L'appello al Presidente Acquaroli: "Il reparto di pediatria va subito riaperto"

4' di lettura 10/10/2021 - "Chiediamo" spiegano dal Comitato di Associazioni Locali composto dal Coordinamento cittadino “Punto Nascita Ospedale Profili”, Agesci Fabriano 1, Associazione Fabriano Progressista, Azione Cattolica e Croce Azzurra "al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e all’assessore alla sanità Filippo Saltamartini di riaprire immediatamente il reparto di pediatria, senza nascondersi dietro la favola dell’ambulatorio per la continuità assistenziale."

Questa, tra le altre, argomentazioni che il Comitato di Associazioni Locali ha dibattuto ieri di fronte all’ingresso dell’ospedale di Fabriano dove si è svolto un animato presidio per chiedere "immediatamente la riapertura del reparto di pediatria del "Profili", chiuso da oltre un anno senza delibere o atti formali da parte degli enti competenti." Come detto, il Coordinamento cittadino “Punto Nascita Ospedale Profili” composto da Agesci Fabriano 1, Associazione Fabriano Progressista, Azione Cattolica e Croce Azzurra ha riportato all’attenzione della comunità "questo tema così importante che riguarda il diritto alla salute di tutti gli 8000 bambini dell’entroterra. 8000 bambini che non votano e quindi forse poco appetibili per la politica a cui invece il comitato ritiene di voler dare voce, per la dignità degli 8000 bambini e delle rispettive famiglie."

Gli esponenti del Comitato, hanno insistiti molto su questo aspetto "Saltamartini sa bene che non vi è un rapporto causa effetto tra la chiusura del Punto Nascita (ennesimo colpo al diritto alla salute dell’entroterra) e la chiusura di pediatria e quando adduce questa motivazione in occasione delle interpellanze in Assemblea Regionale commette un gravissimo errore e- ancora - come se Saltamartini non conoscesse molto bene come funziona la sanità, in particolare in un comune montano! Il Punto Nascita fornisce nuovi nati che rimangono 2 giorni con la mamma dopodiché tornano a casa. L'Unità Operativa di Pediatria invece cura i neonati stessi che rientrano con patologie, più tutte le malattie dell’età evolutiva fino a 17 anni ed 11 mesi. Non c’è alcuna correlazione tra le due attività se non la condivisione dei dirigenti pediatri che lavorano sia nel nido che nel reparto di pediatria." E qui arriva un altra domanda "Saltamartini dovrebbe dirci: dove si cura un bambino con bronchiolite, emofilia, diabete giovanile, gastroenterite, polmonite, talassemia, artrite cronica giovanile, epilessia, incidenti domestici, asma resistente, fibrosi cistica? Quante altre patologie pediatriche ha bisogno di farsi elencare per dare dignità di ricovero ad un bambino che non è più neonato?"

Di nuovo segue un quesito: "di quale continuità assistenziale ci parla il nostro assessore regionale: quella di 6 ore al giorno dal lunedì al venerdì? Se così fosse dovremmo scrivere un cartello all’ingresso di Fabriano: per tutti i bambini, vietato farsi male o sentirsi male dalla 14 alle 8 del mattino successivo e soprattutto durante il fine settimana! Quella continuità assistenziale che lo stesso Saltamartini indica come “importante servizio”, ma solo per sei ore nei giorni feriali. La giunta regionale - hanno puntualizzato - dovrebbe fare un’operazione di trasparenza palesando a tutta la comunità regionale il costo della mobilità passiva verso l’Umbria a cui, queste indecenti scelte politiche ed amministrative, hanno costretto i cittadini dell’entroterra. E infine lo sa caro assessore che il Pronto Soccorso di Fabriano, rappresentando un DEA (Dipartimento Emergenza Accettazione) di Primo Livello deve avere un pediatra reperibile 24 ore su 24 per le consulenze? Allora chiudiamo anche quello?"

Hanno concluso così questa attenta disamina: "Chiediamo a tutti i cittadini dei comuni montani di sostenerci in questa battaglia di diritti, la salute è un diritto fondamentale e la pandemia ce lo ha ampiamente dimostrato. Chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità di ascoltare la voce degli 8000 bambini e riaprire immediatamente il reparto di pediatria, chiuso in sordina forse nella speranza che potesse sfuggire all’occhio dei cittadini, senza neanche la responsabilità e il coraggio di scrivere uno straccio di delibera. Chiediamo alle istituzioni locali la doverosa presenza e un maggiore coraggio nel rivendicare un diritto inalienabile della infanzia che è stato calpestato. Chiediamo infine all’assessore Saltamartini di ricordarsi della sua esperienza di Sindaco di un comune montano e delle sue battaglie a difesa della sanità locale: allora, caro assessore, le chiediamo di PRESTARCI IL SUO CAMPER COSÌ’ AVREMO ANCHE NOI MODO DI perpetrare La SUA legittima PROTESTA".








Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2021 alle 20:38 sul giornale del 11 ottobre 2021 - 542 letture

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