Chiusa da Zingaretti la campagna elettorale di Mangialardi. Il candidato del centrosinistra: “La scelta è tra gli 8 miliardi del Recovery Fund per sanità e infrastrutture e l’isolamento istituzionale sostenuto dalla destra sovranista”

4' di lettura 18/09/2020 - Sono stati davvero tanti i cittadini che, pur nel rispetto delle norme anti Covid, hanno voluto prendere parte alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Maurizio Mangialardi e Narciso Ricotta, svoltasi a Macerata, in piazza Vittorio Veneto.

Un appuntamento particolarmente sentito, a cui non ha voluto mancare il segretario nazionale dei dem Nicola Zingaretti, tornato nelle Marche proprio per far sentire la vicinanza del partito alle donne e agli uomini del centrosinistra, candidati, dirigenti e semplici militanti, che si sono spesi generosamente in questi mesi per riaffermare le ragioni del buon governo e respingere il pericoloso assalto delle destre sovraniste e populiste. Tanta partecipazione, dunque, ma anche tanto entusiasmo per una remuntada che fino a poche settimane fa sembrava difficile, se non impossibile, e che ora invece appare ormai completata, tanto da far prefigurare, in particolare per la presidenza della Regione Marche, un finale testa a testa tra Mangialardi e Acquaroli.

“Con il voto di domenica e lunedì – ha detto Mangialardi – si decide chi governerà le Marche nei prossimi 5 anni, e la scelta, tutti ne devono essere consapevoli, è tra Mangialardi e Acquaroli, tra due visioni radicalmente opposte circa il futuro della nostra regione: da un lato il progetto del centrosinistra, chiaro, concreto, pronto a essere attuato per rivoluzionare la sanità, imprimere un’accelerazione alla Ricostruzione post sisma, sanare i ritardi infrastrutturali che affliggono la nostra regione e farla uscire dalla crisi economica che la attanaglia; dall’altro la grande ammucchiata della lugubre destra sovranista, populista, nostalgica e antieuropeista, pronta a privatizzare la nostra sanità sulla scia dei modelli di Lombardia e Veneto. Io non ho dubbi sul fatto che gli elettori marchigiani che hanno a cuore i temi dell’ambiente, della rinascita dei nostri territori, della sicurezza sismica delle scuole, della democrazia partecipata, della semplificazione amministrativa e della gestione trasparente della cosa pubblica, sapranno compiere la scelta giusta per il loro domani e per quello dei loro figli”.

"L'unico voto utile per il futuro delle Marche - ha affermato Zingaretti - è quello a Maurizio Mangialardi, un amministratore capace, competente e innamorato di questo splendido territorio. Non posso credere che la cultura democratica e progressista delle marchigiane e dei marchigiani ceda alle sirene del sovranismo e del populismo di questa destra nostalgica". Mangialardi ha poi ricordato il grande lavoro svolto in questi mesi per mettere a punto la programmazione riguardante gli interventi da realizzare con il Recovery Fund: “Le risorse stanziate dall’Unione Europea pongono anche le Marche di fronte a una possibile svolta storica, perché dei 209 miliardi che arriveranno in Italia, almeno 8 potrebbero essere destinati alle Marche. Questo, infatti, è l’accordo a cui già da mesi, all’indomani dello storico accordo raggiunto a luglio dai leader dell’Unione Europea, ho iniziato a lavorare con il governo, e in particolare con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Un accordo frutto non di un calcolo algebrico, ma di un ragionamento politico sul reale fabbisogno di questa regione per quanto concerne sanità, infrastrutture, ricostruzione post sisma, sostegno alle imprese agricole e industriali, occupazione, e in particolare l’occupazione giovanile, digitalizzazione, innovazione e ambiente. Insomma, 8 miliardi che serviranno a far uscire i nostri sogni dal cassetto”.

“Queste risorse non sono però affatto scontate – ha concluso il candidato del centrosinistra - ma legate a una programmazione che abbiamo elaborato e presentato al governo per mettere le Marche in pole position in vista delle scadenze di ottobre, quando dovranno essere trasmesse a Bruxelles le schede progetto sulla base delle quali verranno erogati gli stanziamenti. È evidente, dunque, che tale opportunità passa dalla necessità di garantire alla Regione Marche un governo non solo europeista, ma soprattutto autorevole, capace e competente, con ben chiare in testa le idee per le Marche del futuro. E questo governo può scaturire solo da una vittoria del centrosinistra, non da quella di figure scelte dalle segreterie romane di Fratelli d’Italia e Lega solo per combattere battaglie nazionali, senza alcun reale interesse per le nostre Marche”.






Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 18-09-2020 alle 21:25 sul giornale del 18 settembre 2020 - 20 letture

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