Serra San Quirico: la consigliera regionale della Lombardia Bocci sulla frase shock del sindaco, "Mi vergogno del mio paese"

1' di lettura 05/08/2022 - Succede nel paese di mio padre, quello che per me è casa (Serra San Quirico, in provincia di Ancona ndr). Ma soprattutto quello che ha pagato un tributo altissimo di morti ammazzati dai fascisti.

E non si può tollerare che una amministrazione si dichiari fascista. Non si parli di ironia, fuori luogo e ancora più offe dica, ma si chieda perdono ai propri compaesani che hanno avuto padri e nonni ammazzati. È inaccettabile e il sindaco dovrebbe dimettersi e subito il prefetto interveire con provvedimenti seri. Mio padre recita spesso un amaro e ingeneroso proverbio: “A Serra non c’è un conforto, o piove o tira vento o sona a morto” Il conforto manca adesso, con queste vergognose frasi. Il fascismo nonè un’opinione, è un reato. Serra è un paese bellissimo che insieme ai serrani non si merita questi irrispettosi oltraggi alla memoria e al suo passato di Resistenza".

Commenta così la consigliera regionale del Pd in Lombardia Paola Bocci la frase shock, pronunciata dal sindaco di Serra San Quirico Tommaso Borri, durante un Consiglio Comunale che ga affermato: "Questa è un'Amministrazione fascista. A verbale decido io cosa mettere".

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Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2022 alle 10:48 sul giornale del 06 agosto 2022 - 644 letture

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