Autismo infantile: l'IdO di Roma radiografa la capacità dei padri di sintonizzarsi coi figli autistici

5' di lettura 03/03/2021 - "La percezione che i padri hanno in riferimento alla loro capacita' di accudimento non corrisponde all'effettiva capacita', espressa durante le interazioni ludiche, di cogliere lo stato emotivo e sintonizzarsi coi bisogni del bambino con disturbo dello spettro autistico (ASD) da un punto di vista affettivo-corporeo, quando le atipie del bambino potrebbero costituire una interferenza nella comunicazione e interazione con gli altri".

È questa - espressa nel tipico "gergo" medico-scientifico, ma immediatamente afferrabile - la conclusione cui son giunti i ricercatori dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, tirando le somme d' una ricerca condotta su un campione di 30 padri di bambini - non solo di Roma- presi in carico presso l'Istituto con diagnosi di ASD.

Partendo dalla constatazione che "poche ricerche ad oggi hanno approfondito lo studio delle interazioni tra bambini con autismo e i loro padri, focalizzandosi maggiormente sul funzionamento delle madri", l'indagine IdO - informa un comunicato ufficiale dell' Istituto - si e' posta l'obiettivo di "esplorare la capacita' di sintonizzazione genitoriale nei padri di bambini con Asd, osservata durante le interazioni di gioco, e di indagare la relazione tra essa e la percezione paterna delle caratteristiche psicologiche messe in campo nelle relazioni di assistenza". Insomma, che percezione hanno in genere, i padri di bambini autistici, della loro capacità di sintonizzarsi, affettivamente ed emotivamente, coi propri figli?

Nell'osservare il rapporto padri - figli (in maggioranza maschi di circa 4 anni di eta') sono stati valutati aspetti fondamentali come le capacita' di assistenza responsabile e di assistenza affettiva, la sensibilita' verso gli altri e l'aggressivita'. È stata inoltre valutata la qualita' dell'interazione padre-figlio durante il gioco, per stabilire il livello di sintonizzazione emotiva dei padri. Per quanto riguarda i bambini, sono stati valutati l'affetto sociale e i comportamenti ristretti e ripetitivi. Ne e' emersa una forte discrepanza tra il modo in cui i genitori valutano se stessi in relazione all'assistenza affettiva e responsabile e cio' che emerge dalla relazione coi propri figli.

Infatti, si legge nello studio IdO dal titolo "Capacita' di sintonizzazione e caratteristiche paterne nelle relazioni di cura in presenza di bambini con diagnosi di autismo", pubblicato sull' "International Journal of Environmental Research and Public Health", "la maggior parte dei padri con figli con ASD si percepisce dotata di capacita' di accudimento flessibile, risoluta e riflessiva, e di disporre con equilibrio e autonomia delle proprie competenze di cura; cosi' come di essere in grado d'offrire sostegno emotivo anche in situazioni di elevato stress". Tuttavia, dall'analisi dell'interazione nel gioco, emerge invece una realta' molto diversa: "I risultati - proseguono gli autori dello studio - mettono in evidenza nella maggior parte dei padri una carente capacita' di sintonizzazione (80%) che si accompagna ad una scarsa presenza di gestualita' corporea nello scambio con il bambino (80%) e un altrettanto carente capacita' di comprendere i suoi stati mentali (93,3%)". Al contempo, aggiungono i ricercatori, "le analisi dei dati hanno messo in luce un ulteriore aspetto del funzionamento dei padri coinvolti, ovvero che all'aumentare dell'eta' dei padri aumenta la loro percezione di una migliore stabilita' emotiva, intesa come la capacita' di controllare gli stati di tensione e i propri comportamenti associati alle esperienze emotivamente intense". Questo, osserviamo, d'altra pare è logico, come naturale conseguenza - nella maggior parte degli individui - della maturazione intellettuale ed emotiva legata all'avanzare dell'età.

I dati raccolti suggeriscono dunque che "i padri riescono solamente a descriversi come maggiormente in grado di fornire sostegno emotivo, di controllare le proprie reazioni emotive in seguito ad esperienze emotivamente forti e di far fronte al dolore e alla frustrazione che seguono una perdita significativa. Ma nelle interazioni col piccolo con ASD mostrano invece una importante difficolta' nel comprendere i segnali del bambino e di rispondere in modo appropriato".

Questo studio, constatano gli autori, "fornisce indicazioni utili al fine di migliorare le interazioni padre-figlio con disturbi dello spettro autistico, attraverso il coinvolgimento dei padri in un intervento precoce che abbia lo scopo finale di migliorare le capacita' di sintonizzazione genitoriale, con particolare attenzione alla dimensione affettivo-corporea. In quest'ottica, un progetto specifico per questi padri dovrebbe sostenerli innanzitutto nella comprensione dei comportamenti atipici e poi nella possibilita' di rispondere al bambino secondo i suoi bisogni.

Il discorso sulle cause di tutta questa situazione sarebbe lungo: rimanda a tante carenze della famiglia, della scuola (materna, elementare e media inferiore), del sistema sanitario e della salute mentale; "in nuce", anche a tanti aspetti stressanti, nevrotizzanti, quasi alienanti, della vita quotidiana dell' italiano (e, piu' in generale, dell'occidentale, pur con forti differenze tra un Paese e l'altro) medio, che non solo rendono difficile agli "attori", genitori in primo luogo, affrontare serenamente questi problemi, ma spesso ne sono, in buona misura, addirittura all'origine. I progetti di riforma della scuola, a partire dalle competenze degli insegnanti, con la prevista istituzione anche di corsi di educazione sentimentale e affettiva, devono tenere conto di queste carenze del padre (o, meglio dire, del genitore) medio che, senza esagerare, moltiplicate per tutti i nuclei familiari dove sono presenti, col tempo possono arrivare a rappresentare vere e proprie "mine" psicologiche e sociali.






Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2021 alle 22:53 sul giornale del 05 marzo 2021 - 243 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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