Neo Prog: terzo lavoro enciclopedico per il critico musicale e storico Massimo Salari

2' di lettura 25/11/2020 - Il critico e storico musicale Massimo Salari esce in questi giorni con il suo terzo lavoro enciclopedico intitolato “Neo Prog - Storia E Discografia Essenziale” per la casa editrice Arcana.

Dopo il successo di “Rock Progressivo Italiano 1980 – 2013” (2018 - Arcana) e “Metal Progressive Italiano” (2019 - Arcana) con i quali vince i premi “Macchina Da Scrivere” alla voce Migliore enciclopedia dell’anno, lo scrittore fabrianese torna a sondare un altro argomento mai trattato in editoria: il Neo Prog. Rivolgendosi sempre ad un pubblico di nicchia, attento conoscitore di musica, Massimo Salari, racconta la storia del genere dagli albori ad oggi, esaminando le discografie dei gruppi più significativi anche attraverso i loro testi.

“La parte enciclopedica – ci risponde - è suddivisa per nazioni con i gruppi fondamentali e infine la parte di approfondimento con due realtà odierne importanti come gli americani Spock’s Beard e gli inglesi Arena. Il viaggio esplicativo vede protagonista come rappresentato nella copertina il jester, simbolo della band che ha dato origine alla ripresa del Progressive Rock nei primi anni ’80: i Marillion. Con loro in cattedra anche Pendragon, IQ, Pallas e Twelfth Night”. Il Jester? “E un personaggio che accomuna molte delle band Neo Prog, così il face paint adoperato in sede live dai cantanti di molti di questi gruppi. Tanto viene estrapolato dal lavoro dei Genesis, che assieme a Peter Gabriel negli anni ’70 apportano successo al Progressive Rock. Esso subisce un doloroso stop alla fine degli anni ’70 con l’avvento del Punk, della Discomusic e della New Wave”.

Cosa è quindi Il Neo Prog? “La rinascita del genere che attinge molto da queste sonorità “Genesiane” ma anche al sound dei Pink Floyd e dei Camel in primis”. Per altro l’autore nel raccontare la storia volge lo sguardo anche “agli avvenimenti che accadono nel periodo, fattore importante in quanto la musica è sempre rappresentanza della società del momento” e non manca “un analisi conclusiva”. Il critico-storico musicale, infine, consiglia di “tenere l’opera accanto al pc dove poter consultare e approfondire in rete la musica di queste band non molto conosciute, ma che sicuramente elargiscono emozioni a profusione in quanto musica fatta da ottimi professionisti e di tante belle melodie. Un occasione unica per conoscere il lato evolutivo del Rock” e aggiungo scritto da un noto amante efferato del genere: Massimo “Max” Salari.






Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2020 alle 19:27 sul giornale del 26 novembre 2020 - 202 letture

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