Laboratorio 10: un appartamento per vivere l’autonomia e sperimentare la capacità di indipendenza di ragazzi diversamente abili

2' di lettura 07/04/2021 - Laboratorio 10: un appartamento per vivere l’autonomia e sperimentare la capacità di indipendenza di ragazzi diversamente abili, due fabrianesi e uno di Genga. 

Raccontata la prova dei ragazzi del Laboratorio 10, iniziata da un mese che, grazie al fondo regionale “Dopo di noi” erogato dall’Ambito 10, stanno avendo la possibilità di sperimentare l’autonomia abitativa: dai due giorni e due notti già messi in campo, entro l’estate si vuole estendere la permanenza ad una settimana. L’esperienza innovativa è stata presentata in video conferenza da Vincenza Di Maio, Assessore ai Servizi alla Persona e Pari Opportunità, dall’assistente sociale d’Ambito, Katty Francolini, da Marco Salari, Presidente Coop. Soc. Castelvecchio Service. La Di Maio, partendo dalla normativa Onu che sancisce diritti e fondi in favore della disabilità i base ai quali Comuni e gli Ambiti possono programmare interventi come questo attuato in città, ha commentato “oggi saggiamo un percorso di vita indipendente per un domani quando i genitori non potranno più occuparsi di questi ragazzi”.

Come prima fase, sono tre i diversamente abili scelti, due di Fabriano ed uno di Genga, con i requisiti adeguati per vivere questa programmazione che ha avuto un ben preciso percorso di elaborazione, collaborazione e cooperazione, dal coinvolgimento dell’Ambito 10 alla Coop. Soc. Castelvecchio Service fino alle Associazioni Moddih-Anfass-Mirasole e ovviamente le famiglie che, a distanza di trenta giorni dall’avviamento di questa prova, si sono già dichiarate più che soddisfatte. Compiacimento espresso sia per la risposta arrivata dai tre ragazzi che hanno già cementato il loro rapporto di convivenza sia del mattino-pomeriggio che dalla intera convivenza in un appartamento facilmente accessibile, vicino ai servizi (negozi, autobus, ecc…) e accessoriato con le moderne tecnologia quali Alexa e Videochiamata per assicurare non soltanto un costante supporto educativo ma anche quello legato alla loro sicurezza ed incolumità quando sono soli, per cui stabile rapporto con gli educatori e operatori (hanno messo in pratica tutta la loro professionalità e disponibilità) ma anche con le famiglie. In definitiva un buon punto di partenza, già positivo per la città e il territorio.








Questo è un articolo pubblicato il 07-04-2021 alle 15:11 sul giornale del 08 aprile 2021 - 413 letture

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