Marijuana e hashish, caratteristiche e differenze: cosa c’è da sapere

cannabis 3' di lettura 22/06/2022 - Il dibattito attorno alla legalizzazione della cannabis è tornato alla ribalta negli ultimi mesi; il merito, in parte, va ascritto all’esito del giudizio della Corte Costituzionale, che ha bocciato il quesito con il quale diverse associazioni volevano riformare l’attuale normativa e depenalizzare il consumo di cannabis a scopo ricreativo.

In aggiunta, alcuni paesi appartenenti all’Unione Europea hanno implementato di recente una sostanziale riforma normativa, rendendo di fatti legale l’utilizzo di piccole quantità di cannabis per il solo uso ricreativo a carattere personale.

Ma cosa si intende, di preciso, con la parola “cannabis”? In linea di principio, si tratta della denominazione botanica utilizzata per indicare le diverse varietà di canapa, benché non esista una classificazione univoca alla quale fare riferimento. Nello specifico, quando si fa riferimento alla legalizzazione della cannabis, si sottintende la depenalizzazione del consumo di due specifici derivati della canapa: la marijuana e l’hashish.

Entrambe le sostanze sono considerate stupefacenti, in quanto caratterizzate da un'elevata concentrazione di THC, il principio attivo in grado di sortire effetti psicotropi se assunto in grosse quantità. Fanno però eccezione la cannabis farmaceutica - per la quale esiste una rigida regolamentazione - e i derivati ‘light’, ossia contenenti un tasso di THC prossimi allo zero e presenti sul mercato a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 242 del 2016.

Ma quali sono le principali differenze che contraddistinguono la marijuana e l’hashish, a prescindere dalla concentrazione di THC? Lo vediamo di seguito in questo articolo.

Cos’è la marijuana

La marijuana è nient’altro che un’infiorescenza di una pianta femminile di cannabis, raccolta e poi essiccata. Sono, infatti, soltanto le piante di genere femminile a sviluppare le cime con i fiori, le quali rappresentano, grosso modo, l’apparato riproduttore di questa specie vegetale; le piante di genere maschile, invece, hanno solo delle sacche che contengono il polline il quale, trasportato dal vento, può impollinare le piante femmine grazie alle infiorescenze. In base alle varietà di canapa utilizzata, la marijuana contiene concentrazioni variabili di THC, seppur generalmente inferiori a quelle che si riscontrano nell’hashish.

Cos’è l’hashish

Chiamato volgarmente anche ‘fumo’, l’hashish è una sostanza ricavata dalla secrezione resinosa prodotta dalle infiorescenze delle piante femminili della canapa. Ha una consistenza vagamente collosa e appare come una resina di colore ambrato o leggermente più scuro; come già accennato, presenta in linea di massima un tasso di THC più elevato, poiché nella resina vi sono anche i tricomi, appendici a forma di fungo che ricoprono la superficie delle foglioline presenti tra i fiori delle cime di cannabis. Queste appendici, di colore biancastro, rappresentano una sorta di concentrato di principio attivo e contribuiscono ad aumentare il tenore di THC che caratterizza l’hashish. Come accennato, però, ne esiste anche una versione ‘light’, contraddistinta da un tasso di principio attivo prossimo allo zero, come quella disponibile nel catalogo dell’e-commerce specializzato prodotti-cannabis.it.

Effetti susseguenti il consumo

I derivati della cannabis a medio alto tasso di principio attivo sono, come detto, sostanze stupefacenti, in quanto la molecola di THC è in grado di avere un effetto psicoattivo. Ciò vuol dire che, a seguito del consumo di tali sostanze, che in Italia è vietato per legge, è possibile sperimentare una qualche alterazione delle capacità percettive e sensoriali; al contempo, va sottolineato come l’intensità degli effetti dipenda da svariati fattori quali: la quantità di sostanza assunta, la regolarità o saltuarietà del consumo, la predisposizione del singolo individuo ed eventuale ipersensibilità alle sostanze. In sintesi, la reazione è piuttosto ‘personale’, e può spaziare dal semplice abbattimento alla sonnolenza, passando per eccitazione, euforia, rallentamento dei riflessi e una variabile diminuzione delle capacità di cognizione e orientamento. I fautori della legalizzazione, però, sostengono come i cannabinoidi (THC e altre molecole, tra cui il CBD) abbiano anche effetti benefici per la salute, in quanto in grado di esercitare un’azione rilassante e fungere da antidolorifico.






Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2022 alle 10:30 sul giornale del 22 giugno 2022 - 12 letture

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