110 le domande presentate alla Caritas di Fabriano-Matelica per il progetto “Lavoro&dignita”: dopo Pasqua al via i tirocini

4' di lettura 02/04/2021 - Essenziale muovere dall’obbiettivo del programma: favorire l'inserimento o il reinserimento lavorativo di persone inoccupate e/o disoccupate attraverso dei percorsi di accompagnamento personalizzati, a seguito della presa in carico del Centro di Ascolto Diocesano e la Pastorale del Lavoro con una particolare attenzione rivolta a coloro che vivono in condizione di vulnerabilità e disagio socio-economico.

Progetto per giovani e adulti disoccupati e inoccupati residenti nel territorio della Diocesi, è bene ribadirlo, che pone l’accento sulla centralità del lavoro quale strumento fondamentale per il raggiungimento della dignità e della libertà umana. A questo va aggiunto un altro elemento centrale di “Lavoro&Dignità”, è promosso dalla Caritas diocesana di Fabriano-Matelica, in collaborazione con l’Ufficio Pastorale del Lavoro e il “Progetto Policoro”, grazie al contributo dei fondi dell’8xmille della Chiesa Cattolica con cui la Caritas, finanzierà 20 tirocini lavorativi presso le aziende con le quali, viene auspicato, che i tirocinanti selezionati, al termine del periodo, abbiano acquisite le competenze necessarie affinché l’azienda investa su di loro attraverso l’avvio di un rapporto stabile. Dunque, come detto dal direttore della Caritas, don Marco Strona “lavoro quale strumento fondamentale per il raggiungimento della dignità e della libertà umana.

È un segno pastorale che aspira ad educare il popolo cristiano alla carità e ad aiutare la nostra società, tentata a chiudersi, ad essere maggiormente attenta e aperta agli altri. Entro la scadenza del 28 febbraio – ha sottolineato - abbiamo ricevuto circa 110 curriculum vitae e il mese di marzo è stato dedicato ai colloqui, con l’AgenziaPiù S.p.a. di Fabriano incaricata di seguire tutta la parte amministrativo-contabile del progetto nonché il tutoraggio dei tirocinanti, con particolare attenzione riservata a coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità e disagio socio-economico – e ancora – continuano ad arrivare candidature alla mail: caritas@fabriano-matelica.it, nonostante siano state chiuse da ameno un mese, con allegati curriculum vitae aggiornati, certificato storico-lavorativo da richiedere al Centro per l’Impiego, Isee aggiornato, in alternativa abbiamo concesso una ulteriore possibilità di consegna dei documenti richiesti direttamente alla Caritas Diocesana, via Fontanelle 63, ogni martedi dalle ore 9,30 alle 12. Comunque, per informazioni si può telefonare allo 0732-22429 dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 12.”

Il direttore della Caritas diocesana, ha evidenziato anche la grande importanza del pieno sostegno e partecipazione delle Associazioni di categoria, infatti alla conferenza stampa della presentazione dei risulati ottenuti, hanno preso parte, oltre a Daniele Dolce per la Pastorale del Lavoro e Progetto Policoro ed il vice direttore della Caritas, Marco Farneti, anche Federica Capriotti di Confindustria, Sonia Garofoli di Coldiretti, Mauro Bartolozzi di Confcommercio, Federico Castagna di Confartigianato, Marco Silvi per la Cna. “Abbiamo avviato subito incontri con le Associazioni di categoria e le Aziende – sono ancora parole del direttore Caritas Marco Strona - perché non vogliamo dare al progetto un valore estemporaneo che invece deve vederci sempre radicati sul territorio dove tutto l’anno con la nostra struttura aiutiamo le persone in difficoltà sia rispondendo alla crescenti richieste alimentari sia a quelle di ricerca del lavoro. Le aziende in questi sei mesi non corrisponderanno nulla e la nostra speranza è quella che ci sia un seguito la continuazione del percorso intrapreso, proseguendo anche con una serie di valutazioni motivazionali e la ricerca attiva di un tirocinio adatto per la persona. Vogliamo concretizzare la dottrina sociale del Santo Padre”.

In chiusura di incontro, è stata rievocata la conferenza stampa di presentazione di “Lavoro&Dignità”, con il Vescovo mons. Francesco Massara che aveva detto “Dare una risposta concreta come Chiesa al nostro territorio colpito dalla forte crisi lavorativa ed economico-sociale. Non pensiamo di risolvere tutti i problemi ma cerchiamo di dare una prima reazione per sostenere la nostra comunità a crescere e risollevarsi da una pesante congiuntura che influisce negativamente sulla vita di tutti i giorni. Il territorio ma anche il resto della nazione soffre per la carenza di lavoro e chi non lo ha non ha dignità, ecco perché consideriamo questo nostro programma una iniziativa di speranza per far recupera la dignità.

Nessuno, ha necessità di elemosina ma tutti hanno diritto di portare a casa il pane con proprio lavoro. Auspico - ha aggiunto – che al termine dei sei mesi di tirocinio arrivino anche le assunzioni, poiché le persone hanno bisogno di ottimismo per superare questa fase di pessimismo che registra un vasto aumento nell’uso di antidepressivi e di ricorso a gesti estremi. Il nostro è un raggio di luce per la comunità, testimonianza e segno importante per dire che siamo qui per i nostri fratelli in difficoltà, poiché, come ho detto la persona che non lavora è una persona che rischia di perdere la propria dignità, quello che noi, nel nostro piccolo, cercheremo abbiamo pensato di dare un segno partendo dalle opportunità lavorative come risposta per ritrovare la dignità persa, in quanto il lavoro non è elemosina».








Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2021 alle 12:12 sul giornale del 03 aprile 2021 - 175 letture

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