L'Azione: a colloquio con il direttore, Carlo Cammoranesi, i nostri 110 anni di vita. La riflessione e la sfida della comunicazione cartacea

4' di lettura 22/11/2021 - L’Azione nel cuore del territorio 1911-2021 è il volume appena pubblicato per celebrare i 110 anni del settimanale della Diocesi Fabriano-Matelica. "Innanzitutto" ci spiega il giovane, preparato e inossidabile direttore "una panoramica sulla storia del giornale che è anche un resoconto, in fondo, sulla storia della città e del comprensorio, come dimostrano le tante foto scattate lungo i decenni che corredano gli articoli dei collaboratori e della redazione".

Redazione, oggi composta dal direttore Carlo Cammoranesi, da Alessandro Moscè e da Ferruccio Cocco.

"Nella presentazione del libro - sono ancora parole di Cammoranesi - Monsignor Francesco Massara, Vescovo di Fabriano-Matelica e Arcivescovo di Camerino-San Severino, sottolinea che “L’Azione”, rimanendo legata ad un metodo che fa della vicinanza con i suoi lettori il punto di riferimento, potrà continuare ad essere un prezioso avamposto dell’evangelizzazione e di una pastorale sempre aperta all’altro, priva di pregiudizi o pretese."

Dal suo canto Carlo Cammoranesi: "evidenzia che un tempo senza memoria non va da nessuna parte perché non viene da nessuna parte. “L’Azione” è stato e rimane il luogo in cui si realizza la riflessione collettiva, in cui la comunità acquisisce un ruolo fondamentale nella comprensione degli eventi odierni, un’importanza capitale che affonda, inevitabilmente, le sue radici nel passato. Il cordone ombelicale che unisce il vissuto di ieri al presente viene testimoniato dalla sfida proprio dei mass media, delle testate locali, anche cattoliche, che rappresentano il seme di una comunicazione missionaria aperta al mondo."

Tra i vari contributi, quello che di don Leopoldo Paloni, parroco di Albacina e Castelletta: "che ripercorre le tappe salienti della grande storia e della nostra storia di provincia, mettendo in luce che

“L’Azione”, pur mantenendo la sua identità cristiana, ha sempre dato voce a tutte le sensibilità."

Balilla Beltrame rimarca “la lunga storia delle parole”, gli anni settanta, il viaggio nella tradizione, nel dialetto, negli eventi come la fiera di Santa Lucia, il Cantamaggio, il festival del Saltarello.

Alessandro Moscè racconta l’esperienza del mensile “Prospettiva”, l’inserto nato per appropriarsi della cultura come crescita spirituale e forma di conoscenza ulteriore. Il periodico nacque dopo la grande mostra del 2006 voluta da Francesco Merloni, “Gentile e l’Alto Rinascimento”, per strutturare qualcosa che incentivasse la promozione della cultura, in particolare della poesia, della narrativa, dell’arte, della fumettistica.

Ferruccio Cocco ricorda “L’Azione” sui campi di gioco, il grande patrimonio dello sport che a partire dalla fine degli anni settanta si è imposto a grandi livelli con la pallacanestro, non dimenticando che i livelli giovanili sono una scuola educativa, oltre il valore propriamente agonistico.

Interessante il ricordo di don Tonino Lasconi, ex direttore, che all’inizio degli anni novanta capì la necessità di sostituire la mentalità del bollettino con la cultura giornalistica, con la valutazione delle iniziative che garantisse obiettività, un giudizio critico, la collocazione degli articoli decisi dalla redazione.

Renato Ciavola puntualizza la crescita del giornale e il suo stesso impegno sulla cronaca, sul sociale, sulla cultura, nonché l’introduzione delle vignette satiriche, la figura di Alberto Ciambricco, grande giallista e raccontatore di segreti di vita, professionali e di guerra.

Luciano Gambucci si sofferma sull’evoluzione del giornale in termini estetici e tecnico-organizzativi.

Angelo Campioni parla del binomio giornale-tipografia, di una famiglia che iniziava a lavorare con le correzioni delle bozze, con la composizione con due linotype, le righe di piombo, e con i caratteri mobili per i titoli degli articoli.

"Scrive Daniele Gattucci del settimanale - è ancora il direttore a rispondere - come luogo per eccellenza della comunità, con uno sguardo al futuro che comporta l’adeguamento alle nuove tecnologie mediante l’utilizzo virtuoso dei social network.

"Ci piace rammentare - sottolinea Cammoranesi - le parole di Marisa Bianchini, assidua collaboratrice che purtroppo non c’è più, la quale, nel suo ultimo intervento, fa notare, lusingando “L’Azione”: “Un giornale che, pur con tanti anni sulle spalle, è rimasto sempre giovane, perché ha saputo percepire e comunicare il senso del tempo e del viaggio come mestiere di vivere."

"L’abbonamento - fa rilevare - è la forma più sicura di appartenenza ad una comunità di amici fidati con i quali fare buon uso del tempo ed uscire dalla solitudine e dalla tristezza dell’isolamento per condividere bisogni e desideri all’insegna della speranza cristiana”.

Infine "la postfazione a cura di Monsignor Domenico Pompili, presidente della Commissione Episcopale per Cultura e le Comunicazioni Sociali della Cei, vescovo di Rieti, che osserva come l’edicola sia un presidio sul territorio, un luogo popolare per la diffusione della cultura, dove è importante essere presenti per incontrarsi e lasciarsi trovare. Non dimentichiamo il monito di Papa Francesco, per cui l’informazione può fare molto sollevando il dibattito, segnalando situazioni virtuose, aiutando a comprendere che il senso autentico della sostenibilità e della cura della casa comune si trova un po’ più in là di un certo ambientalismo inconsapevole."








Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2021 alle 11:13 sul giornale del 23 novembre 2021 - 111 letture

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