Contribuire alle spese di casa dopo la separazione tra conviventi... Risponde l'avvocato Roberta Motta

2' di lettura 25/01/2021 - Continua la nostra iniziativa gratuita di consulenza legale in collaborazione con l'avvocato Roberta Motta dello studio Motta e Partners. Per inviare le vostre domande: info@studiolegalemottaepartners.it.

Gentile Avvocato,

a seguito di convivenza more uxorio protrattasi per circa 15 anni e conclusasi nel 2019, il mio ex compagno intestatario del contratto di locazione e delle utenze dell'immobile, ad oggi, mi chiede di contribuire alle spese in partecipazione nella misura del 50% sostenute durante la convivenza, in quanto dovute a seguito di convivenza di fatto comunicata presso il Comune.

Ritiene giusta questa richiesta?

Claudia (Pesaro)


Gentilissima sig.ra Claudia,

grazie per aver formulato questo quesito perché è doveroso chiarire la questione

Ebbene, ai sensi dell'art. 1 comma 36 della legge 20 maggio 2016 n. 76, c.d. Legge Cirinnà, con il termine “conviventi more uxorio” si indica la coppia di fatto, ovvero “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile. Le unioni di fatto, vengono definite come formazioni sociali tutelate dall'art 2 della Costituzione italiana, caratterizzate da doveri di natura morale di ciascun convivente, di talchè le attribuzioni patrimoniali di non rilevante importo rientrano nelle obbligazioni naturali di cui all'art. 2034 c.c.

Nello specifico, rientrano nelle obbligazioni naturali le spese ordinarie, quali affitto, bollette, manutenzione casa, spesa quotidiana etc..

Quando una convivenza tra due persone finisce, si pone spesso la questione di regolare i rapporti patrimoniali tra i due ex partner. In tal caso non si applicano le norme relative alla separazione e al divorzio, ma si fa ricorso alle disposizioni del diritto civile comune. Se due persone decidono di dare inizio a una relazione condividendo lo stesso tetto, tra le parti si instaura un rapporto di fiducia e collaborazione, senza che tra i due soggetti vengano stipulati accordi in forma scritta. Di fatti, una scrittura privata potrebbe evitare conflitti che di sovente accadono alle coppie che decidono di separarsi proprio al fine di potere regolare le restituzioni e rimborsi sostenuti.

In conclusione, il Suo ex non ha alcun diritto di chiederti il pagamento di alcuna somma relativa a spese ordinarie sostenute durante la convivenza.

Invero, se non ci sono accordi relativi alla ripartizione delle spese, il contributo economico dato da ciascun convivente di fatto costituisce adempimento dei doveri sociali e morali nei confronti dell'altro, espressione della solidarietà fra persone unite da un legame intenso e duraturo. Ne consegue che deve escludersi il diritto del convivente alla ripetizione delle attribuzioni patrimoniali a favore del convivente more uxorio, effettuate nel corso del rapporto, configurandosi l'adempimento di un’obbligazione naturale ex art. 2034 c.c.

Un cordialissimo saluto

Avv. Roberta Motta






Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2021 alle 15:56 sul giornale del 26 gennaio 2021 - 203 letture

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