Serra San Quirico: solidarietà del Comitato Possibile Fabriano alla consigliera Pelacchia, "schernita da Sindaco e Maggioranza"

4' di lettura 02/08/2022 - Come Comitato Possibile Fabriano “Gemma Perchi”, presso il quale è tesserata la Consigliera nel Comune di Serra San Quirico (AN) Debora Pelacchia, che riporta in questa lettera pubblica quanto accaduto nel corso del Consiglio Comunale della città il 28 luglio, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Consigliera che ha voluto denunciare un fatto gravissimo.

Siamo tutti/e allibiti/e nel venire a sapere di certi atteggiamenti tenuti dal Sindaco di Serra San Quirico, a sfregio dei cittadini e delle cittadine che dovrebbe rappresentare, dei e delle componenti del Consiglio Comunale e della Repubblica che il Sindaco rappresenta. Una Repubblica che, nella sua Costituzione, vogliamo ricordarlo è antifascista.

Spesso mi sento chiedere dai miei studenti se sia o meno opportuno parlare ancora di fascismo, visto che è considerato da molti un fenomeno da relegare ai libri di storia, passato e concluso. Inutile ricordare gli innumerevoli episodi violenti di matrice fascista che si sono verificati negli ultimi anni, le dichiarazioni di una parte dei nostri politici, l’odio verso il diverso, il razzismo che sta iniziando a dilagare anche nei piccoli centri della nostra Regione, l’esistenza del movimento Casa Pound o del partito Forza Nuova: sono fatti, purtroppo, noti a tutti e tutte.

Il 28 luglio 2022, nel corso del Consiglio Comunale del Comune di Serra San Quirico la Democrazia e la nostra Repubblica hanno subito un affronto che merita di essere denunciato. Può sembrare un’introduzione altisonante, ma andiamo con ordine. Quello del 28 luglio, è stato un consiglio contraddistinto da toni molto accesi, soprattutto durante la discussione dell’assestamento di bilancio. Dopo un brevissimo preambolo del Sindaco Tommaso Borri, il Consigliere di minoranza Fabrizio Giuliani, del gruppo Officina Civica, ha iniziato a porre una serie di domande dettagliate inerenti a varie voci contenute nella variazione, alle quali il Sindaco si è subito rifiutato di rispondere assumendo un atteggiamento oppositivo. Il battibecco tra i due si è protratto a lungo, con atteggiamenti di scherno da parte del Sindaco e della maggioranza, e Giuliani che, per richiamare l’attenzione, ha preso una sua scarpa e l’ha sbattuta sul tavolo, citando un’iconica scena del passato.

Il Consiglio è proseguito con il terzo punto all’ordine del giorno: l’adesione a una convenzione riguardante l’Università degli Adulti tra vari comuni della Vallesina, tra i quali Serra San Quirico. L’adesione del nostro Comune comporterebbe lo spostamento di tutte le lezioni nel Comune di Maiolati Spontini, privando, di fatto, la popolazione serrana di un servizio di prossimità e costringendo i corsisti a spostarsi con mezzi propri. Dal momento che Serra San Quirico nel corso degli ultimi anni ha visto venir meno molti dei servizi presenti sul territorio (ambulatori medici specialistici, pediatra, scuola, attività sportive, esercizi commerciali), ho chiesto quali fossero le motivazioni che avevano spinto l’Amministrazione ad aderire, privando il paese anche dell’Università degli Adulti.

La risposta di Borri è stata la seguente: “Perché decidiamo noi, perché questa è un’Amministrazione fascista”. Immediatamente ho richiesto che questa dichiarazione fosse messa a verbale e di nuovo Borri: “A verbale si mette ciò che decido io”. L’atmosfera nella sala consiliare è improvvisamente cambiata, tale era la consapevolezza della gravità di queste affermazioni.

A commento di quanto sopra riportato posso dire che io non ritengo che l’Amministrazione di Serra San Quirico sia fascista, né che lo sia il Sindaco, ma in tutto questo c’è qualcosa che non va; qualcosa che manca, in modo più che lampante: il rispetto delle istituzioni. Simili affermazioni sarebbero inadeguate e gravi già in un contesto informale, figuriamoci in una sala consiliare nel corso di un Consiglio Comunale, uno dei procedimenti democratici su cui si basa la nostra Repubblica. A questo aggiungo anche la mancanza di rispetto sia nei confronti di chi in questo procedimento ripone la sua fiducia, i cittadini e le cittadine, costretti/e ad assistere a comportamenti del tutto inappropriati e che vanno a discapito delle reali priorità, sia nei confronti di chi con impegno esercita il ruolo di Consigliere/a mettendosi al servizio della comunità.

Ritengo riprovevole l’arroganza di chi considera una carica pubblica una garanzia di potere assoluto, in virtù del quale si arroga il diritto di zittire una Consigliera pronunciando espressioni anticostituzionali, contando di restare impunito.

Il Sindaco Borri ha pubblicamente dichiarato di aver detto quella frase in seguito alle provocazioni della minoranza e di averla pronunciata “sarcasticamente”. Io, personalmente, non accetto questa giustificazione e ritengo che il nostro primo cittadino non abbia capito la reale gravità di ciò che ha detto e del suo atteggiamento. Mi chiedo anche come giustifichi il tentativo di impedire che l’accaduto fosse messo a verbale o l’atteggiamento di chiusura di fronte alle domande dell’opposizione, che ha, di fatto, negato il diritto al dibattito e all’informazione sui temi all’ordine del giorno. Il sindaco Borri non sarà un fascista, ma il suo atteggiamento in questa occasione è stato certamente irrispettoso e offensivo, al limite della violenza, e mi aspetto, come tanti/e altri/e, delle scuse ufficiali.


da Alice Cavalieri
Portavoce Possibile Fabriano
Comitato "Gemma Perchi"





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-08-2022 alle 16:45 sul giornale del 03 agosto 2022 - 760 letture

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