Il fabrianese Salari tra rock e scrittura: dai successi editoriali ai Maneskin e i 30 anni della scomparsa di Freddie Mercury

10' di lettura 25/11/2021 - Il fabrianese Massimo Salari, musicista e scrittore, è uno dei più esperti di rock-progressivo, sia nazionale che internazionale.

Nel mondo dell'editoria musicale ha conquistato un ruolo di primo piano scrivendo una vera e propria enciclopedia di questo genere. Una passione, una curiosità che ha fin da ragazzino.

Per raggiungere questo livello c'è bisogno di una conoscenza a 360 gradi dei generi musicali. Con i suoi volumi, dei veri e propri tomi della storia del rock. Scrive libri per la casa editrice Arcana, il primo si intitola “Il Rock Progressivo Italiano dal 1980 al 2013” (2018). Si tratta di una enciclopedia dettagliata con eventi, discografie, descrizione sul mutamento del genere e del significato “Progressive Rock”, oltre che interviste ai protagonisti principali. Un lavoro unico al mondo in quanto nessuno ha mai trattato il genere dal 1980 in poi, grazie al quale ha vinto premio "Macchina da scrivere 2018" nella categoria “Migliore Enciclopedia Dell’Anno”.

Con il secondo volume, che si intitola "Metal progressive Italiano (2019), anch'esso un'enciclopedia unica al mondo. bissa il premio Macchina da scrivere 2019". Nel 2020 Salari esce con l’ultimo libro intitolato "Neo Prog- Storia e Discografia", sempre per Arcana Edizioni Nella sua Fabriano ha organizzato numerosi eventi, per Lo Spirito e La Terra i dieci concerti sotto il loggiato San Francesco. Mentre, sempre sul territorio fabrianese, nel 2010 ha aperto un progetto con la cover band per eccellenza di Fabriano, gli "Skiline" di Gianluca Bellucci. Il progetto, denominato "Skylive Rock", tende a raccontare e suonare la storia del Rock, dal 1950 ad oggi, passando per gli artisti che hanno mutato il suono nel tempo. Il tutto nei teatri o nelle scuole, oltre che in locali. Un progetta che gli sta regalando molte soddisfazioni, fra le quali quella al Teatro Gentile. Oggi Massimo Salari è impegnato in un nuovo progetto che si chiama "Rock & WORDS", dove assieme a Fabio Bianchi (ex Skyline, batteria e tromba) tiene conferenze/ascolto sulla musica in generale.

Lo andiamo a conoscere meglio ed a interrogarlo sugli eventi più attuali del rock di oggi come il fenomeno Maneskin e di ieri per ricordare i 30 anni dalla morte di Freddie Mercury.

Com'è arrivato a questi successi editoriali e da cosa nasce la sua passione per il rock-progressivo?
"Ci sono arrivato - dice Salari - perché ho voluto scrivere quello che avrei voluto leggere io, cioè quello che non c'era. Da critico rampante, fin da ragazzino ho avuto successo, perché sono andato a ricercare dei buchi editoriali gravi. Gravi perché nell’enciclopedia del Rock Progressivo, ne puoi comprarne mille e tutte quante alla fine ti dicono che nel 1980 il genere è morto, è finito. Quando invece io in casa ho 7100 dischi di questo genere, che io guardo e mi chiedo: allora voi non esistete per tutte le enciclopedie. Allora cosa ho fatto, sono partito da dove gli altri dicono che è morto, dal rock progressivo italiano. Con questo volume ho visto il premio nazionale Macchina da Scrivere, come migliore enciclopedia dell'anno, perché si sono accorti che era una cosa particolare. Il Rock Progressivo cos'é? Non è altro che un innesto di tanti generi, bande che stanno sperimentando e di strumenti strani che si intersecano fra di loro per dare nuove sonorità. Il libro ha avuto successo ed è stato ristampato in una nuova edizione, poi sono venuti anche gli altri due".

