrifici e notevoli investimenti, offrono lavoro e speranza a questa nostra terra diocesana che, proprio a causa di questa dedizione imprenditoriale, può ancora essere germe di speranza.

Questo messaggio rechi in sé i sentimenti della speranza e del ringraziamento per il cammino che si sta compiendo, con l’auspicio che le istituzioni, coinvolte nella promozione del lavoro, possano essere sempre più facilitatrici di questo cammino, offrendo leggi a favore dei lavoratori e degli imprenditori, creando agili vie di comunicazione per accorciare le distanze e rendere sempre più fruibile in nostro territorio, offrendo sempre nuove possibilità lavorative. Anche la Chiesa ha tanto da dire agli uomini e alle donne di questa Diocesi: certamente non nelle questioni tecniche ed organizzative, ma sui fondamenti e principi antropologici, sulla difesa e sulla dignità dei diritti dei lavoratori e degli imprenditori.

Questa Chiesa deve professare che la dignità del lavoro è intimamente innestata alla dignità dell’uomo e che, tutelando il lavoro, si contribuisce in maniera positiva alla difesa della giustizia sociale. Questa Chiesa non può rimanere ad osservare “l’emorragia giovanile”, i flussi di emigrazione all’estero in cerca di lavoro; non può non chiedere il sostegno e la collaborazione tra imprese, grandi e piccole, tra operai e datori di lavoro, tra organismi statali e privati. Questa Chiesa desidera farsi prossima a chi è più in difficoltà versando “l’olio della consolazione ed il vino della speranza”. Questa è la missione della Chiesa in uscita voluta espressamente da Papa Francesco: “Voi uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (cfr Mt 22,9). Soprattutto accompagnate chi è rimasto al bordo della strada, 'zoppi, storpi, ciechi, sordi' (Mt 15,30). Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo”.

È per questo che, sotto la paterna protezione di San Giuseppe, sposo di Maria, padre terreno di Gesù e patrono dei lavoratori, desidero istituire, per la Diocesi di Fabriano-Matelica, nel giorno del 19 Marzo di ogni anno, dopo 29 anni dalla visita del Papa San Giovanni Paolo II il 19 Marzo del 1991 nella nostra Diocesi e nelle nostre fabbriche, una speciale giornata di riflessione e preghiera per il mondo del lavoro imprenditoriale, operaio, artigianale, sociale ed educativo. Chiedo a Signore ogni bene per ciascuno di voi. A Lui affido il vostro lavoro, le difficoltà che ad esso sono inerenti; a lui affido i vostri progetti per il futuro; a Lui affido le vostre famiglie, i vostri bambini e i vostri ammalati.

Vi benedico e vi porto tutti con me nel cuore.

Preghiera: Prego Dio ardentemente per il bene di tutti: perché siano realizzate le vostre giuste aspirazioni; perché siano superati i momenti ed i motivi di crisi; perché il lavoro non sia mai una alienazione per nessuno; perché, al contrario, esso sia da tutti onorato come merita, così che vi trionfi la giustizia e ancor più l’amore; perché l’ambiente di lavoro sia realmente a misura d’uomo, e l’uomo possa apprezzarlo come un prolungamento della propria famiglia; perché il lavoro aiuti l’uomo ad essere più uomo; e perché, con l’impegno di tutti, si possa raggiungere la costruzione di una nuova società e di un mondo nuovo, nella piena attuazione della giustizia, della libertà e della pace. (PP Giovanni Paolo II, 19 Marzo 1981)

Il Programma:
- ore 9:00 Genga Salumificio di Genga Allevatori
- 10:00 Sassoferrato Diasen Industriali
- 11:00 Sassoferrato FABER Industriali
- 12:00 Fabriano Zannelli Commercianti
- 13:00 Fabriano Elica Industriali
- 15:00 Cerreto d'Esi QS Group Industriali
- 16:30 Matelica SAM Trasportatori
- 17:00 Matelica Cantine Belisario Agricoltori e Artigiani
- 17:30 Santa Messa c/o Cantine Belisario.

Mons. Francesco Massara Amministratore Apostolico di Fabriano-Matelica








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2020 alle 16:15 sul giornale del 18 febbraio 2020 - 321 letture

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