La Clementi Forni tra crisi ed emergenza Covid

3' di lettura 04/08/2020 - L’imprenditoria fabrianese, un mese fa, ha perso una giovane donna di grandi qualità professionali e umane ai vertici dell’azienda ‘Clementi Forni’ dove era operativa da ormai un quarto di secolo, che si è spenta a metà giugno, a causa di un male incurabile, tra l’abbraccio della famiglia e del marito: Morgan Clementi.

La sorte, purtroppo, come detto, per questo noto imprenditore della città, che da pochissimo tempo lo ha chiamato ad affrontare una triste realtà che nessuno attendeva ma grazie alle tante dimostrazioni di solidarietà, affetto e vicinanza ricevute da Morgan, sicuramente un personaggio del suo livello, è in grado superare un passaggio di vita così triste e pesante. In questo contesto, da pochi giorni il presule della Diocesi di Fabriano e Matelica, monsignor Massara, ha fatto visita alla famiglia Clementi e alla loro Azienda leader nella produzione di forni, lo abbiamo incontrato.

“Ringrazio monsignor Massara, per la vicinanza dimostrata in questo momento particolare che ha colpito le nostre famiglie, Clementi e Crescentini. A dimostrazione della sua benevolenza ha voluto anche far visita allo stabilimento di Fabriano dove produciamo forni, stufe e barbecue. Questo 2020 – ci risponde - è iniziato in maniera veramente durissima, ci sta mettendo veramente alla prova, ma devo anche dire che grazie al capitale umano presente in Clementi, stiamo procedendo con una strategia forte basata su innovazioni e cambiamenti appositamente studiati per l’emergenza”.

Conseguenze del Covid? “Ha destabilizzato tutta la strategia ma devo dire che l’attaccamento all’azienda, il senso di appartenenza e per tutti il lavoro in sicurezza, ci hanno permesso di continuare ad essere una squadra coesa e determinata, soddisfacendo così le richieste provenienti da oltre 30 paesi nel mondo. Abbiamo pensato – ci risponde - anche al mercato interno ampliando il mercato digitale e sostenendo i nostri 500 punti vendita dislocati in molte parte del Bel Paese che, nonostante fossero chiusi, con sacrificio e speranza abbiamo provveduto sorreggere girando parte dei ricavi delle vendite ai nostri agenti. Tutto questo – sono ancora parole di Clementi - facendo soltanto 10 giorni di cassa integrazione. Al rientro, la produzione ha avuto una forte richiesta da tutti i fronti di mercato e di conseguenza, per cui ci siamo legati le scarpe in corsa, ampliando la capacità produttiva e rivolgendoci in maniera importate all’esterno tramite tersiti locali ma anche aumentando l’organico di produzione con 8 persone. Al momento - conclude - siamo ad un incremento di ricavi del 20 percento con un fatturato diviso tra Italia 48% ed estero 52%”.

Che dire dunque di un manager come Morgan, pur esausto e frustato dalle prove della vita, se non lodarne le capacità incentrate sulla conoscenza approfondita del suo prodotto di alta qualità e dei suoi clienti, del suo piacere anche alle maestranze e alle persone e soprattutto nell’aver dato valore ad un’idea e al suo utilizzo.








Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2020 alle 11:12 sul giornale del 05 agosto 2020 - 311 letture

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