Nei suoi volumi spiccano i colori, i simboli e le differenti copertine. A cosa è dovuto?
"Ringrazio per questa domanda che nessuno prima aveva fatto notando i volumi e ci tengo a spiegare. Sul primo volume quello del Rock Progressivo Italiano, c'è un volto che grida a bocca aperta contraddistinto dal tricolore, che richiama il primo disco ufficiale del genere rock progressivo, cehe è stato fatto dai King Crimson nel 1969 dal titolo The Cottone in the Crimson King, dove c'è l'uomo schizzato del 21° secondo (perché loro erano molto avanti con i testi e la fantasia e c'è un uomo che grida a bocca aperta. Io, riprendendo questo uomo ho pensato di stilizzarlo con i colori della bandiera italiana. Quindi, uno che conosce il genere e se ne intende, ha già capito di cosa tratta il libro. E' un messaggio subliminale molto forte per i fan del genere. Il secondo volume dove c'è un cuore stilizzato e colorato come la nostra bandiera nazionale, è un messaggio subliminale analogo, destrutturando il disco dei Dream Theater, che hanno creato (no proprio ufficialmente) il genere Metal Progressive, dove loro hanno un cuore con la spina intorno al cuore in fiamme, che sarebbe il cuor che vediamo anche in tanti dipinti della storia della nostra religione cristiana, Io l'ho destrutturato. Il filo spinato non è intorno al cuore ma è il cuore, le fiamme ci sono con la bandiera italiana perché è il metal progressive-italiano. Quindi, anche uno che ascolta il metal-progressive e che conosce il genere vede questa immagine e dice... Dream Theater o no. Quindi ha capito di cosa si tratta. nel terzo libro "Neo Prog" stessa storia. Abbiamo un giullare, che è un filo conduttore che unisce tutte le band di neo progressive che parlano di amori andati bene o male, soprattutto male. Praticamente, il giullare che fa ridere a tutti, quando arriva la sera si strucca ed è triste, quindi racconta la sua triste vita. CI sono testi che uniscono un po' tutte le band del neo-progressive, il giullare unisce i gruppi e la scritta Neo Prog è scritta come Genesis. Se si vanno a vedere le copertine dei Genesis nel periodo di Peter Gabriel (quando è nato il progressive-rock, ha lo stesso stile e chi lo conosce capisce che in questo volume si parla anche dei Genesis, quindi in questo caso c'è un doppio messaggio subliminale".

Secondo lei a cosa è dovuto questo grande, improvviso e crescente successo dei Maneskin, vincitori di Sanremo e dell'Eurovision Song Contest nello stesso anno (visto che non accadeva dai tempi di Gigliola Cinquetti, 1964 per l’Italia) e poi in evidenza anche ai Wind Music Award. Dai testi, dal modo ed il look usati per esibirsi... o c'è anche altro?
"La musica Rock e Pop dagli anni ’80 vive soprattutto di cicli. Perché ho messo questo paletto temporale è presto detto, il Rock vero e proprio nasce nel 1950 post Rhythm And Blues. Dopo la seconda guerra mondiale c’è voglia di divertimento, ecco dunque il Blues aumentare di ritmo per divenire un genere alla portata di tutti, ma soprattutto del divertimento. Ecco quindi che gli artisti scrivono su di una lavagna bianca, ancora non contaminata. L’evoluzione della musica nei decenni porta a nuove soluzioni aiutate anche dalla tecnologia e dagli eventi che mutano nel tempo. Ogni periodo ha le proprie novità, gli anni ’60, i ’70, , etc. Nel frattempo la lavagna si arricchisce inevitabilmente di scritte. E’ quindi normale che giunti oggi al 2021, i suddetti artisti trovino più difficoltà nel creare qualcosa di nuovo e di personale (anche se alcuni lo fanno e lo faranno sempre, l’evoluzione non si fermerà mai, casomai saranno le tempistiche a divenire più lunghe). Le mode dunque nei decenni cambiano e quando diventano prive di fantasia preferiscono richiamare i tempi che furono. Quante volte si è assistito al ritorno degli anni ’60, ’70, ‘80 etc? Diciamo dunque che dagli anni ’80 le novità a seguire saranno presenti, ma con più difficoltà innovative. Più semplice per molti musicisti montare sul carro di un passato vincitore. Tutto questo è pilotato dalle case discografiche che creano a puntino i fenomeni del momento. In conclusione, i Måneskin non s’inventano nulla, ma portano l’Hard Rock dei Led Zeppelin anni ‘60/70 in primis, al servizio della gioventù attuale con tematiche adeguate ai tempi moderni. Sicuramente a questi ragazzi non stiamo lasciando un futuro certo, bensì precario, quindi la loro rabbia è grande. Il rock è viatico di protesta per eccellenza e viene adoperato al meglio da questi musicisti che “sono fuori di testa, ma diversi da loro” (noi). Vogliono essere tutto ciò che da fastidio alla società omologata, in più sono moltissimi anni che il Rock non è più considerato, quindi… Quale miglior treno su cui montare per un nuovo successo? Infatti ha funzionato. Se mi chiedete se personalmente mi piacciono, beh, chi ha viaggiato su un Ferrari (Led Zeppelin) è difficile che si diverta su un’utilitaria. Con questo non condanno ma capisco l’esigenza, sono contento che il Rock sia tornato nelle classifiche mondiali, quindi bravi Måneskin , ma sono altresì consapevole che trattasi di una moda temporanea come le altre passate negli anni, né più né meno. Rifatemi la stessa domanda fra due o tre anni e vedrete cosa risponderò".

