Francesco Macrì: "Matteo Messina Denaro il boss dei grandi misteri"

4' di lettura 30/11/2020 - Iniziamo da oggi un'intervista (a puntate) a Francesco Macri’, esperto di Intelligence e Criminalità Organizzata, salito alle cronache quale protagonista dello scottante libro di Valentina Roselli “ Quando il Boss non Telefona Più”, edito da Alpes Italia e neo collaboratore dell’ avv. Antonio Ingroia, ex Sostituto Procuratore presso la Procura di Palermo, titolare dell’ inchiesta sulla Trattativa Stato Mafia.

I° Parte

Allora Sig. Macrì, parliamo oggi dell’ uomo più ricercato d’Italia se non del mondo, Matteo Messina Denaro.

"Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di esprimere la mia analisi su questo pericoloso criminale. Latitante ormai da oltre 27 anni, Matteo Messina Denaro è ricercato in ogni angolo del mondo, condannato dalla Corte d’ assise di Caltanissetta quale responsabile per le stragi del 92’(in cui morirono Giovanni Falcone e la moglie, Paolo Borsellino e la scorta) e colpevole della campagna di terrore del 93’(quella degli attentati agli Uffizi di Firenze e di via Palestro a Milano). Insomma un personaggio con grande profilo criminale, responsabile di decine e decine di omicidi, uomo tra l’ altro, da sempre storicamente legato al capo dei capi Totò Riina, quale suo fedelissimo luogotenente. In tutto ciò quello che vorrei però portare all’ attenzione del pubblico, riguarda una questione che a mio modesto parere é davvero grottesca e paradossale, che apre molti scenari inquietanti e misteriosi: una latitanza lunga 27 anni. Proprio così, Messina Denaro è ricercato da oltre 27 anni e seppur inseguito da una lunga serie di avvistamenti, meticolose indagini e precise indicazioni dei collaboratori di giustizia (pentiti), ad oggi rimane ancora uccel di bosco, ripeto 27 lunghissimi anni!

Ora, in tanti anche fra gli “addetti” ai lavori, continuano a chiedermi una mia opinione riguardo alla durata davvero misteriosa di questa latitanza, senza ricordare che la storia è testimone altri precedenti illustri, quali, Totò Riina 24 anni e Bernardo Provenzano ben 42 anni! Detto ciò non ci dovremmo scandalizzare di fronte ai 27 anni di Matteo Messina Denaro, ma non è proprio cosi e mi spiego. Seppur gli arresti di Riina e Provenzano non risalgono alla preistoria, da un punto di vista investigativo negli ultimi 10 anni il mondo é davvero cambiato, grazie soprattutto alle tecnologie digitali, che hanno permesso alle forze di polizia ed Intelligence di mappare e controllare il territorio in maniera quasi stile grande fratello. Senza entrare nelle specifiche tecnologiche,(magari lo approfondiremo in futuro) é sufficiente osservare e riflettere sulla tempistica che riguarda gli attacchi terroristici islamici (di cui siamo ultimamente attoniti spettatori) e gli arresti dei criminali in fuga. Mi spiego meglio, ogni qual volta le forze di polizia si sono dovute impegnare nella caccia all’ uomo dopo gli attentati,(vedi Parigi, Vienna ecc..) come tutti abbiamo potuto notare i tempi fra la fuga e la cattura sono sempre stati relativamente brevi.

Questo in pratica vuol dire che la collaborazione fra Polizia, confidenti, Servizi Segreti e tecnologie in uso, hanno fatto si che in brevissimo tempo si é sempre giunti alla cattura. E nel nostro caso? Per quale ragione questi Boss Mafiosi per troppi lunghissimi anni rimangono a piede libero?

A mio giudizio provo brevemente ad elencare i tre fattori che interconnessi fra loro generano questa intollerabile situazione:

A) l’Equilibrio della paura, il più stabile, che genera nella gente da generazioni e generazioni in quei territori una grande arma, l’ Omertà.

B) l’Inefficienza dello Stato, che genera disoccupazione ignoranza e conseguente povertà.

C) la Fragilità della classe politica, vulnerabile per essere sostenuta economicamente nelle campagne elettorali dai vari clan.

Questi tre punti, A B C, meriterebbero una profonda analisi che sicuramente non mi sottrarrò nel voler fare, anche in virtu’ di un mio recente viaggio a Campobello di Mazara, ad un tiro di schioppo da Castelvetrano, feudo e roccaforte di Messina Denaro, viaggio nel quale ho percepito straordinari elementi che giustificano una cosi ingiustificabile latitanza."

A questo punto siamo tutti molto curiosi Sig. Macrì e la aspettiamo per la seconda parte di questa interessante intervista.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2020 alle 17:24 sul giornale del 01 dicembre 2020 - 176 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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