Lo scorso 24 novembre ha fatto 30 dalla scomparsa del Grande Freddie Mercury, cantante dei Queen, altra star del rock che ha segnato un'epoca con suo gruppo e anche lui con il suo stile. Dove colloca nel pianeta musicale questo storico gruppo inglese e in che modo la figura stravagante, estroversa, ambigua e colorata di Mercury ha contribuito al loro successo con quella voce incredibile?
"I Queen sono un equilibrio perfetto di personalità, non dimentichiamoci che anche il chitarrista Brian May ha la sua valenza. Il sound Queen è riconducibile soprattutto alla chitarra. Il suono non è come quello delle altre band, fateci caso, e il perché è presto detto, questa chitarra è stata creata artigianalmente dal padre di Brian e quindi ha un suono unico, non ”industriale”. Freddie invece è l’epicentro dei Queen a livello d’immagine e di voce, fra le più belle in assoluto mai ascoltate nel Rock, non soltanto per estensione ma per malleabilità ed enfasi. La genialità dei Queen consiste nel saper essersi adeguati nei tempi agli stili musicali di moda del momento, vi faccio un esempio, iniziano come Hard Rock band perché nei primi anni ’70 andava di moda questo sound (Deep Purple, etc), a seguire la sinfonia del Rock con brani corali come “Bohemian Rhapsody” perché andava di moda il Progressive Rock. Negli anni ’80 la musica diventa elettronica ed ecco quindi l’album “Play The Game” che fa il verso a quel tipo di Pop e così via negli anni. Questi sono i geni, ossia coloro che portano avanti la propria musica con personalità ben definita adeguandola ai tempi. Ad adoperarsi in codesta maniera sono davvero in pochi, lo hanno fatto band storiche come i Genesis, oppure i Pink Floyd o i Jethro Tull, in Italia la Premiata Forneria Marconi, le Orme e pochissimi altri. Freddie è stato uno dei primi personaggi a palesare la propria omosessualità, quello che è curioso notare è lo sdoppiamento di personalità che ha mostrato, persona mite e mediocre nella vita comune e animale da palco con la band. Istrione affascinante non è comunque l’unico nel panorama, se andiamo a vedere gli anni ’70 dove lui ha raccolto molto successo di pubblico, notiamo altri artisti “pittoreschi” come David Bowie oppure in Italia Renato Zero. Concludendo voglio dire che Freddie Mercury (il suo vero nome è Farrokh Bulsara), è una delle voci più importanti dell’intera storia del Rock, ha saputo vestire l’essenza della musica rappresentata dalla band nel tempo in maniera maniacale e potente. Come lui pochissimi".


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2021 alle 18:47 sul giornale del 26 novembre 2021 - 733 letture

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